Il britannico della neonata NSN firma un successo di potenza in una tappa ridotta a causa dal caldo estremo. Giornata nera per Narvaez, secondo nella classifica generale, costretto al ritiro dopo una brutta caduta.
Doveva essere la tappa regina con la tripla scalata a Willunga Hill, ma il Tour Down Under ha dovuto fare i conti con la forza della natura. Le temperature sfioravamo i 43°C e con un rischio incendi classificato tra “estremo” e “catastrofico”, gli organizzatori guidati da Stuart O’Grady sono stati costretti a una scelta difficile ma obiettivamente condivisibile. Tradotto in termini paratici la decisione ha comportato la cancellazione delle ascese iconiche e la riduzione del percorso da 176 a 130,8 km. La frazione seppur ridotta è stata descritta da alcuni corridori all’arrivo, un “inferno” di vento bollente e asfalto rovente.
In questo scenario a brillare è stata la stella di Ethan Vernon. Il britannico di Bedford ha regalato la prima, storica vittoria alla NSN, la formazione nata dalle ceneri della Israel-Premier Tech. Nonostante avesse perso i suoi punti di riferimento principali (Stewart e Strong, entrambi ritirati), Vernon si è imposto prendendo la scia di Sam Watson per poi sprigionare i suoi watt sul rettilineo finale in leggera pendenza, piegando la resistenza di un ottimo Tobias Lund Andresen e di Laurence Pithie.
Gli italiani nelle posizioni che contano ci sono. Edoardo Zambanini ha chiuso al sesto posto. Andrea Raccagni Noviero, 21enne ligure della Soudal-QuickStep, grazie all’abbuono di 3″ conquistato nello sprint intermedio, è salito al sesto posto in classifica generale seguito da Filippo Zana (9°) e Matteo Sobrero (10°). Raccagni ha conquistato la maglia bianca di leader dei giovani.
La nota dolente riguarda Jonathan Narvaez. L’ecuadoriano della UAE, alla partenza secondo nella classifica generale è rimasto coinvolto in una caduta dopo soli 5 km. L’impatto con uno spartitraffico è stato violento: colpo alla schiena, alla testa e al collo hanno richiesto il trasporto immediato in ospedale.
Giornata amara anche per la Visma-Lease a Bike. Nonostante il grande lavoro del team per tenere chiusa la corsa, il treno per Matthew Brennan si è sfaldato nel finale. Il giovane britannico è rimasto isolato, chiudendo solo 15°. “Ci siamo persi di vista negli ultimi chilometri,” ha ammesso con onestà il DS Jesper Mørkøv, puntando già il mirino sull’ultima frazione di domani.
il Tour Down Under si concluderà con la tappa Stirling-Stirling (170 km). Un circuito tecnico e nervoso, da ripetere otto volte, che rappresenta l’ultimo ostacolo tra Jay Vine e la vittoria finale. L’australiano della UAE dovrà difendere la maglia ocra dagli attacchi di una concorrenza agguerrita che, nonostante le fatiche e il caldo, non ha intenzione di arrendersi.