Trapani FC, Antonini, “Sono solo, mai più investitori qui”
Calcio17 Gennaio 2026 - 11:17
Trapani, non solo basket: ora trema anche il calcio. Antonini: “Sono solo contro tutti”
Dopo il terremoto che ha portato all’esclusione della Trapani Shark dalla Serie A di basket, l’incubo si sposta sul rettangolo verde. Il Trapani FC, protagonista nel girone C di Serie C, vive ore di estrema incertezza. A rompere il silenzio è un Valerio Antonini durissimo che, ai microfoni di Sestarete, non risparmia nessuno: dalla politica locale alla giustizia sportiva, fino a una parte della tifoseria.
“Tradito da chi mi doveva tutelare”
Antonini analizza con amarezza il momento attuale, ammettendo errori di valutazione ma puntando il dito contro il sistema locale:
“Cosa penso di aver sbagliato in questo territorio? Innanzitutto ho commesso grandi errori di superficialità e di confidenza eccessiva verso gli altri. Mi sono fidato del Sindaco che mi ha teso, non so se volontariamente o involontariamente, tanti tranelli presentandomi personaggi borderline. E questo certamente è stato un grande errore, nel dare fiducia anche al mio commercialista che ha proposto l’operazione dei crediti che poi si sono rivelati inesistenti. E certamente ho commesso un grande errore nel credere che dopo tutto quello che avevo fatto, avessi guadagnato dei crediti nei confronti dei tifosi e della città. Cosa che si è sciolto come un gelato al sole alle prime difficoltà”.
“Sono solo: mai più investitori in Sicilia”
Il patron granata descrive un isolamento quasi totale, pur ringraziando chi gli è rimasto vicino, e lancia un monito pesantissimo sul futuro economico del territorio:
Sono solo. Sono assolutamente solo. Ho i miei collaboratori, che non mi hanno mai abbandonato, persone che sanno cosa sto subendo. Pur riconoscendo che anche noi abbiamo commesso errori che probabilmente hanno agevolato questa situazione. Ma quello che è successo a me è clamoroso. Sono convinto che non verrà mai più nessun imprenditore a investire in Sicilia, certamente non nella provincia di Trapani. E paradossalmente oggi sono riusciti a tirare fuori da me quello che avevo tenuto nascosto, una grande determinazione nel vedere ripulita la mia immagine sporcata da quattro delinquenti, e un sistema di informazioni che gestisce le notizie a proprio piacimento che vanno al di là della verità”.
L’attacco alla giustizia sportiva: “Una pagliacciata”
Il patron granata non usa giri di parole nei confronti degli organi giudiziari dello sport, definendo il sistema italiano come un’eccezione negativa nel panorama europeo:
“Non esiste secondo me. Per me è una pagliacciata senza precedenti, spero che la Corte di Giustizia europea la cancelli completamente. L’Italia è l’unico paese al mondo che con una normativa del 2003 consente alla giustizia sportiva di fare quello che vuole. Siccome è composta da giudici nominati dai presidenti federali sia nel calcio che nel basket e che eseguono esclusivamente ordini nell’interesse delle Federazioni. Ci si scorda che chi fa andare avanti il pallone non sono i presidenti, che i soldi se li mangiano, ma le società. Lo sport ha tentato fino adesso di resistere a quelle che sono le normative generiche che riguardano tutti i settori della vita quotidiana riferiti a parametri europei, io mi aspetto che finalmente dopo la sentenza Agnelli, quando usciranno le motivazioni, la giustizia sportiva verrà cancellata. Perché è una buffonata”.
Il rapporto rotto con la tifoseria
Le contestazioni subite nell’ultima gara e gli attacchi personali hanno segnato profondamente il presidente:
“In questo momento niente. Assolutamente niente. In questo momento la cosa più importante è ristabilire la verità dei fatti. Il tifoso granata mi ha insultato nell’ultima partita, c’è una presenza di tifosi per bene che sono state completamente soggiogate, calpestate da quella parte di tifoseria che definirei bietta. Assolutamente volgare. Lo abbiamo visto con gli insulti a me, alla mia famiglia, davanti le scuole dei miei figli. Io sto pensando solamente a me, sono la persona più danneggiata, quella che ha subito il danno più grande, economico, psicologico, morale, di immagine. In questo momento non me ne frega niente se non di ristabilire la verità dei fatti, calpestata per interessi superiori a quella che era la realtà dei fatti”.