Arbitro aggredito a Mascalucia, è allarme violenza nel calcio giovanile

di Alessandro Teri

Un arbitro che viene malmenato su un campo di calcio, e per questo ricoverato con un rene malmesso. È quanto successo a Mascalucia, in provincia di Catania, al termine di una partita giovanile. Un episodio preoccupante, sintomo di un allarme sociale ben diffuso in tutta Italia, purtroppo solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga sequenza. Nel 2023 si contano finora 124 aggressioni avvenute durante competizioni calcistiche giovanili, secondo il report dell’osservatorio sulla violenza agli arbitri, con un trend in rialzo rispetto allo scorso anno, quando ci si è fermati a quota 85. Ed autori delle violenze, negli ultimi dodici mesi, sono stati 75 calciatori, 33 dirigenti, contando pure 16 persone al di fuori degli addetti ai lavori.

Modificare il Daspo

È emergenza violenza nei campi di calcio giovanile, in particolare contro gli arbitri ma non solo”, denuncia a tal proposito il deputato Pd Anthony Barbagallo, che ricopre anche la carica di segretario del Partito Democratico siciliano, il quale ha depositato alla Camera, assieme a Mauro Berruto, responsabile sport della segreteria dem, una proposta di modifica alla normativa sul Daspo, con l’obiettivo di tutelare la categoria degli arbitri, oggetto di violenze sui campi di calcio giovanile, introducendo in particolare un inasprimento delle pene. “La nostra proposta è quella di modificare la normativa vigente, più nota come Daspo, che prevede l’applicazione del divieto di accedere alle manifestazioni sportive per chi si macchia di tali atti – dicono Barbagallo e Berruto – Occorre intervenire uniformando la normativa in tema di lesioni personali e omicidio preterintenzionale in danno di un arbitro o di altro soggetto cui risulti affidata la responsabilità di assicurare la regolarità tecnica di una manifestazione sportiva”.

Tutelare i direttori di gara

Quindi, secondo quanto proposto dai deputati democratici, in caso di violenze negli stadi sarebbe introdotta un’aggravante qualora ad essere aggrediti siano i direttori di gara: “È necessario introdurre un’aggravante che determina l’aumento della pena da un terzo alla metà, nei casi di lesioni personali e di omicidio preterintenzionale – spiega Barbagallo -, qualora i fatti siano in danno di arbitri o di altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica di una manifestazione sportiva, ovvero che svolgono un incarico nell’ambito di una manifestazione sportiva, come ad esempio gli osservatori arbitrali”.

Prevedere specifiche aggravanti

Il Pd ha inoltre predisposto un’interrogazione urgente al ministro degli Interni e a quello dello Sport e Giovani, per chiedere maggiore attenzione sui campi dilettantistici, “che – denuncia Barbagallo – non possono diventare lo sfogatoio di energumeni di ogni tipo”. “Bisogna prevedere – aggiunge – specifiche aggravanti di pena e, a proposito di Daspo, inserire l’obbligo di firma per le ipotesi di lesioni personali o omicidio preterintenzionale nei confronti dei soggetti indagati e/o condannati seppur non con sentenza definitiva”.

Vicinanza all’arbitro aggredito

“Quello che è successo a Mascalucia lunedì scorso è un episodio vergognoso e indegno, la LND Sicilia è vicina al giovane arbitro malmenato al termine della partita”, dice Sandro Morgana, presidente della Lega Nazionale Dilettanti siciliana, sottolineando che “Come comitato siamo impegnati a 360 gradi nel contrasto a questi episodi di violenza che non devono e possono appartenere al mondo dello sport”. “Ringrazio il movimento arbitrale e sono vicino agli arbitri”, aggiunge Morgana: “Il nostro Comitato regionale da anni si batte per fronteggiare il fenomeno della violenza sui campi – conclude – Abbiamo anche ideato il progetto ‘Uniti contro la violenza’ per costruire un calcio migliore. Invito tutti ad abbassare i toni e a ritornare a confronti leali e corretti. Ovviamente qualsiasi iniziativa tendente ad aggravare le pene nei confronti dei violenti ci trova d’accordo”.