Nuoto

Mastrosimone, papà e allenatore “Ci vuole passione, Lorenzo bene in acqua meno a casa”

Manlio Mastrosimone, tecnico della Poseidon, ha sempre inseguito il sogno di lavorare nello sport. Proviene da un passato nella pallacanestro, poi ha iniziato a lavorare in vasca a Caltanissetta, dove è nato, progredendo di pari passo con la sua formazione e spostandosi a Catania quando è arrivata la chiamata, adesso si trova nel capoluogo etneo da 15 anni.
Presso la struttura Le Olimpiadi, otto corsie in vasca da 25 metri, allena una trentina di categoria, tra cui Leonardo Chisari, Nicolò Zappalà, Federico Scarpello, Diego Magrì e Caterina Amara, e anche alcuni Esordienti interessanti come Giorgia Cristaldi, Clelia Panebianco e Sofia Ragonese, “non tantissimi ma qualche punta c’è”, commenta umilmente.
Ad aiutarlo nel lavoro un altro tecnico Laura Famoso che segue gli Esordienti A e C, mentre Mastrosimone segue i gruppi dei più grandi (Ragazzi, Juniores, Cadetti e Seniroes) e degli Esordienti B, tra questi quindi anche suo figlio Lorenzo Mastrosimone. Curiosa coincidenza nel gruppo tra i Categoria Caterina Amara, figlia di Laura. Gruppo questo de Le Olimpiadi che alle gare poi si unisce a quello storico di Tony Bonanno e Nanni Giunta e a quello che si allena a Santa Maria di Licodia di Giovanni Strano.

Intervista a Manlio Mastrosimone

Le tipologie di allenamento

Ci racconta che tipo di allenatore è? Trasmette una sua impronta personale a livello di stili?
“Con due gruppi numerosi non riusciamo a specializzarci in qualcosa e quindi devo trovare un metro che possa soddisfare tutti i requisiti, sia velocità che mezzo fondo e le varietà di stili. I ragazzi mi seguono e ci togliamo qualche soddisfazione. Ovviamente abbiamo i più piccoli che sono il nostro futuro anche se in Sicilia non è facile mantenerli perché crescendo tra occasioni di studio e lavoro vanno fuori”.
A livello di spazi acqua e allenamenti come lavorate?
“Nel nostro impianto abbiamo ampi spazi e ci alleniamo in otto corsie nella vasca ad 25 metri. Con i Categoria già dal primo anno Ragazzi iniziano con qualche esercizio in palestra in aggiunta ai sei allenamenti settimanali, due sedute di palestra e poi anche due doppi allenamenti. L’incremento avviene gradualmente e quando arrivano gli appuntamenti importanti riduciamo il carico per farli arrivare meglio”.
Ciò che sorprende della Poseidon, oltre ad avere tanti atleti e bravi, è il gruppo numeroso di Seniores.
“I seniores vengono gestiti bene dal gruppo centrale con Tony e Nanni, sono bravissimi perché li inseriscono in struttura, li fanno lavorare e riescono a fargli incastrare i rispettivi impegni. Anche da me ci sono un paio di Seniores, l’idea di base è sempre volergli dedicare uno spazio e questo ci permette di mantenere questi numeri”.

Dividersi tra papà e allenatore

Guardando agli Esordienti Poseidon spunta il nome di Lorenzo Mastrosimone, suo figlio? Com’è allenare e fare il papà?
“Lorenzo si allena con me perché è Esordiente B, il gruppo che seguo. È cresciuto in questo ambiente perché lo portavo alle gare. È entrato in acqua giovanissimo a 10 mesi, l’ho da subito avviato all’acqua e si è appassionato. Lui è un bambino molto energico e ha bisogno di scaricare. Ci mette tanta testa e un po’ di talento ce l’ha, sta lavorando bene. Non è certo semplicissimo fare l’allenatore e papà, non puoi esagerare coi rimproveri o con le carezze, devi stare attento a non portare discorsi pesanti a casa. Lui comunque è uno molto brioso e fa tante domande, a volte bisogna placarlo. Però è bello perché una cosa ci accomuna. In questo momento è molto preso”.
Qualche difficoltà o imbarazzi in vasca?
“Lui in vasca mi chiama per nome, siamo settati nei nostri ruoli, allenatore e atleta, non esiste che mi chiami papà e come tratto gli altri tratto lui ed è abbastanza consapevole del ruolo mio e suo. Non mi posso lamentare dal quel punto di vista, si impegna anche tanto in questa fase col nuoto, vuole sempre venire agli allenamenti anche per stare coi compagni se non può allenarsi, su come si comporta a casa quello è un altro discorso (ride, ndr)”.

Obiettivi e motivazioni

Quali sono gli obiettivi quest’anno di squadra e per i nuotatori che segue?
“Obiettivo di squadra è sempre quello di voler tirare fuori il talento dai ragazzi, sia a livello atletico che personale. È la nostra missione, far fare sport a tutti dando loro egualmente la stessa possibilità”.
Le motivazioni che la spingono ad andare avanti?
“Questo lavoro lo puoi fare in un certo modo solo se hai passione, io ho due esempi che sono Tony e Nanni con cui quotidianamente ci rapportiamo. Questo ti fa capire quanta passione hanno loro dopo quarant’anni che stanno a bordo vasca. Crescono i ragazzi in un modo sano e questo stare con loro è importante. Con la passione ti viene tutto più semplice”.

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Published by
Simone Milioti