Trapani Calcio, Curva Nord in sciopero, biglietti a 10 cent e replica Antonini

di Redazione

La tensione attorno al Trapani Calcio ha raggiunto livelli di guardia. Un mercoledì di fuoco ha ridisegnato i confini tra tifoseria e proprietà. Tutto ha avuto inizio con la durissima presa di posizione della Curva Nord Trapani. I sostenitori organizzati hanno annunciato l’intenzione di restare fuori dallo stadio a tempo indeterminato. La protesta nasce dalla decisione societaria di sospendere gli abbonamenti ad alcuni esponenti noti del tifo. Nel loro comunicato, gli ultras parlano di una fede calpestata e di una dignità che non può essere barattata. Accusano inoltre la presidenza di toni minacciosi e di aver deriso il nome della città. La contestazione, chiusa dal perentorio invito “Antonini vattene”, cita anche la mancata programmazione e un mercato di gennaio giudicato insufficiente.

La mossa del Presidente del Trapani Calcio: stadio aperto a 10 centesimi

Nonostante il muro alzato dal cuore del tifo granata, la società cerca di chiamare a raccolta la città. Per la sfida di sabato 28 febbraio contro l’Atalanta U23, il club ha lanciato un’iniziativa commerciale senza precedenti. Per volontà espressa del Presidente Valerio Antonini, il costo dei tagliandi per la Gradinata sarà di soli dieci centesimi. Questa tariffa speciale punta a supportare la squadra in un momento cruciale della stagione. La società intende così contrastare l’annunciato vuoto sugli spalti previsto dalla protesta. I biglietti saranno disponibili da domani presso la biglietteria di Via Sicilia.

La replica di Antonini: “Minacce e violenza, non mi piego”

Il patron granata ha diffuso una nota ufficiale dai toni drammatici per spiegare il proprio punto di vista. Valerio Antonini si dichiara profondamente amareggiato. Denuncia di aver subito insulti feroci e minacce esplicite, riferendo di aggressioni verbali e coltelli mostrati sui social media. Il Presidente sottolinea con dolore che tali attacchi sono avvenuti davanti alla sua famiglia. Cita in particolare trentasei minuti di insulti selvaggi urlati in presenza di moglie e figli.

Il numero uno del club rivendica i risultati raggiunti in due anni e mezzo. Ricorda i quattro titoli conquistati, le due promozioni e i milioni investiti per le strutture cittadine. Antonini respinge le accuse di false promesse e definisce “follia” il lancio di petardi e lacrimogeni avvenuto nelle ultime gare. Richiamando il “modello inglese”, invoca l’intervento deciso delle istituzioni per proteggere i tifosi sani e gli imprenditori. Il patron conclude ribadendo la propria fermezza: non arretrerà di un millimetro e non resterà in ginocchio davanti a chi usa l’intimidazione come linguaggio.