Valerio Antonini rompe il silenzio in un’intervista esclusiva rilasciata al quotidiano Domani. Parla con la forza d’urto di chi non ha più nulla da perdere. Il patron della Trapani Shark lancia accuse pesantissime contro la Federazione Italiana Pallacanestro e le istituzioni locali. Nonostante la radiazione, Antonini dichiara: “Vado avanti. Non vendo. Se perdo in Italia, andrò alla Corte europea”. La scelta di giocare con formazioni rimaneggiate era una strategia: “Volevo che ci radiassero loro, così i risarcimenti saranno multimilionari”. Sostiene che il progetto sia stato affossato da un piano prestabilito.
Il presidente attacca duramente il sindaco Tranchida per la revoca del palazzetto. L’accusa più grave riguarda però una presunta manipolazione dei documenti fiscali. Antonini afferma che un documento dell’Agenzia delle Entrate sia cambiato misteriosamente nella notte del 29 dicembre. Per questo motivo ha presentato denuncia per frode processuale contro la FIP e l’Agenzia delle Entrate. Sulle accuse dell’ex coach Repesa, Antonini risponde in modo durissimo: “Non rispondo a uno che scappa di notte come un ladro”. Rivendica inoltre la sua trasparenza, negando di essere mai stato iscritto nel registro degli indagati.
Il rapporto con la città di Trapani è ormai in macerie. Antonini definisce i trapanesi come persone che lo hanno tradito: “Mi hanno abbandonato alla prima curva. Mi hanno pugnalato. Merde”. Racconta di scritte offensive apparse persino davanti alla scuola dei suoi figli. Il risentimento riguarda anche gli investimenti fatti: “Ci ho rimesso finora 20 milioni di euro. Se fossi stato un truffatore sarei già scappato”. Accusa il Comune di non aver riconosciuto i due milioni e mezzo di euro spesi per i lavori al palasport.
Il piano di Antonini ricalca il percorso di Andrea Agnelli con la Juventus. Vuole una battaglia legale totale contro un sistema sportivo che definisce un “tribunale farsa”. L’obiettivo resta il ripristino dei titoli sportivi entro giugno. Vuole tornare subito ai vertici del basket in Serie A e del calcio in Serie C. Dichiara con determinazione: “Se vinciamo, ci dovranno restituire tutto”. La sua battaglia punta a distruggere per sempre l’attuale sistema della giustizia sportiva.