Il verdetto definitivo del Consiglio di Stato ha spento le ultime speranze del Trapani Calcio di recuperare terreno in tribunale. I giudici hanno respinto il ricorso presentato dalla società di Valerio Antonini contro la prima penalizzazione di 8 punti, inflitta durante l’estate per irregolarità legate all’uso di crediti d’imposta inesistenti. Nonostante la linea difensiva del club puntasse sulla tesi della truffa subita da terzi, la sentenza conferma la piena validità della sanzione sportiva, lasciando i granata in una situazione di classifica estremamente precaria.
La decisione dei giudici scava un solco ancora più profondo tra i meriti sportivi della squadra e la realtà amministrativa. Guardando esclusivamente ai risultati ottenuti sul rettangolo di gioco, il Trapani avrebbe conquistato ben 34 punti, una cifra che varrebbe il sesto posto solitario nel Girone C e il pieno diritto di sognare i playoff. Al contrario, il peso dei 15 punti di penalizzazione complessivi (comprensivi dei successivi filoni d’indagine) spinge la squadra verso il basso, inchiodandola al quartultimo posto a quota 19 punti, in piena lotta per non retrocedere.
Il timore più grande per la piazza trapanese non è però la retrocessione sul campo, ma la possibile cancellazione dal calcio professionistico. La memoria dei tifosi corre inevitabilmente al recente collasso della squadra di basket cittadina, radiata dal campionato per gravi inadempienze finanziarie. Il Trapani Calcio si trova ora in un vicolo cieco molto simile. L’udienza del 22 gennaio presso il Tribunale Federale Nazionale per i ritardi nei pagamenti di dicembre rappresenta solo il primo ostacolo di un inizio d’anno che si preannuncia drammatico.
Il mese di febbraio sarà lo spartiacque definitivo per la sopravvivenza del titolo sportivo. Se la società non dovesse riuscire a rispettare le rigide scadenze amministrative previste per metà mese, scatterebbe automaticamente la procedura di esclusione dal torneo. Antonini ha già annunciato di voler proseguire la battaglia legale presso la Corte di Giustizia Europea, ma la giustizia sportiva italiana ha tempi molto più brevi. Senza una regolarizzazione immediata dei flussi finanziari, il rischio che il Trapani venga estromesso dalla Serie C prima della fine della stagione diventa ogni giorno più concreto.