Trapani Shark, Antonini attacca: “Abusi FIP da far rabbrividire”
Basket12 Gennaio 2026 - 12:28
Trapani Shark, Antonini allo scontro totale: “Fiducia persa nella giustizia sportiva, parleranno i tribunali ordinari”
La frattura tra i Trapani Shark e la FIP è ormai insanabile. Nel giorno del vertice straordinario tra Federazione e Lega, che potrebbe decretare l’estromissione del club siciliano dal campionato, il Presidente Valerio Antonini è intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per denunciare quello che definisce un sistema di abusi e forzature.
Il comunicato legale e l’addio alla giustizia sportiva
Il club ha deciso di giocare l’ultima partita nelle aule di tribunale, rendendo pubblica la propria posizione attraverso i propri legali. Antonini ha spiegato così la situazione:
“Oggi a noi è rimasta solo la via della giustizia ordinaria. Abbiamo perso completamente la fiducia in quella sportiva dopo aver assistito a dei procedimenti incredibili presso il Tribunale federale della pallacanestro. Abbiamo appena pubblicato un comunicato che hanno preparato i nostri avvocati dove ricostruiamo gli abusi sulla vicenda dei punti di penalizzazione e le forzature clamorose federali delle ultime due sanzioni, con una serie di violazioni delle norme e degli iter procedurale da far rabbrividire, con tanto di prove.“
Il caso Trento: “Schierare i giovani è stata una necessità”
Sulle polemiche riguardanti l’ultima partita contro Trento, dove la squadra ha schierato formazioni composte da giovanissimi e minorenni, il Presidente ha risposto duramente ai critici, rivendicando una scelta strategica per tutelare la società:
“Chi dice queste cose non conosce i regolamenti. Se io non avessi schierato la squadra per due partite consecutive avrei di fatto automaticamente autorizzato la radiazione della mia società per mie responsabilità. In questo modo, invece, sarà oggi la Federazione a dover radiare la società. Questo aumenterà i danni in sede giudiziale che noi chiederemo alla Federazione per quello che è stato fatto. Credo che ci si renderà conto solo dopo le sentenze sia del Consiglio di Stato, del Tar e della Commissione tributaria che sono stati commessi errori clamorosi che hanno portato alla situazione attuale.”
L’amarezza dell’imprenditore e la battaglia di dignità
Il patron granata non ha nascosto il pentimento per il suo ingresso nel mondo dello sport, nonostante un investimento massiccio di 20 milioni di euro a Trapani, ma ha assicurato che non farà un passo indietro:
“Se potessi tornare indietro? Non entrerei nello sport, certamente. Sono un imprenditore che ha investito 20 milioni di euro in un territorio così particolare come Trapani. Quello che consiglio a qualsiasi imprenditore è di non entrare nello sport. Lascerò sia il Trapani calcio che il Trapani basket? Assolutamente no. Porteremo avanti questa battaglia giudiziale che per me è diventata una battaglia di dignità, legata al mio nome e alla mia famiglia. Lotteremo per ricostruire la verità dei fatti.”
Verso il giudizio finale
Mentre il club attende le mosse della FIP, la strategia è chiara: la pubblicazione del comunicato legale segna l’inizio di una controffensiva che punta a ribaltare le sanzioni sportive davanti al TAR e al Consiglio di Stato, con l’obiettivo di dimostrare l’illegittimità dell’iter procedurale seguito finora.