29 Settembre, 2022
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La morte di Edoardo Governale

la scomparsa dell'ex manager ha spezzato un forte legame con Palermo e lo sport

“Cerca di diventare non un uomo di successo ma piuttosto un uomo di valore”, citava Albert Einstein. Vado a pescare con la memoria di ex collega nella vita pubblica di Edoardo Governale, che ci ha lasciati ieri dopo una lunga ed estenuante lotta contro un male subdolo e strisciante. Difficile, impossibile cogliere quali non siano stati gli elementi di successo di un uomo che ha di fatto rappresentato per oltre 20 anni in Sicilia uno dei più grandi simboli dell’industria italiana del XX secolo, guidando una struttura complessa quanto importante per la città di Palermo e non solo: l’ex succursale FIAT, per tutti “la FIAT”.

Già, perché negli anni non proprio facili per l’azienda torinese, prima dell’avvento di Sergio Marchionne, “la FIAT” a Palermo è stata capace di imporsi su un mercato dell’auto che diventava sempre più competitivo e complicato, cedendo alle sirene delle case straniere storiche e dei marchi asiatici emergenti.

La FIAT a Palermo era invece un punto di riferimento che rispondeva al nome di Edoardo ed Edoardo era la FIAT di Torino tradotta a 2mila km di distanza. Con lui la passione per lo sport che ha legato per una vita all’amato Palermo Calcio, fin dai tempi della storica Bacigalupo di cui è stato uno dei fondatori. Un amore incondizionato per lo sport continuato con il tennis presso il circolo palermitano TC2, che solo un grave incidente d’auto aveva tentato di interrompere anni prima. Ma Edoardo era riuscito a trarre una grande forza anche da un evento terribile come quello.

Un “uomo di valore” che ha legato indissolubilmente se stesso alla città di Palermo anche in ruoli di prestigio (v. Confindustria) ma senza alcuna “spocchia”: Edoardo alimentava la giusta ambizione di un Top Manager in modo diretto e trasparente, autorevole e mai autoritario, da vero capitano di una squadra, come quella di via Imperatore Federico che negli anni ha cambiato pelle e diversi elementi, ma che non ha mai perso le proprie radici.

Alla Signora Giselda e ai figli Giorgia e Antonio il nostro più sentito cordoglio.

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