Rachele Infantino con i suoi Elena e Ruggero per l’inclusività nel nuoto artistico

di Alessandra Puglisi

Storicamente il nuoto artistico (prima chiamato nuoto sincronizzato) è sempre stato considerato una disciplina esclusivamente femminile. Nel 2015, la FINA (ora World Acquatics) ha finalmente introdotto ai Mondiali la specialità del Duo Misto uomo/donna e dal 2022 ha fatto il suo esordio nelle competizioni internazionali anche il singolo maschile. L’evoluzione sta lentamente influenzando anche i Giochi Olimpici: a Parigi 2024 il nuoto artistico manterrà la gara a coppie solo femminile ma nella prova a squadre ogni formazione potrà avere fino a un massimo di due nuotatori artistici maschi. Un percorso di crescita e inclusività di questo affascinante sport, cui in Sicilia contribuisce Rachele Infantino, giovanissima e appassionata allenatrice di nuoto artistico. A soli 23 anni Rachele ha tra i suoi allievi un duo misto molto promettente composto da Elena Greco e Ruggero Infantino.

Infantino, atleta e coach

Rachele Infantino è praticamente nata e cresciuta in vasca. Il papà pallanuotista e la mamma amante del nuoto portano Rachele in piscina fin dalla tenerissima età assecondando la sua innata acquaticità, così che a 5 anni comincia il suo percorso nel nuoto artistico, che da atleta continua ancora oggi con la partecipazione costante alle gare master nazionali nel doppio e nel solo con la società “Sicilia Nuoto Catania”. In carriera vanta ben otto partecipazioni ai Campionati Nazionali Settore Master raggiungendo anche il podio; oltre le soddisfazioni a livello nazionale, ha all’attivo svariati successi in Sicilia, e in particolare nel Settore Propaganda il titolo di campionessa regionale, ottenuto per più di dieci volte nelle varie discipline (sia come solista, sia nel doppio che nel libero combinato). “da sempre nella mia vita dove c’è sincro e acqua ci sono io, l’amore per questo sport è cresciuto insieme a me e già all’età di 17 anni ero convinta di farne un lavoro, cominciando ad allenare i più piccoli, considerato anche che io adoro i bambini. Alla Brizz Nuoto di Acireale ho avuto tre anni fa la mia più grande occasione, cioè quella di avviare per la prima volta lì il corso di nuoto artistico e di formare una squadra di atlete, che ad oggi sono comprese nella fascia di età che va dai 5 ai 18 anni e con cui nelle tre stagioni sportive fin qui disputate al livello Propaganda stiamo bruciando le tappe. Si tratta di una grande responsabilità ma non potevo chiedere di meglio, una bellissima opportunità per me di mettermi in gioco e di poter far nascere, accanto alle società storiche siciliane, una nuova realtà in questo settore”.

Rachele vanta nel proprio curriculum di essere stata allenata e aver fatto diversi campus con Giorgio Minisini che fa parte della rosa della squadra nazionale di nuoto artistico e che recentemente ha confermato il suo enorme valore ai Campionati Mondiali Doha 2024 vincendo la medaglia d’oro nel Solo (programma libero) e la medaglia d’argento nel Solo (programma tecnico). Campione plurimedagliato, a livello europeo e mondiale, anche nel Duo Misto, è stato di sicura ispirazione per coach Infantino, che a maggio scorso ha voluto intraprendere la strada di questa nuova disciplina con la coppia Elena Greco, già nel team e capitano delle sincronette della Brizz e Ruggero Infantino, fratello di Rachele. Nel corso dell’ultimo anno, il duo misto di nuovissima formazione ha vinto due titoli nazionali e due regionali nel settore propaganda, da ultimo raggiungendo una bella affermazione a fine gennaio nella categoria assoluti nel campionato nazionale a Livorno, dove la Brizz Nuoto è stata l’unica società siciliana in gara. A livello individuale, Elena Greco si è aggiudicata il titolo di campionessa regionale ex ago, settore propaganda consecutivamente dal 2021 al 2024, mentre Ruggero Infantino, ha subito stupito imponendosi in gare regionali e nazionali nelle categorie seniores ed assoluti.

Elena Greco, la più forte della squadra

Elena Greco, classe 2005, è di Acireale, ha compiuto da poco diciotto anni ed è ancora all’ultimo anno di liceo: “ha iniziato come me a fare sincro da bambina piccola – ci racconta Rachele- nella sua carriera di atleta è passata in diverse società, lavora con me dal 2021, da quando si è formata la squadra alla Brizz. È una ragazza dolcissima, dotata di grande senso di responsabilità, non a caso è il capitano della squadra. Dico sempre che lei è un Atleta con la A maiuscola perché ha tutte le doti fondamentali che un atleta deve avere. Ha capacità fisiche e tecniche pazzesche a livello di estensione, acrobazia, resistenza, potenza ecc.. Inoltre, dal punto di vista mentale è straordinaria, ha una mentalità da atleta che purtroppo è rarissima da trovare, è disposta a fare sacrifici e ha una dedizione per lo sport altissima”.

Ruggero Infantino, talento raro

Ruggero invece, di due anni più grande, ha sempre fatto sport natatori, nuoto a livello agonistico e tuffi approcciandosi al sincro solo più tardi, come ci spiega la sorella, sua allenatrice: “il nuoto sincronizzato è sempre stato visto come uno sport prettamente femminile forse anche per profili fisici o tecnici quali l’elasticità e la mobilità articolare come accade nella danza classica e nella ginnastica artistica. Quando eravamo più piccoli, la figura maschile nel sincro non era molto presente e per questo Ruggero non si è avvicinato prima a questo sport. Fortunatamente negli ultimi anni la partecipazione maschile ha preso sempre più piede e così Ruggero si è proposto con grande entusiasmo in una disciplina nuova per lui. Ha iniziato nel gennaio 2023, quindi da pochissimo. Si è subito immerso in questo nuovo ambito di cui è sempre stato appassionato perché mi ha sempre seguita da spettatore; adesso effettivamente è quasi più dentro di me. Non ha ancora nemmeno completato una stagione sportiva intera, ma ha raggiunto risultati immediati e soprattutto un miglioramento tecnico impressionante”.

Ruggero Infantino, al di là del livello tecnico su cui sta ancora lavorando, ha comunque, già un’espressività e una capacità di contagio emotivo che lo rende speciale: “Ruggero ha una grande sensibilità, è tenerissimo – continua Rachele – le persone che lo vedono esibirsi in acqua mi dicono, complimentandosi, che fa venire la pelle d’oca. La sua impressione artistica, la sua presenza scenica è fortissima; nell’esibizione in vasca ha questa capacità di fare emozionare le persone che per me è la cosa più bella che possa succedere. Per me poi un’emozione in più essendo mio fratello. Siamo stati bravi a distinguere il rapporto atleta/allenatore e quello tra fratelli, nel senso che nel momento in cu andiamo in vasca entriamo ciascuno nei nostri ruoli; però devo ammettere che mi faccio coinvolgere particolarmente, è come se una parte di me gareggiasse con lui”.

Coppia vincente

L’idea di mettere insieme Elena e Ruggero nella competizione del Duo Misto nasce proprio dal fatto che entrambi sono due ragazzi talentuosi, dal carattere simile e di indole dolce ma tenace. Un’intuizione di Rachele, che si è rivelata vincente e che ha dato vita a un rapporto davvero speciale che unisce i due atleti tra loro, ma anche Elena e Ruggero alla loro allenatrice: “tra Elena e Ruggero c’è una notevole affinità caratteriale e una complicità pazzesca. Certamente c’è anche un’affinità tecnica senza la quale il duo non potrebbe funzionare, anche se Ruggero ha meno esperienza rispetto ad Elena. Per me allenarli è chiaramente un lavoro, ma mi diverto tanto con loro, abbiamo un grande affiatamento; forse la gratificazione più grande è vedere quanto stiano bene con me quando ci troviamo in piano vasca, quanto è piacevole lavorare insieme”. Questo sembra essere il segreto delle loro vittorie e delle loro soddisfazioni in campo gara, considerato che Elena e Ruggero si allenano come Duo da neanche un anno e che hanno subito vinto nella propria categoria titoli nazionali e regionali per poi riconfermarli. Rachele guarda con ottimismo ed entusiasmo al futuro: “più che dal punto di vista dei titoli, mi aspetto miglioramenti costanti dal punto di vista tecnico, sono atleti che non si risparmiano mai, cercano sempre di fare di più, per cui non vedo l’ora di vedere il frutto dei sacrifici che fanno negli allenamenti. I risultati fanno sempre piacere, ma per me la crescita tecnica e il raccogliere quanto seminato in allenamento contano più delle medaglie”.

 

Evoluzione del nuoto artistico

Rachele e i suoi Elena e Ruggero incarnano alla perfezione la tendenza alla continua evoluzione nel mondo del nuoto artistico e, nello specifico, la direzione recente verso l’inclusività. Dalla sua nascita, cioè a partire dalla seconda metà del Novecento quando il balletto acquatico si trasformò a tutti gli effetti in uno sport, fino ai nostri giorni, questa disciplina ha conosciuto notevoli cambiamenti. Incluso tra le discipline della FINA solo nel 1968, il nuoto sincronizzato fece il suo debutto olimpico nel 1984 ai Giochi di Los Angeles, dove ci furono due gare tutte femminili: una a coppie e una singolare. Poi l’evoluzione della disciplina a squadre e addirittura il cambio nome. Infatti, su pressioni del CIO, nel 2017 lo sport ha cambiato nome da ”nuoto sincronizzato” (dove l’aggettivo “sincronizzato” si riferiva all’essere sincronizzati con la musica in sottofondo) in “nuoto artistico”: una scelta fatta per associare la pratica a quella della ginnastica artistica e nel tentativo di renderla più popolare. Una scelta, tuttavia, che non piacque a chi riteneva che il nuovo nome facesse risaltare troppo l’aspetto artistico a scapito di quello tecnico e fisico, trattandosi di esercizi probanti, con frequenti concussioni e forti colpi subacquei, caratterizzati da pesanti sforzi muscolari, amplificati dal fatto che vengono compiuti per lo più trattenendo il respiro.

A prescindere dal nome che si usi, è comunque un dato di fatto che fino ai primi anni Novanta anche solo l’ipotesi che i maschi potessero gareggiare nel nuoto sincronizzato era considerata implausibile e remota, qualcosa su cui scherzare. Come proprio nel 1984 fece un lungo sketch del Saturday Night Live, in una parodia di quelle storie di sportivi con un grande sogno e tanti ostacoli da superare: uno dei due protagonisti del video era infatti un aspirante nuotatore sincronizzato che però non sapeva nuotare. Da noi è rimasta celebre la scena nel film “Tre uomini e una gamba” del 1997, in cui gli attori Aldo e Giovanni scimmiottano un’esibizione di nuoto sincronizzato.

Tendenza all’inclusività e fascino del Duo Misto

Solo nel 2015, su decisione della FINA, ai Mondiali di nuoto debuttarono due prove miste, con squadre composte da un maschio e una femmina e con dinamiche atletiche simili a quelle delle coppie di pattinaggio. E anche se il Duo Misto non è ancora disciplina olimpica il successo che sta avendo dimostra come stiano cadendo tutti i pregiudizi. Rachele conferma: “credo che la cosa più bella sia che il Duo Misto rappresenta la dimostrazione di come il sincro possa essere uno sport anche maschile e non marcatamente femminile. Credo che la particolarità e la bellezza risieda nel vedere come la figura virile costeggi, esaltandola, la donna; è interessante, inoltre, come sia più marcata (rispetto al classico duo femminile) l’interazione tra i due atleti, dell’uomo sulla donna a livello tecnico con più spinte dall’acqua e con le gambe e con un effetto più scenico e spettacolare, che sfrutta appunto la maggiore forza dell’uomo. Anche l’esempio di Giorgio Minisini, campione mondiale, ha finalmente dimostrato in Italia come il sincro possa essere praticato da tutti, una conquista non solo importante dal punto di vista tecnico ma emozionante dal punto di vista umano. Io penso che gli sport, qualsiasi tipo di sport, siano adatti a tutti, senza distinzioni di generi e penso che certe barriere vadano abbattute”.