L’associazione WOG (che riunisce tutte le federazioni degli sport della neve e del ghiaccio) ha espresso una presa di posizione netta e inequivocabile, escludendo categoricamente l’ingresso di discipline non appartenenti al novero degli sport bianchi nel programma dei Giochi Olimpici Invernali. Si tratta di una sonora bocciatura per le candidature avanzate da discipline come la corsa campestre e il ciclocross, che puntavano al debutto a cinque cerchi nell’inverno del 2030, in occasione dell’Olimpiade sulle Alpi francesi.
Il comitato, che include giganti come la FIS (sport alpini/nordici), l’IBU (biathlon), l’ISU (discipline del ghiaccio), e altre federazioni come FIL, ISBF, IIHF e WCF (curling), ha chiarito la sua posizione in un lungo comunicato stampa.
La premessa di supporto al CIO: «Le federazioni degli sport olimpici invernali sono impegnate in un processo di innovazione, globalizzazione e rafforzamento del particolare ed evidentemente diverso appeal dei Giochi invernali. Noi elogiamo gli sforzi compiuti dal CIO per modernizzare l’Olimpiade, con l’obiettivo di avvicinare nuove fasce di pubblico e seguire strategie dinamiche e pertinenti per rendere il movimento olimpico più sostenibile e più inclusivo.»
L’affondo sull’esclusione: «Tuttavia, i membri del WOG pensano che il futuro dei Giochi invernali non sarebbe meglio tutelato da proposte frammentarie, come l’inserimento degli sport che attualmente non rientrano nel programma dell’Olimpiade estiva.»
L’associazione delle federazioni degli sport invernali ha concluso che un tale approccio (l’inclusione di sport estivi) indebolirebbe il marchio, l’eredità e l’identità che rendono unica un’Olimpiade invernale, considerata una vera e propria “festa di sport praticata sulla neve o sul ghiaccio”. La posizione è chiara: “No alla promozione del ciclocross nel programma dei Giochi invernali.