22 Maggio, 2022
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Alisia Calderone ne completa un’altra. Portata a casa anche l’Ultrabalaton

Lo scorso fine settimana, 30 Aprile – 1 Maggio, la famosa ultrarunner siciliana Alisia Calderone ha aggiunto un’altra importante tacca alla sua brillante carriera nelle ultramaratone. L’atleta, infatti, ha fatto parte della spedizione italiana che ha partecipato alla UltraBalaton 2022, guadagnando il titolo di unica podista siciliana in gara. La podista però, oltre a correre in terra ungherese, ha anche portato a termine una delle gare europee più dure esistenti. Dato da non sottovalutare poichè oltre la metà dei partecipanti non ha ottenuto il titolo di “finisher”.

La UltraBalaton, come potrebbe suggerire il nome stesso, si corre intorno al lago Balaton, il più grande specchio d’acqua dolce dell’Europa centrale. Il percorso è lungo 210 km, si sviluppa lungo una pista ciclabile che costeggia il lago e deve essere completato entro 31 ore. Come ci dirà la stessa Alisia, nonostante sia classificato come un tracciato pianeggiante, non mancano le salite e le discese. Ad aggiungere un’ulteriore difficoltà a ciò, il regolamento della gara prevede dei check-point che gli atleti devono attraversare entro un determinato minutaggio; chi non lo rispetta è fuori dalla competizione.

“Gara al cardiopalma, gli ultimi 40 km sono distruttivi. Organizzazione perfetta”
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Damiano Ardagna (Pol. Marsala Doc), Alisia Calderone, Piergiuseppe Monegato e Lucio Caroni

Ciao Alisia, come è andata questa manifestazione epica? “È stata una gara al cardiopalma, ovviamente dura, ma ti costringe anche a tenere un ritmo serrato. Rispettare i tempi tra i check-point ti impedisce di fare tanti calcoli e, probabilmente, sono queste difficoltà a rendere così epica la Balaton. Questa, insieme alla Spartathlon greca alla quale punto a partecipare a Settembre, sono le ultramaratone più dure d’Europa. Ho chiuso come 19ª assoluta e sotto di 40 minuti rispetto al tempo massimo”.

Come si gestiscono delle gare di questa durata? “Partiamo dal concetto che è impensabile correre tutti i 210 km, si alternano fasi di corsa con camminate veloci/corsette. Qui, ad esempio, ho corso fino ai 140 e poi ho alternato corsa e camminata veloce. Uno degli aspetti fondamentali è l’alimentazione durante la corsa. Ci vuole l’esperienza giusta per sapere cosa e quando mangiare, bisogna conoscere il proprio corpo per evitare di incappare in problemi gastrici. Oltre ai gel ed alle barrette è necessario assumere anche carboidrati e grassi. Per fare ciò, qui, ho assunto pane, formaggio e frutta. Gli ultimi 40 km sono stati i più duri, perchè oltre alla fatica accumulata da tutta la gara, devi anche percorrere gli ultimi 7 km in un’ora, cosa tutt’altro che semplice”.

Sul livello organizzativo che ci puoi dire? “L’organizzazione è 10/10, caratura internazionale più che meritata. I paddock erano bellissimi, tutto è andato secondo il programma. Partenza puntuale alle 7 e, grazie anche al fatto di correre su una ciclabile, non ci sono stati incidenti di alcun tipo. Una cosa carina è che quando si passa l’ultimo check-point iniziano già i festeggiamenti, perchè ormai il più è fatto. Avevano anche organizzato una festa, il giorno dopo la gara, con una sfilata dedicata a tutti i partecipanti ma purtroppo dovevo tornare al lavoro e me la sono persa”.

Da quanto ti dedichi alle ultramaratone? “La prima esperienza l’ho fatta con la 0-3000 (Supermaratona dell’Etna); ma il vero amore è sbocciato nel 2015 quando ha corso la “100 km del Passatore”. Qui ho avuto la conferma che questa sarebbe stata la mia specialità e da lì ho cambiato il mio allenamento concentrandomi su distanze superiori ai 100 km”.

Ringraziamo Alisia Calderone per la disponibilità. Foto tratte dal suo profilo Facebook

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