Nel nono appuntamento di NetTalk – la voce del volley siciliano i riflettori si sono spostati sulla panchina, dietro lo schermo del computer, dove numeri, codici e traiettorie diventano tattica. Tra i protagonisti della puntata Mimmo Crupi, scoutman della PVT Modica in Serie B1 femminile e della Jonica Volley Santa Teresa in Serie B maschile: uno dei profili emergenti dello scouting siciliano, oggi punto di riferimento per due realtà nazionali.
Crupi parte dalla sconfitta di Arzano e dalla necessità di rialzarsi subito, oggi al Geodetico contro Pomezia.
La PVT arriva al match contro Pomezia dopo il 3–1 subito sul campo di Arzano (28–26, 25–21, 23–25, 25–22), una prestazione opaca rispetto agli standard a cui le ragazze di coach D’Amico hanno abituato tifosi e addetti ai lavori.
Crupi parte dal primo set, quello che secondo lui ha indirizzato l’intera gara:
«Il primo set ha fatto la differenza. Siamo partiti punto a punto, poi sotto, poi di nuovo bravi a recuperare fino al 24–21 per noi. Lì, complice anche la paura di un avversario che sapevamo motivatissimo, Arzano ha spinto: difese infinite, contrattacco subito a terra, spinte dal pubblico. Quel finale perso ha cambiato l’inerzia».
Alla domanda se sia mancata una vera reazione, Crupi non si nasconde:
«La reazione c’è stata, ma non come arriva di solito. Non siamo una squadra che si lascia mettere sotto facilmente, il gruppo è molto coeso. Però stavolta è mancata quella scossa forte, probabilmente anche per timore dell’avversario e per il contesto particolare in cui si è giocato».
Il riferimento è alla palestra “di fortuna”, fredda e non abituale, utilizzata perché il palazzetto di Arzano era indisponibile per allagamento. Ma Crupi lo dice con chiarezza: non è una scusa.
«Loro forse erano più abituate a certe condizioni, ma nemmeno noi navighiamo sempre nel caldo tropicale… Non può essere una giustificazione».
Più che un fondamentale singolo, per Crupi la chiave negativa è stata la correlazione muro-difesa, solitamente uno dei punti di forza della PVT:
«Abbiamo faticato tantissimo sull’opposto, che è stata top scorer del match. La palleggiatrice si affidava a lei nei momenti importanti. Quando abbiamo iniziato a prendere qualche misura al centro, la palla tornava sistematicamente dietro all’opposto, ed è lì che ci ha fatto più male».
Alla domanda di cosa serva migliorare, Crupi risponde così:
«Non c’è una cosa che “non funziona” in assoluto. In casa, lo sappiamo, ce la possiamo giocare con tutti. Il punto è l’attenzione nei momenti clou. Ci vuole più cattiveria e cinismo nei frangenti decisivi del set, perché è lì che si sposta davvero l’ago della bilancia».
È esattamente da questo aspetto che passa la risposta attesa oggi al Geodetico contro Pomezia.
NetTalk offre anche l’occasione per raccontare chi lavora nell’ombra. Precisione e passione, Crupi è cresciuto sportivamente nella sua Santa Teresa di Riva, all’interno dell’Amando Volley, con cui ha condiviso praticamente l’intera parabola societaria, rivestendo ruoli diversi nello staff: collaboratore, preparatore atletico, poi scoutman.
Negli ultimi anni è diventato una figura centrale alla Jonica Volley, contribuendo con il suo lavoro analitico alla storica promozione in Serie B maschile e alla vittoria della Coppa Sicilia, al fianco di coach Sebi Patti. Il doppio incarico PVT Modica e Jonica è il segnale di quanto il suo lavoro sia riconosciuto e richiesto.
La settimana tipo è un incastro delicato tra partite, trasferte, video, numeri e notti passate sui software di analisi:
«È un lavoro pesante, non ti puoi distrarre neanche un secondo. Anche una virgola sbagliata cambia completamente una tattica o una preparazione gara. Su questo devo ringraziare coach D’Amico: mi supporta sempre, è uno di quegli allenatori che ti spinge a tirare fuori il meglio di te, che si mette lì, ti spiega, ti insegna. Non ti lascia in secondo piano, ti fa sentire parte importante del lavoro».
Un riconoscimento reciproco che, nelle sue parole, rende questa stagione fondamentale per la propria crescita tecnica e umana.
Crupi divide il suo tempo tra femminile e maschile, B1 e B, PVT e Jonica. L’approccio, però, non è identico:
«Nel femminile la tattica pesa di più, gli scambi si sviluppano diversamente, devi entrare molto nel dettaglio. Più riesci a chiudere il punto presto, più sei vicino alla vittoria, ma per arrivarci ci sono mille situazioni da leggere. Devi studiare tutto: zone d’attacco, direzioni, coperture…».
Nel maschile, il discorso cambia:
«Nel maschile se non muri, nove volte su dieci la palla va a terra. La tattica conta, ma se non reggi fisicamente e non metti il muro al posto giusto, fai molta più fatica. Nel femminile, per come lo vedo io, c’è un po’ più “cervello”, meno forza bruta. Ma in entrambi i casi serve una grande precisione nello scouting».
Precisione che è messa alla prova soprattutto nelle statistiche live:
«In live non puoi tornare indietro, non puoi mettere in pausa. Devi essere velocissimo a digitare e lucidissimo nelle valutazioni. A casa, con il video, rivedi e sistemi; in partita, il dato deve arrivare subito in panchina, perché cambia le scelte in quel momento. È una responsabilità enorme, ma è anche la parte più affascinante del lavoro».
Il focus, però, è già tutto sul match di oggi al Geodetico contro Pomezia, avversaria ferita a sua volta dopo la rimonta subita nell’ultimo turno: avanti 2–0 e con un netto vantaggio nel terzo set, le laziali hanno finito per perdere al tie-break in casa.
«Loro verranno a Modica arrabbiate, con voglia di riscatto. Hanno una buona squadra, con giocatrici che la B1 la conoscono bene. La diagonale Oggioni–Frasca, per esempio, era già lì lo scorso anno. Parliamo di un roster di tutto rispetto».
Per la PVT, che al Geodetico ha costruito finora gran parte delle proprie certezze, sarà fondamentale l’approccio:
«Questa volta dovremo essere noi a impostare la partita fin dal primo punto. La sconfitta di Arzano brucia, ma deve diventare benzina. Abbiamo voglia di riscatto anche noi, tantissima».
Lo scouting, come sempre, farà la sua parte:
«In una settimana completiamo l’analisi totale di Pomezia: rotazioni, colpi, abitudini. Poi sta alle ragazze trasformare tutto questo in campo. E quando lo fanno, lo si vede subito».
Oggi il Geodetico sarà di nuovo il centro di gravità del percorso PVT, e accanto a tablet e computer ci sarà anche la mano discreta ma decisiva di Mimmo Crupi, chiamato – come sempre – a trasformare numeri e letture in strumenti concreti per la squadra. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che proseguirà senza pause: domani Crupi sarà infatti al fianco di coach Sebi Patti a Bronte, per il big match di Serie B maschile tra Ciclope Volley Bronte e Jonica Volley Santa Teresa di Riva, altra sfida che richiederà lucidità, precisione e tutto il suo bagaglio tecnico. Due partite in due giorni, due mondi diversi, un unico filo conduttore: la sua capacità di leggere la pallavolo tra dettagli e scelte che cambiano il volto di una gara.