UAE Tour (2.UWT), Stage 5: Jonas Vingegaard vince l’arrivo in salita sul Jebel Jais

di Giuseppe Ortale

Sul Jebel Jais vince Vingegaard che a 200 metri dall’arrivo riprende e stacca Lutsenko protagonista della fuga di giornata. Pogacar sempre più leader

 

 

Jonas Vingegaard (Team Jumbo – Visma) vince la quinta tappa dell’UAE Tour (2.UWT) con arrivo in quota al Jebel Jais con una bella azione nel finale. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) mette in cassaforte la classifica generale.

Ad inizio tappa si fa vedere il campione d’Italia e d’Europa Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS) seguito da Matthias Frank (AG2R Citroēn Team); il brainzolo dopo un paio di km si rialza e si fa riassorbire dal plotone.

Il 34 enne svizzero resta da solo e transita in testa nel primo sprint di giornata con il gruppo regolato da David Dekker (Team Jumbo – Visma). Dal plotone si muovono altri otto uomini Larry WarbasseAlexey Lutsenko (Astana – Premier Tech), Alex Dowsett e Omer Goldstein (Israel Start – Up Nation), Thomas De Gendt e Robert Kluge (Lotto – Soudal), Kevin Colleoni (Team BikeEkchange) e Lasse Norman Hansen che nel giro di qualche chilometro rientrano sulla testa della corsa.

A 40 km dall’arrivo la fuga ha un vantaggio di 2’20” sul gruppo tirato dagli uomini dell’INEOS Grenadiers; Lutsenko resta da solo in testa alla corsa sulle prime rampe del Jebel Jais e tiene duro nonostante il gruppo che metro dopo metro inizia a rosicchiare secondi importanti.

Chris Froome (Israel Start – Up Nation) si fa vedere in testa al gruppo ma alle prime accelerazioni è costretto ad alzare bandiera bianca; si fa vedere Vincenzo Nibali (Trek – Segafredo) che si muove a 3300 metri dall’arrivo ma la sua zione viene rintuzzata dagli attacchi di Harm Van Houcke e Joao Almeida (Deceuninck – Quick Step).

L’azione giusta è quella di Vingegaard che scatta poco prima del triangolo rosso e va a riprendere un Lutsenko che vede svanire la vittoria a 200 metri dall’arrivo; il kazako, platealmente, non le manda a dire al giovane danese.

Il podio è completato, rispettivamente, da Pogacar e Adam Yates.