Nel nono appuntamento di NetTalk – la voce del volley siciliano, grande protagonista è stata l’analisi tecnica di Alessandra Oggioni, scoutman dell’Avimecc Volley Modica, chiamata a leggere con lucidità il momento dei biancoazzurri e ad accompagnarci verso la delicata trasferta di questo pomeriggio contro Sabaudia, un match che può rappresentare la vera occasione di svolta dopo tre sconfitte consecutive.
Oggioni – classe 1997, lombarda, professionista apprezzata per competenza e metodo – sta vivendo la sua prima esperienza lontano dalla Lombardia. L’arrivo a Modica ha segnato per lei un salto di livello: nuova categoria, nuove pressioni, nuove responsabilità. Ma proprio da questo sguardo esterno, attento e analitico, arriva una lettura preziosa.
L’Avimecc arriva alla sfida di Sabaudia dopo il KO interno contro Lecce. Una gara alla portata, giocata a tratti anche con buona qualità, ma nuovamente decisa nei punti conclusivi dei parziali.
Oggioni preferisce ampliare la prospettiva, osservando l’andamento delle ultime gare:
«Se guardiamo non solo Lecce ma le ultime tre-quattro partite, vediamo quasi sempre gli stessi punteggi: 25-23, 25-21, 25-23. Siamo vicinissimi, sempre, ma nei momenti decisivi lasciamo andare errori che in quel frangente non possiamo permetterci».
Una costanza nei punteggi che racconta di una squadra che sa restare in partita ma fatica nel colpo finale. Un fattore mentale? Tecnico? Probabilmente entrambe le cose.
«I numeri non sono negativi in assoluto, ma non raggiungono ancora quelli degli avversari. Lavoriamo per colmare quel che manca».
L’analisi si sposta sul fondamentale che negli ultimi anni ha cambiato più di tutti il gioco: la battuta.
«La pallavolo moderna ha accelerato tantissimo in questo fondamentale. Le battute sono più veloci, più ibride, più imprevedibili. La ricezione fa più fatica a evolvere con lo stesso ritmo. Nel finale dei set, quando si batte da soli con la pressione addosso, il lato emotivo fa la differenza».
Per l’Avimecc, contro Sabaudia, sarà un punto chiave:
«Ci concentreremo molto sul servizio, perché può diventare una delle armi per orientare la partita dalla nostra parte».
Il post-gara di Lecce è stato chiaro: serve una reazione prima “da uomini e poi da giocatori”.
«Mi aspetto di trovare i ragazzi pronti. Dopo tre giornate difficili, questo può essere davvero il punto di ripartenza. Dobbiamo ritrovare equilibrio e identità, rimettere i punti al posto giusto e costruire una base solida per le prossime sfide».
Durante la puntata, c’è stato spazio anche per conoscere meglio chi lavora dietro le quinte con dati, video e analisi che diventano strumenti quotidiani dello staff tecnico.
Oggioni, laureata in scienze informatiche e cresciuta nei settori tecnici lombardi, ha maturato esperienze in Serie B, B1 e B2, con ruoli da scoutman e assistente allenatrice. A Modica sta affrontando la sua prima stagione in Serie A3 e la sua prima avventura lontano da casa.
«È una sfida che cercavo. Nuovi avversari, nuove palestre, un livello più alto. Sto imparando molto e mi sto misurando con professionisti preparatissimi. È un ambiente stimolante e credo di poter crescere davvero tanto».
All’attività con la prima squadra affianca anche il lavoro nel settore giovanile modicano, una dimensione che definisce «fondamentale» per la propria crescita tecnica e personale.
La trasferta lazoiale è una prova di maturità. Sabaudia arriva da un convincente 3–2 contro Reggio Calabria ed è una formazione solida, abituata a mettere in difficoltà anche le squadre più strutturate.
Oggioni ne offre una fotografia lucida:
«Sabaudia è una squadra che sa quello che fa e che vuole arrivare lontano. Per noi può essere davvero la partita giusta per trovare la svolta. Dovremo spingere in battuta, lavorare sul cambio palla e restare lucidi nei momenti decisivi. Serve coraggio, equilibrio e la capacità di non disunirci nei punti che contano».
La sensazione è che Modica abbia le armi per farlo. Serve continuità, serve freddezza, serve la capacità di trasformare i tanti “quasi” delle ultime settimane in punti reali.