Nessun passo indietro sulla sanzione che sta ridisegnando il campionato del Trapani. La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite ha messo la parola fine (per questo grado di giudizio) alla vicenda legata alle violazioni amministrative del club granata, respingendo integralmente il reclamo presentato dalla società siciliana.
La decisione della Corte conferma in toto il verdetto emesso lo scorso 8 gennaio dal Tribunale Federale Nazionale. Restano dunque pesantissimi i 7 punti di penalizzazione da scontare nella stagione corrente nel Girone C di Serie C. Oltre alla sanzione sportiva, il club dovrà corrispondere un’ammenda di 6.500 euro.
Nonostante i tentativi della difesa di mitigare la portata del provvedimento, i giudici di secondo grado hanno ritenuto congrue le sanzioni per le irregolarità riscontrate nella gestione amministrativa del club.
Il provvedimento colpisce duramente anche i vertici societari. La Corte ha infatti confermato le inibizioni e le sanzioni pecuniarie per le figure chiave dell’organigramma:
Valerio Antonini (Amministratore Unico): 4 mesi di inibizione e 1.500 euro di ammenda.
Andrea Oddo (Procuratore): Confermata la sanzione più pesante, pari a 16 mesi di inibizione e 1.500 euro di ammenda.
Salvatore Castiglione (Sindaco Unico): 12 mesi di inibizione.
Vito Giacalone (Procuratore): 4 mesi di inibizione e 1.500 euro di ammenda.
Un dettaglio tecnico di rilievo riguarda la posizione della Procura Federale. Se da un lato il Trapani chiedeva uno sconto, dall’altro il Procuratore aveva presentato reclamo contro l’incongruità delle sanzioni, ritenendole probabilmente troppo lievi. Anche questa istanza è stata respinta, cristallizzando definitivamente le decisioni del TFN dell’8 gennaio.