25 Ottobre, 2021
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261. Questo numero vi dice qualcosa? Se la risposta è no, continuate a leggere

Nel 2021 è normale vedere migliaia di donne gareggiare nelle grandi maratone del mondo, da New York a Berlino e Madrid; ma non è stato sempre così. Il 19 aprile 1967, Kathrine Switzer ha fatto la storia aggirando il divieto che impediva alle donne di gareggiare in una maratona. Lo ha fatto anche nella maratona più antica del mondo, la maratona di Boston, e non l’ha solo corsa, l’ha finita con un tempo di 4 ore e 20 minuti nonostante il boicottaggio degli organizzatori. Tutti conosciamo la foto in cui Kathrine Switzer viene afferrata di spalle mentre il co-direttore di gara cerca di strapparle il pettorale. Il suo numero di gara era 261 e da allora è stato un simbolo di uguaglianza.

Negli ultimi cinquanta anni Il numero di donne che praticano sport o che seguono da vicino eventi sportivi è aumentato considerevolmente ed è in costante crescita. Questo fenomeno è ascrivibile al cambiamento fondamentale che è avvenuto nelle scuole e al ruolo dei mass media.

Più o meno tutte noi (classe 1982) ricordiamo perfettamente quali magnifiche fantasie di emulazione suscitavano cartoni animati come “ Mila e Shiro” o Hilary, la ginnasta.  Erano tempi in cui lo sport era al centro dei contenuti di film, cartonianimati e serie tv.

Il risultato? Tutte facevamo sport e tutte avevamo la curiosità e la voglia di provare. Personalmente, dai 6 ai 14 anni ho provato nell’ordine: danza ritmica, pattinaggio artistico, equitazione, corsa campestre, sci nautico e Mtb.

Oggi purtroppo, se da una parte è cresciuto il numero delle donne che fanno sport, dall’altra è sensibilmente diminuito e si è impoverito il patrimonio motorio dei bambini in età scolare.

Le ragioni di ciò sono facilmente riconducibili a uno stile di vita che non premia l’attività fisica di base.

Come sovvertire questo fenomeno? Beh, io credo molto nel valore della conoscenza e dell’emulazione di modelli positivi.

Per questo, specialmente a chi ha bambini, consiglio ” 100 storie di atleti per piccoli e grandi campioni” di Giorgio Cabello.

Il testimone di Kathrine Switzer è passato nelle mani di donne che hanno fatto la storia dello sport. Yelena Isinbayeva, Serena Williams e Laure Manadou, Nadia Comaneci, Paola Pezzo, Federica Pellegrini. La lista è lunga e ogni storia meriterebbe di essere raccontata…

Per finire vi do appuntamento a domani, mercoledì 10 marzo per l’intervista ad Agnese Gagliano, una donna al vertice della presidenza del CSI.

Da non perdere!

 

 

Silvia Console
Consulente Per La Comunicazione Social Media Manager

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