Settebello, Europei 2026 Italia sconfitta dalla Serbia 17-13

di Comunicati Stampa

Il Settebello lotta a Belgrado: cronaca della semifinale contro la Serbia

Una generosa Italia gioca con grande personalità per due tempi, tiene testa alla straordinaria intensità dei padrini di casa e cede solamente alla distanza. Nella semifinale degli Europei di Belgrado la Serbia supera il Settebello 17-13 e guadagna il pass per la finale di domenica sera contro l’Ungheria. Il Settebello, penalizzato oggi dalla brutta percentuale in superiorità numerica, si giocheranno il bronzo contro la Grecia.

Botta e risposta: un primo quarto in equilibrio

I padroni di casa sbloccano con la sassata di Mandic. L’Italia è lesta a replicare con la girata repentina di Bruni su assist di Ferrero in superiorità numerica. Sul pressing azzurro Jaksic si produce nel devastante alzo e tiro del 2-1. Il sette in calottina scura annulla la doppia inferiorità, ma è sfortunata sul capovolgimento di fronte con il palo di Alesiani. Il missile di Iocchi Gratta all’angolino sigla il 2-2. Il numero due in calottina bianca fulmina Del Lungo sopra la testa per il 3-2, ma Edo Di Somma zittisce l’Arena di Belgrado con l’alzo e tiro dirompente che buca Glusac sotto al braccio per il 3-3. Il parziale si chiude con il break dei serbi, entrambe le reti con l’uomo in più, firmato da Rasovic e Dedovic per il 5-3.

Battaglia punto su punto e l’episodio Jaksic

Il secondo quarto si apre con la traversa colpita da Iocchi Gratta e il 6-3 fissato da Martinovic ancora in sette contro sei. Condemi, nel medesimo fondamentale, accorcia con la lunga diagonale del 6-4, ma Viktor Rasovic fulmina De Lungo con il clamoroso palo-gol del 7-4. Ferrero si conferma cecchino implacabile dai cinque metri con il rigore del 7-5. Cuk spara all’incrocio il tracciante dell’8-5 con cui fredda De Michelis, subentrato al suo collega di reparto. L’Italia, dopo due montanti, trova la stilettata mancina vincente con Gianazza. La svolta arriva nel secondo periodo quando dal possibile rigore si passa all’espulsione per gioco aggressivo di Jaksic dopo un colpo a Balzarini. I padroni di casa non accusano però il colpo e timbrano il 9-6 con Mandic, rete a cui risponde Iocchi Gratta con il bolide del 9-7 che manda le due contendenti all’intervallo lungo.

L’allungo serbo e le difficoltà in superiorità

La ripresa si apre con il quarto sigillo personale di Mandic che, ancora in alzo e tiro, insacca il punto del 10-7 e la deviazione sottomisura di Lazic che regala ai suoi il massimo vantaggio sul 10-7 e porta ad un lusinghiero 6/8 la percentuale dei suoi in superiorità. Nell’uomo in più l’Italia registra una percentuale deficitaria che non gli consente di concretizzare le occasioni create.

I padroni di casa continuano a spingere e dilatano ulteriormente il margine con la lunga diagonale di Strahinja Rasovic. Balzarini argina il break subito con il diagonale vincente da posizione 2 che vale il 12-8. La sfortunata deviazione di Condemi nella propria parte regala il 14-9 al sette in calottina bianca, il bel numero di Condemi timbra il 14-10 a cui risponde lo schiaffo volante di Vico sul delizioso assist di Rasovic per il 15-10 che conclude la terza frazione.

Finale amaro per il Settebello: testa alla sfida per il bronzo

Il quarto periodo si apre con la rete da distanza ravvicinata del numero nove in calottina scura. La Serbia però è implacabile e allunga ancora il margine di vantaggio. Del Lungo para un rigore a Rasovic, imitato sul capovolgimento di fronte da Glusac su Bruni. Ferrero, dalla mano sbagliata, timbra la doppietta con cui gli azzurri accorciano e aggiustano, parzialmente, la percentuale con l’uomo in più.

Foto Giorgio Perottino / DeepBlueMedia.eu