PalaShark, il Comune cambia le Serrature, Antonini “Atteggiamento Mafioso”
Basket09 Febbraio 2026 - 15:22
Quello che doveva essere un lunedì di sport si è trasformato in un terremoto giudiziario e amministrativo per la città di Trapani. Con un video messaggio dai toni durissimi, il patron della Trapani Shark e della Sport Invest, Valerio Antonini, ha denunciato un’irruzione forzata all’interno del PalaShark, parlando apertamente di una “vergogna assoluta” e di “metodi mafiosi”.
L’accusa del blitz e degli “atteggiamenti mafiosi” al PalaShark
Il cuore della contestazione riguarda l’esecuzione di un’ordinanza sindacale che ha portato al cambio delle serrature della struttura. Antonini non usa mezzi termini nel descrivere l’accaduto: “Qualcuno è entrato su un’ordinanza fatta dal Sindaco di Trapani con dei fabbri che hanno scavalcato il cancello del PalaShark, hanno cambiato tutte le serrature senza fare alcun verbale, senza chiedere le chiavi alla proprietà”.
Secondo il patron, si tratta di un atto senza precedenti: “Una roba incredibile che può succedere solo quando si ha di fronte qualcuno che ha atteggiamenti mafiosi come questi. Questi sono veri e propri atteggiamenti mafiosi che noi denunceremo subito alla Procura della Repubblica”.
I protagonisti dello scontro: Tranchida e “Mister Curriculum”
L’attacco di Antonini è frontale e chiama in causa direttamente il Sindaco Giacomo Tranchida e il dirigente Orazio Amenta. Quest’ultimo viene apostrofato come “Mister Curriculum”, con un riferimento esplicito a presunte irregolarità nella sua posizione lavorativa: “Proprio quell’Orazio Amenta, dal curriculum falso che ancora occupa la posizione che tutti sanno”.
Reati penali e danni al settore giovanile
Oltre alla violazione della proprietà, Antonini contesta reati di natura patrimoniale e danni diretti all’attività sportiva. All’interno del palazzetto, infatti, sono presenti beni della Sport Invest che, con il cambio delle serrature, sarebbero stati oggetto di “un’appropriazione indebita”.
C’è poi il danno sociale: “C’erano gli allenamenti del settore giovanile. Mercoledì c’era una partita importante contro Siracusa. Questa è una truffa vera e propria messa in atto da Giacomo Tranchida nei confronti della Trapani Shark”.
La verità sulle bollette e la morosità
Antonini chiarisce anche la sua posizione riguardo alla presunta morosità sollevata dall’amministrazione e dai media locali (citando il “diffamatore seriale Mazzalese”). La contesa ruoterebbe attorno a una bolletta elettrica: “La morosità è dettata dalla famosa bolletta della luce, per cui noi abbiamo presentato denuncia penale perché era evidentemente un falso”. Inoltre, viene contestata la questione del cambio di ragione sociale della società, definendo il tutto una “truffa clamorosa” avvenuta nonostante i pareri legali favorevoli alla società.
Una battaglia su tre fronti legali: l’offensiva di Antonini
La strategia per riprendere il controllo del palazzetto e tutelare la società si muove su tre direttrici fulminee, accompagnate da commenti al vetriolo del Patron:
Il Fronte Penale (Procura e Carabinieri): Antonini annuncia azioni drastiche contro i protagonisti del blitz: “Stiamo andando ai Carabinieri a fare denuncia contro tutti quelli che si sono resi responsabili di questo scandalo assoluto a denunciare il signor Tranchita, a denunciare il ‘Mister Curriculum’ e la ditta che è entrata qui impropriamente”. Il sospetto di reati gravi è esplicito: “Spero che veramente la magistratura a questo punto si muova e possa portare dove dovrebbero stare personaggi che hanno occupato sin troppo abusivamente i ruoli istituzionali”.
Il Fronte Amministrativo (TAR): L’obiettivo è annullare l’efficacia dell’ordinanza sindacale: “Andremo subito al TAR per riavere indietro quello che ci è stato barbaramente tolto oggi violando tutte le norme amministrative previste in casi di questo tipo”. Antonini definisce l’azione amministrativa del Comune come “qualcosa di clamoroso, di illegittimo, di illegale, una vera e propria truffa nei confronti del sottoscritto e della Trapani Shark”.
Il Fronte Contabile (Corte dei Conti): Antonini intende colpire l’amministrazione anche sul piano del danno erariale: “Andremo immediatamente alla Corte dei Conti a fare presente i rischi a cui ha esposto il Comune di Trapani il signor Tranchida per l’ennesima volta”. Secondo il patron, questa mossa espone l’ente pubblico a “una serie di responsabilità economiche e finanziarie clamorose”, superando una “soglia della legalità pericolosa per la democrazia e per una città di diritto”.
“Mi aspetto degli arresti”
Il finale del messaggio è un appello durissimo alla magistratura affinché intervenga per ripristinare la legalità in una città che, secondo Antonini, ne esce “distrutta e disintegrata come immagine di credibilità”. “Siamo solamente all’inizio di un qualche cosa che porterà, secondo me, finalmente a qualche arresto, perché io spero che veramente la magistratura a questo punto si muova e possa portare dove dovrebbero stare personaggi che hanno occupato sin troppo abusivamente i ruoli istituzionali”.
“Trapani esce disintegrata”
Il commento finale di Antonini è un’amara analisi sull’impatto che questa vicenda avrà sul futuro della città: “Trapani esce da questa situazione in maniera devastante: distrutta, disintegrata come immagine di credibilità nei confronti del sistema nazionale, dello sport e dell’imprenditoria. Quello che è successo oggi è una assoluta vergogna”.