Cristina Lopez, Intervista alla Campionessa di Karate Kyokushinkai
Personaggi19 Gennaio 2026 - 11:46
Incontriamo la campionessa spagnola che sta conquistando il mondo del combattimento. Un mix perfetto di eleganza e potenza devastante sul tatami.
Oggi nella nostra rubrica intervistiamo Cristina Lopez, campionessa di Karate Kyokushingai, uno stile duro e cruento dove il condizionamento fisico è parte preponderante della pratica. Ma Cristina, una bellissima ragazza spagnola dal viso acqua e sapone sembra più portata per i set cinematografici, è nata per il tatami ed è lì che diventa protagonista grazie anche ad una potenza difficile da eguagliare.

Ciao Cristina, grazie per avermi dato il piacere di incontrarti. Ci racconti da dove nasce la tua passione per lo sport e per il Karate Kyokushinkai, conosciuto per essere uno stile molto duro, in particolare?
“La mia passione per lo sport e soprattutto per le arti marziali nasce fin da quando ero molto piccola. Ho sempre avuto un grande bisogno di muovermi e di superare i miei limiti. Il Karate Kyokushinkai è arrivato nella mia vita grazie a mio padre, e ho sentito subito che era la mia strada: disciplina, rispetto e forza mentale, oltre all’aspetto fisico”.
La passione per il Karate Kyokushinkai di Cristina Lopez
Quando hai capito che lo sport avrebbe avuto un ruolo preponderante nella tua vita?
“L’ho capito quando mi sono resa conto che allenarsi non era un sacrificio, ma una necessità. Lo sport ha iniziato a organizzare le mie giornate, le mie decisioni e i miei obiettivi. In quel momento ho capito che sarebbe stato una parte fondamentale della mia vita”.

Cristina Lopez: dal Kyokushinkai ai segreti del Low Kick
Sei considerata tra le atlete più forti al mondo di Kyokushinkai, chi ti piacerebbe sfidare?
“Ci sono molte atlete di altissimo livello per le quali nutro un profondo rispetto. Più che un nome specifico, mi motiva confrontarmi con chiunque si trovi in cima in quel momento. Le grandi sfide sono quelle che ti fanno crescere davvero, che si vinca o che si perda”.
Oltre al Karate sei considerata una delle low kicker più forti (non facciamolo sentire alla mia amica Sara Ponce, anche lei prodigiosa low kicker!), hai appena vinto un’altra competizione. Chi sarà la tua prossima avversaria? Potrebbe essere proprio la mia amica Sara?
“Il livello nel low kick è altissimo e questo mi motiva molto. Non so chi sarà la mia prossima avversaria, non ho paura di nessun nome. Se fosse Sara Ponce, sarebbe senza dubbio un combattimento spettacolare tra due atlete che si rispettano e si ammirano”.
Sei conosciuta ed apprezzata, tantissimo anche in Italia. È una soddisfazione?
“Sì, è una grande soddisfazione, specialmente in Italia, dove sento un affetto molto speciale. Sapere che il mio lavoro e la mia dedizione sono riconosciuti fuori dal mio Paese mi riempie d’orgoglio e mi spinge a continuare a migliorare”.

Valori, Dojo e il futuro delle donne nel Combat
Adesso mi permetto una piccola provocazione: si dice che lo sportivo è vanitoso già di per sé. Ti riconosci in questo principio?
“Credo che un po’ di sana vanità sia normale. Lo sport ti insegna a prenderti cura del tuo corpo e della tua mente, e questo genera orgoglio. Ma per me la cosa più importante rimane l’umiltà, il rispetto e il lavoro costante”.
Se non avessi fatto Kyokushinkai quale sport avresti praticato?
“Probabilmente avrei scelto un altro sport da combattimento, come il pugilato, il kickboxing o il jiu-jitsu: discipline che richiedono molta strategia, controllo mentale e capacità di adattamento”.
Competeresti con atlete che provengono da altri sport?
“Sì, senza problemi. Competere con atlete di altri sport può essere molto arricchente. Ogni disciplina apporta qualcosa di diverso e affrontare stili differenti ti obbliga a evolverti”.
Adesso parliamo un po’ di te. Raccontaci le tue giornate tipo, i tuoi hobby, le tue passioni.
“Le mie giornate sono molto strutturate: allenamenti, preparazione fisica, recupero e lavoro mentale. Una parte essenziale della mia vita è il dojo che ho a Terrassa. Non è solo per me, ma un luogo dove cerco di dare l’esempio ai miei allievi, trasmettendo valori come la disciplina, il rispetto e il superamento dei propri limiti. Per me è fondamentale dare il buon esempio”.
Cosa immagini nel tuo futuro?
“Mi immagino in crescita sia come atleta che come formatrice. Voglio continuare a competere ai massimi livelli e, allo stesso tempo, far crescere il mio dojo a Terrassa in provincia di Barcellona come uno spazio dove le persone non imparino solo a combattere, ma anche a credere in se stesse e a non arrendersi”.
Come vedi lo sviluppo delle arti marziali e degli sport da combattimento anche tra le donne?
“Lo vedo in modo molto positivo. Ci sono sempre più donne che praticano arti marziali e sport da combattimento a un livello altissimo. Si stanno rompendo molti pregiudizi e questo è fondamentale. Noi donne abbiamo dimostrato di avere un posto solido e meritato in questo mondo”.