Giro di Sicilia, salta l’edizione 2024 in programma dal 9 al 12 aprile

di Nunzio Currenti

Un patrimonio perso? Una sconfitta sul piano della programmazione? O cosa? Era nell’aria ormai da tempo, in assenza al 26 febbraio della presentazione del percorso. Gli interrogativi, per chi segue il ciclismo da anni, sono naturali, visto lo straordinario successo delle passate edizioni del Giro di Sicilia. Perché?

Foto Marco Alpozzi/LaPresse

La conferma dell’annullamento è arrivata da Mauro Vegni, direttore del Giro di Italia, al collega di Bici Pro, Filippo Lorenzon, che chiarisce che sarebbe mancata la volontà politica: “Se c’è si fa, altrimenti no. E io non discuto. Magari chi c’era prima era appassionato di ciclismo o vedeva delle potenzialità nell’evento, era più favorevole verso il ciclismo. Chi è arrivato adesso ha altre idee per la promozione turistica. E le rispettiamo”.

Sicilia

Il ragusano è il vincitore dell’edizione 2022 de Il Giro di Sicilia

 

Il Governo Schifani cancella, gioco forza, quindi, senza aver dato ancora una comunicazione ufficiale, l’edizione 2024 del Giro di Sicilia, la classica della Rcs Sport che era rinata nel 2019 dopo 42 anni, grazie all’accordo con la Regione Siciliana e il Governo Musumeci.

Dal 9 al 12 aprile non si correrà in Sicilia

Da martedì 9 a venerdì 12 aprile, date in cui si sarebbe dovuto correre il Giro di Sicilia, il circus del ciclismo italiano si sposterà presumibilmente in un’altra regione. Le trattative sarebbero ormai in dirittura d’arrivo (potrebbe essere l’Abruzzo?).

Il danno d’immagine per il movimento, per il turismo, per il grande impatto che ha avuto sul territorio la classica a tappe siciliana, è notevole anche perché la gara in calendario era (ed è ancora in tutti i calendari) stata programmata da tempo a cavallo del Giro della Città Metropolitana di Reggio Calabria e il Tour of the Alps. Una data strategica per molte squadre anche in vista del Giro d’Italia. E alcune squadre l’avevano messa pure in programma sul piano tecnico per fare bene.

La speranza è che presto arrivino le comunicazioni ufficiali delle due parti in causa. Che chiariscano agli appassionati di ciclismo, ai tesserati e ai siciliani il perché di questo annullamento. La sensazione è, però, che difficilmente rivedremo presto sia il Giro d’Italia che il Giro di Sicilia.

Il ciclismo un volano per il turismo

Le potenzialità delle corse ciclistiche sono sotto gli occhi di tutti. La condivisione generale, poi, è stata totale per valorizzazione al Mondo di posti straordinari come quelli della nostra Sicilia. Basti pensare agli arrivi suggestivi sull’Etna, ad Agrigento, Ragusa, per citarne solo alcuni.

Dal punto di vista tecnico, poi, la gara è cresciuta in maniera vertiginosa. Basta riavvolgere il nastro. La prima edizione (2019; assessore allo Sport e Turismo, Sandro Pappalardo) fu vinta da Brandon Mcnulty, l’americano che campione del mondo juniores a cronometro trionfò a Ragusa e non si staccò in salita sull’Etna al cospetto dello scatenato Guillame Martin, oggi tra i più competitivi nelle corse a tappe. Mcnulty, che corre per la Uae, è stato tra i grandi protagonisti della Uae Tour conclusosi ieri. L’anno successivo il covid determinò l’annullamento.

Un patrimonio da difendere

I riflettori si accendono nuovamente nell’ottobre 2021. Tutti gli occhi sono puntati su Mascali, sulla salita di Scorciavacca, sconosciuta ai professionisti siciliani. La scelta si rivela azzeccata. Perché a fare infiammare il pubblico ci pensa Vincenzo Nibali. Proprio lui stacca tutti e arriva, tra le lacrime, a braccia alzate a Mascali, premiato dall’assessore regionale allo Sport e Turismo, Manlio Messina, uno di quelli che ha senz’altro creduto più di tutti sotto la sua gestione nella valorizzazione della Sicilia attraverso il ciclismo, sotto il governo Musumeci (entrò in carica luglio 2019 sino alla fine del mandato). Fu l’ultima vittoria in carriera dello Squalo dello Stretto. L’ultima che rimarrà nella storia, perché arrivata sulle strade di casa. Pochi mesi dopo ancora un siciliano, in splendida condizione, si regala una delle vittorie più belle. Damiano Caruso brucia in volata Nibali a Caltanissetta, firmando sull’Etna la vittoria in solitario. Lo scorso anno, da grande favorito, rimane in compagnia di Alexey Lutsenko sino alla salita di Scorciavacca. Il kazako, però, anticipa tutti e vince a Giarre. Non ci sarà tutto questo, quindi. Si cala il sipario.

E del Giro d’Italia? Nessuna notizia. Ricordiamo quel 9 maggio 2017 la vittoria al Rifugio Sapienza di Jan Polanc, la volata a Messina di Gaviria con la partenza da Pedara invasa da migliaia di appassionati. L’anno dopo, era il 2018, l’intuizione dell’allora assessore allo Sport, Antony Barbagallo, subito dopo l’arrivo di Polanc, fu quella di valorizzare la salita del Valentino. Come non ricordare quella vittoria di Esteban Chaves su Simon Yates? Nell’ottobre 2020, nel Giro d’Italia più anomalo della storia, con la Grande Partenza proprio dalla Sicilia, si arrivò sull’Etna (Visconti, che era arrivato secondo a Santa Ninfa, fu superato solo da Caicedo). Nel 2022 si arrivò sull’Etna (Kanma primo) e a Messina con la vittoria di Demare e l’addio al ciclismo dato da Nibali, a fine gara. Tutto negli almanacchi di storia. Un patrimonio da non disperdere. Attendiamo risposte. E progetti futuri.