Tirreno-Adriatico 2026, tappe e percorso ufficiale

di Redazione

Tirreno-Adriatico 2026: Il Tridente si sfida sui “Muri” e sulla Polvere

Non chiamatela “corsa di preparazione”. La 61ª edizione della Tirreno-Adriatico Crédit Agricole, presentata ufficialmente ad Ancona, rivendica il suo ruolo di regina delle brevi corse a tappe. Dal 9 al 15 marzo, i 1169 km che separano il Tirreno dall’Adriatico non saranno una semplice passerella: il percorso 2026 sceglie di abbandonare le alte vette per tornare alle radici, fatte di strappi feroci, sterrato e tappe nervose che non lasciano respiro.

La Filosofia del Percorso: Più dislivello, meno salite lunghe

Il dato che salta all’occhio è il dislivello: 15.550 metri, oltre mille in più rispetto all’anno precedente. Paradossalmente, non ci saranno arrivi in quota. La selezione avverrà sui “muri” marchigiani e su un inedito finale a San Gimignano con 5 km di sterrato.

“Abbiamo voluto una corsa dura e selettiva tornando alla nostra tradizione,” spiega Stefano Allocchio (RCS Sport). “Tappe da 4.000 metri di dislivello richiederanno corridori completi, capaci di eccellere sia nelle Classiche che nei Grandi Giri.”

Le Voci dal “Parlamentino” di Ancona

L’evento ha visto la partecipazione delle massime autorità regionali e sportive, sottolineando il legame indissolubile tra la corsa e il territorio marchigiano.

Francesco Acquaroli (Pres. Regione Marche): Sottolinea come la gara sia un “veicolo fondamentale di promozione mondiale”, capace di connettere borghi storici e paesaggi a milioni di telespettatori.

Tiziano Consoli (Assessore Sport Marche): Definisce la Tirreno un “rito” che dal 1966 unisce l’Italia, confermando le Marche come scenario centrale del ciclismo (che ospiteranno anche il Giro d’Italia a maggio).

Roberto Pella (Lega Ciclismo Prof.): Esalta il prestigio del circuito UCI WorldTour, ricordando come questa gara sia il termometro ideale per chi punta alla Milano-Sanremo.

Luca Mecchi (Assessore Camaiore): Celebra i dieci anni di partnership con la partenza in Versilia: “Siamo la capitale della bicicletta”.

Andrea Tonti (Tecnico): Avverte i corridori: “Mille metri di dislivello in più su sette giorni peseranno. Le tappe 5 e 6 saranno i veri teatri dei verdetti”.

Lorenzo Milani (Crédit Agricole): Conferma il valore economico e paesaggistico del “filo metaforico” che lega il Centro Italia.

Le Sette Fatiche: Analisi delle Tappe

  1. Lido di Camaiore (11.5 km – Crono): Velocità pura sul lungomare.

  2. Camaiore > San Gimignano (206 km): La tappa della polvere. Finale con 5.3 km di sterrato e pendenze al 15%.

  3. Cortona > Magliano de’ Marsi (225 km): La tappa più lunga, un test di resistenza infinita.

  4. Tagliacozzo > Martinsicuro (210 km): Appennini e il muro di Tortoreto (20%) a 12 km dal traguardo.

  5. Marotta > Mombaroccio (186 km): Dieci ascese totali, compreso il Monte delle Cesane (15%).

  6. San Severino > Camerino (189 km): La tappa regina. Tre scalate al Muro della Madonna delle Carceri (18%).

  7. Civitanova > San Benedetto (143 km): L’ultima passerella per i velocisti e l’assegnazione del Tridente.

Statistiche e Curiosità della Tirreno Adriatico 2026

San Benedetto del Tronto: Si conferma meta finale per la 60ª volta.

Inediti: Quattro nuovi arrivi di tappa (San Gimignano, Magliano de’ Marsi, Martinsicuro e Mombaroccio).

Record Marche: Con 186 arrivi totali nella storia, è la regione più toccata dalla corsa.