Nella suggestiva cornice del Teatro Pirandello di Agrigento,in occasione dell’Oscar del Ciclismo 2026, Damiano Caruso si appresta a vivere il capitolo conclusivo di una carriera straordinaria. Con la serenità di chi ha dato tutto e la voglia di chi ha ancora fame di successi, il corridore siciliano ha spiegato che, dopo un percorso così lungo, è corretto dare un fine a questa avventura per iniziare nuove sfide. Nonostante si tratti dell’ultima stagione, Caruso assicura che la motivazione rimane quella di un ragazzino e che sta preparando ogni dettaglio con lo stesso piglio del suo primo anno da professionista.
Il calendario per il 2026 è già delineato e vedrà il campione debuttare in Spagna alla Vuelta Valenciana, per poi proseguire negli Emirati Arabi con l’UAE Tour. La primavera entrerà nel vivo con la partecipazione alla Tirreno-Adriatico o alla Parigi-Nizza, seguite dalla Milano-Sanremo e dal Giro di Romandia, tappe fondamentali per arrivare al grande obiettivo stagionale. Caruso punta tutto sul Giro d’Italia, dove cercherà di mettere l’ultima “ciliegina sulla torta” a una carriera memorabile, lasciando però aperta la possibilità di partecipare successivamente anche al Tour de France, qualora le energie fisiche e mentali lo permettessero.
Reduce da un 2025 solido, segnato dal quinto posto al Giro e dalla vittoria alla Vuelta a Burgos, Damiano ha analizzato un ciclismo moderno che corre sempre più veloce. Rivolgendosi ai giovani talenti presenti ad Agrigento, ha sottolineato che oggi il talento non è più sufficiente se non accompagnato da un sacrificio e una dedizione totale. Il suo messaggio è un invito alla pazienza: non tutti possono essere fenomeni precoci come Pogacar o Evenepoel, e molti atleti hanno semplicemente bisogno di più tempo per maturare e ottenere risultati senza demordere davanti alle difficoltà.
Un tema molto caro a Caruso resta quello della sicurezza stradale, affrontato con un appello al rispetto civico tra tutti gli utenti della strada. Il campione ha ribadito che, essendo i ciclisti la parte più vulnerabile, è fondamentale rallentare e prestare massima attenzione, poiché in caso di incidente sono sempre i corridori ad avere la peggio. Infine, guardando oltre il traguardo dell’ultima gara, Damiano ha rivelato che il suo “Piano A” per il futuro è quello di restare nel mondo del ciclismo con il ruolo di Direttore Sportivo, una strada che sente di poter percorrere con entusiasmo una volta sceso definitivamente dalla bicicletta.