Lombardo “Per Mimmo Ferrito il campionato regionale di fondo una conseguenza”

di Simone Milioti

Maurizio Lombardo, presidente della Mimmo Ferrito commenta il recente campionato regionale primaverile di fondo vinto dalla società palermitana. “Lo vinciamo ininterrottamente dal 2019 – dichiara Lombardo – è ormai per noi una conseguenza. Certo è cambiato tanto perché sono cresciuti gli atleti e soprattutto la categoria Cadetti non c’è più, perché non possono fare i campionati italiani. Si punta più sui categoria ragazzi e junior, noi abbiamo cambiato tanto. C’è nuova linfa, un sacco di ragazzini appartenenti appunto alla categoria ragazzi, primo, secondo e terzo anno e qualche di junior. Il campionato di quest’anno, rispetto a quelli precedenti, è un campionato un pochettino monco, perché mancavano alcune società, non che ci avrebbero impensieriti attenzione. Però, diciamo, come numero, c’erano soltanto 55 concorrenti, rispetto all’anno precedente che erano quasi 80 e a quelli precedenti ancora che erano molti più. C’è stato sicuramente un calo, imputabile, non so a cosa, sicuramente non alle vasche e non al periodo. Per noi è un settore che comunque ha dato negli ultimi sette anni con tanti buoni risultati. È stato un progetto voluto, spinto da Tony Trippodo e che poi ha coinvolto tutti gli allenatori, perché Tony lo ha iniziato, però poi gli allenatori Vincenzo Raia, Gaetano Maniscalco, Davide Marchello, tutti quelli che hanno poi lavorato affinché questi ragazzi potessero comunque emergere in questa categoria”.
Si viene dalle gare di fondo ma in precedenza ci sono state le prove tempi. Non vi sentite un po’ isolati in quanto dall’altra parte della Sicilia ci sono squadre più numerose?
“Il problema è serio. Non essendoci impianti capaci di poter ospitare eventi di, tra virgolette, alto livello regionale diventa complicato. Già i costi da sostenere nel mondo del nuoto sono elevati, a partire dalle famiglie. Non non ci siamo mai tirati indietro ma abbiamo visto che post covid tra le realtà che chiudevano e i viaggi che dovevamo fare per gareggiare a Paternò perché non c’erano impianti in Sicilia Occidentale. Le difficoltà sono oggettive, le vasche non ci sono. Quando c’era l’impianto a Caltanissetta era più competitivo perché c’era la società locale perché La Fenice gareggiava lì e c’erano anche quelle 5-6 società più piccoline che sono state uccise dal Covid, alcune anche a Palermo come la Nadir e la Waterpolo”.

Grande tradizione della Mimmo Ferrito nel fondo

Siete stati un po’ i precursori di una nuova stagione del fondo siciliano.
“Non ci dobbiamo dimenticare – prosegue Lombardo – che negli anni che ci sono stati Tripodi, da cinque anni, convocato in nazionale, la Sirchia anche e Giovanni Rondinella che era con noi, ma l’anno scorso è andato a Napoli, è rimasto comunque nel giro del nazionale. Non è un dualismo per noi perché il fondo si prepara in vasca, il nuoto è in vasca, il fondo è un settore che noi spingiamo, non si nasce dal mare ma dalla piscina. La piscina diventa determinante e lo è ancora di più quest’anno. Nel nuovo regolamento del fondo se non ci sono dei tempi fatti e conseguiti in piscina non si può partecipare a Piombino. Ormai la vasca gioca un ruolo assolutamente determinante e tra l’altro i tempi di ammissione sono molto più complicati da raggiungere rispetto a quelli dei Criteria. Se non si prepara bene in vasca il fondo, poi in mare è difficile emergere”.
Non solo una tradizione che portate avanti da tanto ma anche ottimi risultati conseguiti fuori dalla Sicilia.
“Assolutamente sì, noi abbiamo vinto la classifica annuale nuoto in acque libere, però ora la federazione l’ha eliminata, abbiamo vinto i titoli nel 2023 e nel 2024. Noi continueremo a puntarci molto, perché per noi è un settore, è stato voluto e creato grazie ovviamente sempre alla Polisportiva e la famiglia Ferrito.Vanno ringraziati i nostri allenatori che sono stati eccezionali, e qui un piccolo dispiacere c’è perché spesso in Nazionale sono stati chiamati i nostri atleti ma mai i nostri allenatori che non hanno nulla da invidiare ai tecnici delle altre società italiane”.

Le novità e gli obiettivi della Mimmo Ferrito

Da quest’anno ci sono novità tecniche: Raia direttore tecnico e la collaborazione con Bolognani.
“La collaborazione con Walter Bolognani, comincio da questo, è una collaborazione che è iniziata tanti anni fa. Quando una decina di anni fa e anche di più iniziammo con i collegiali per le varie categorie di ragazzi. Avevamo Facciolà e Barcellona in squadra, con Walter si è creata subito una simpatia e un feeling particolare. Quest’anno io sapevo che Walter era libero, l’ho contattato, ovviamente grazie alla Polisportiva che ci sostiene e alla famiglia Ferrito, abbiamo parlato e trovato un accordo per avvalerci della sua preziosa collaborazione. È qualcosa che può fare soltanto bene, è un allenatore di nuoto, una persona assolutamente utile che potrà farci crescere dal punto di vista sportivo e culturale. È un uomo di campo, perché quando lui avviene qua si arrota la tuta e segue gli allenamenti a bordo vacca.
Per Vincenzo Raia invece è un premio, lo possiamo vedere come il coronamento di tanti anni di abnegazione, di lavoro, di come lavoro a testa bassa anche sotto la pioggia e sotto la grandine. Lavorare ogni giorno con questi ragazzi e crescere con loro porta ad avere un rapporto molto intimo, positivo con la squadra ed è un allenatore che ha ottenuto risultati importanti”.
In definitiva dopo aver vinto un trofeo quali sono i prossimi obiettivi?
“L’obiettivo immediato è aspettare che vengano fuori i risultati delle altre regioni e capire quali atleti si qualificheranno per i campionati italiani di Riccione. Al momento sono 3-4 i nostri atleti ad aver ottenuto la qualificazione. Poi seguiranno gli altri campionati regionali e bisognerà anche qui misurarsi per ottenere i tempi prescritti. Abbiamo già il calendario degli eventi a mare in cui ci sarà il nostro evento in programma a settembre, quest’anno l’impegno sarà più orientato nella parte della vasca lunga alla piscina individuando 3-4 gare obiettivo e partecipare a quelle”