La gestione del Trapani Shark Palazzetto vive un nuovo, inatteso capitolo. Valerio Antonini ha inviato una comunicazione formale al Comune di Trapani per certificare un cambiamento radicale: la società è tornata ad essere una Società Sportiva Dilettantistica (SSD). Questa mossa punta a regolarizzare la posizione del club rispetto alla convenzione per l’uso dell’impianto sportivo, chiedendo esplicitamente di interrompere l’iter di revoca avviato da Palazzo d’Alì.
Il sindaco Giacomo Tranchida ha confermato la ricezione del documento. “La società ci ha comunicato formalmente di aver mutato ragione sociale, tornando alla forma dilettantistica e priva di scopo di lucro“, ha spiegato il primo cittadino. Il nodo centrale riguarda l’articolo 5 della normativa vigente, che permette l’uso gratuito degli impianti, come il Trapani Shark Palazzetto, esclusivamente alle SSD. La precedente trasformazione in Srl (società a scopo di lucro) aveva fatto saltare i requisiti minimi, spingendo gli uffici comunali ad agire per vie legali.
Nonostante il ritorno alla conformità normativa, il sindaco frena su una riabilitazione immediata. Gli uffici tecnici e legali stanno approfondendo la lettera per capire se il cambio di forma societaria possa cancellare automaticamente i provvedimenti già in corso. Resta infatti il dubbio su come verranno gestiti i mesi passati: se il problema giuridico esisteva nel periodo in cui la società era una Srl, il semplice ritorno a SSD potrebbe non bastare a chiudere definitivamente la partita senza ulteriori accertamenti.
Dal canto suo, la Trapani Shark ha diffuso una nota ufficiale molto ferma. Secondo la proprietà, essendo tornati alla denominazione originaria, la procedura di revoca della concessione del Trapani Shark Palazzetto deve considerarsi chiusa per mancanza di motivazioni. La società spinge per una risoluzione rapida per concentrarsi esclusivamente sulla stagione sportiva e sul rapporto con i tifosi.