Trapani Shark, La Battaglia si Sposta in Procura

di Redazione

La Trapani Shark SRL ha deciso di rompere il silenzio per chiarire con fermezza le ragioni delle proprie scelte recenti. Attraverso un duro comunicato, la società denuncia un contesto di accanimento sportivo istituzionale. Secondo la dirigenza, le azioni dei presidenti della FIP e della Lega hanno compromesso l’equità del basket italiano. Per tale motivo, ora la Trapani Shark sposta la battaglia in Procura.

Le ragioni del forfait e la strategia in BCL

In primo luogo, il club chiarisce perché non ha disputato la gara di Serie A contro la Virtus Bologna. La società voleva evitare umiliazioni sportive e sanzioni sproporzionate, dato che l’organico era ridotto all’osso. Al contrario, la squadra ha garantito la presenza in Bulgaria contro l’Hapoel Holon solo per “mera presenzialità“. Infatti, questa mossa ha permesso di evitare una multa internazionale draconiana da 600.000€. Di conseguenza, la dirigenza ritiene di aver agito correttamente per proteggere il futuro del club.

Denunce e azioni presso la Guardia di Finanza

Oltre alle critiche verso il sistema federale, la società ha avviato azioni legali pesanti. Nello specifico, la Trapani Shark sposta la battaglia in Procura presentando una denuncia alla Guardia di Finanza. L’esposto riguarda i reati di falso in atto pubblico e falsità ideologica contro l’Agenzia delle Entrate.

La società rivendica con forza la propria regolarità contributiva. Per dimostrarlo, cita il DURC INPS del 19 giugno 2025, il quale attestava la piena conformità della società. Pertanto, la dirigenza non tollererà ulteriori abusi e perseguirà ogni responsabilità in sede civile e penale.

Una resistenza da “Ultimi dei Mohicani”

Infine, la Trapani Shark assicura che non si tirerà indietro volontariamente dal campionato. “Dovranno essere loro a radiarci“, si legge nella nota ufficiale. La società continuerà a difendere i propri investimenti e la passione dei tifosi siciliani contro un sistema che sembra privilegiare logiche opache. Presto la giustizia ordinaria farà luce su questa bruttissima storia.