Basket: Ragusa si sveglia troppo tardi, Broni passa 71-74

di Pietro Minardi

Nuovo tonfo casalingo pesante per la Virtus Eirene Ragusa, sconfitta al PalaMinardi da Broni con il punteggio di 71-74. Un risultato finale che non rispecchia in pieno le difficoltà vissute dalle aquile iblee durante l’incontro. Le lombarde hanno dominato soprattutto nella fase centrale del match, andando all’intervallo lungo sul +12. La Passalacqua si sveglia soltanto nell’ultimo parziale, quando ormai è troppo tardi.

DECLINO RAGUSA, QUATTRO SCONFITTE IN CINQUE GARE

Le assenze non possono essere una scusante sufficiente a spiegare il ruolino negatio delle biancoverdi. Quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, alcune delle quali decisamente alla portata. Privo di Asia Taylor, assente per motivi personali, coach Gianni Recupido ritrova finalmente Ruthty Hebard, ancora non al meglio e senza allenamenti sulle gambe. Per lei soltanto qualche scampolo di partita, ma la strada per ritrovare la condizione è ancora decisamente lunga.

Il tecnico ragusano prova a ruotare le più giovani ma la Passalacqua è molle soprattutto in difesa e Broni ha vita facile. Romeo, che ha trovato i suoi primi punti nel match addirittura nel terzo quarto, e le sue compagne di squadra si svegliano troppo tardi, soltanto nell’ultima frazione di gioco, quando stavano per completare una rimonta difficile da immaginare. Ma la formazione lombarda resta lucida e vince meritatamente con il punteggio finale di 71-74. Domenica Ragusa sarà impegnata ancora sul parquet casalingo, nel match contro Faenza.

RECUPIDO: “IN CASO DI VITTORIA, AVREMMO RUBATO”

Duro, a fine partita, coach Gianni Recupido. Il tecnico ibleo striglia le sue ragazze, troppo disattente per larga parte del match. “Se avessimo vinto avremmo rubato, non avremmo assolutamente meritato la vittoria perché per tre quarti di gara non siamo stati in campo. Non abbiamo difeso ed abbiamo permesso a Broni di fare 44 punti nei primi due quarti e 26 nel solo secondo quarto, così non possiamo giocare a pallacanestro, e anche tutte con tutte le attenuanti del mondo, come le assenze, le energie, tutto quello che si vuole, ma per giocare a basket ci vuole altro. Poi possiamo anche parlare dell’ultima rimessa, ma non si gioca sull’ultima rimessa bensì sull’intera partita dove noi siamo stati vergognosamente assenti. Hebard? Contento del suo rientro ma si tratta di una giocatrice che è guarita dal proprio infortunio ma che non si è ancora praticamente allenata. Ha bisogno di tempo”.