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Vincenzo Saitta, all’Orvieto Wine Marathon tra il Gotha della Mountain Bike

Lo Stivale è lungo e quando al via della gara gli hanno chiesto se è salito in Umbria per la Orvieto Wine Marathon di 46 chilometri, se insomma aveva percorso 1000 chilometri in auto solo per correre una gara di 46 Vincenzo Saitta ha risposto candidamente: “certamente sì, perché cosa c’è di male?“. La strada del successo è sempre lunga, e per un ragazzo siciliano lo è sempre un po’ di più, ma la sfida che Vincenzo si è posto quest’anno, aiutato dal suo mentore Paolo Alberati, sembra far passare ogni difficoltà in secondo piano. Anche quella di schierarsi al via, in prima fila con il Campione del Mondo di specialità MTB Marathon, il colombiano Leonardo Paez (che per la verità da quest’anno gli è anche compagno di squadra nel sodalizio stretto tra Team Giant ed A&G Sporting), con il campione europeo il portoghese Tiago Ferreira, con il belga Wout Alleman dominatore della prova e con il gotha del ciclismo italiano e mondiale delle ruote grasse.

Per questo il dodicesimo posto sul traguardo, ad un passo dalla Top Ten regala al ragazzino di Maletto, appena ventenne, un sorriso smagliante sulle labbra: “Ho per la verità sbagliato un po’ nella tattica, perché quando al decimo chilometro Alleman ha allungato con il compagno di squadra, il tedesco Vinzent Dorn, insieme al campione del mondo Leonardo Paez io ho osato un po’ troppo e volendoli seguire mi sono poi bruciato. Così quando da dietro sono rinvenuti Casagrande, con Ferreira, Mensi, Cattaneo, Medved ed altri ho un po’ pagato ed ho faticato a rimanere lucido nei tratti più tecnici insieme a loro, scivolando poi piano piano fuori dalla top ten. Il mio allenatore Alberati mi ha anche rimproverato, quindi sono soddisfatto a metà, ma insomma è da errori come questo, da peccati di generosità che si impara credo a correre coi grandi”. Non sembra neanche sorpreso Vincenzo di una prestazione sicuramente fuori dalle righe, visto che ha postato il risultato del suo computer di bordo che segna un punteggio di soglia anaerobica FTP top class, eppure sempre inferiore alle aspettative di Saitta. Se queste sono le premesse però c’è da scommettere che quest’anno anche nel fuoristrada la Sicilia si farà valere a livello italiano, così da colmare il gap con i cugini della strada, campioni già affermati ed ai vertici del ciclismo mondiale già da anni.

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Redazione