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Caso PalaDaidone, il TAR dà ragione alla Trapani Shark. L’affondo di Antonini

Una svolta significativa segna la complessa vicenda giudiziaria legata alla gestione del Palazzetto dello Sport “Ettore Daidone”. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha accolto l’istanza di misure cautelari monocratiche presentata dalla Trapani Shark S.S.D. A R.L., sospendendo temporaneamente l’efficacia dei provvedimenti con cui il Comune di Trapani aveva dichiarato la risoluzione della concessione.

Il cuore della controversia

La battaglia legale è scaturita dalla Determinazione Dirigenziale n. 465 del 9 febbraio 2026 del Comune di Trapani, che sanciva la risoluzione, decadenza e revoca della concessione per la riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo. A seguito di tale atto, l’Ente aveva proceduto all’immissione nel possesso della struttura con l’apposizione dei sigilli.

La società Trapani Shark, difesa dagli avvocati Gennaro Terracciano e Benedetta Piazza, ha impugnato l’atto chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia.

Le motivazioni del Tribunale

Il Presidente del TAR, Salvatore Veneziano, ha ritenuto sussistente un “caso di estrema gravità ed urgenza”. Secondo il decreto, la situazione attuale non consente neppure di attendere la data della camera di consiglio collegiale per i seguenti motivi:

Indeterminatezza dei beni: L’incertezza sulla consistenza dei beni di proprietà della Trapani Shark rimasti all’interno del palazzetto impedisce una corretta determinazione delle posizioni creditorie e debitorie.

Pregiudizio alla tutela: Tale indeterminatezza pregiudica la possibilità di accertamenti successivi e di un’eventuale tutela dei diritti della società.

Necessità di inventario: Il rischio può essere evitato procrastinando i termini del provvedimento impugnato fino alla trattazione collegiale, consentendo il prelievo dei beni della ricorrente previa redazione di un inventario sottoscritto da entrambe le parti.

I prossimi passi

Nonostante l’accoglimento cautelare, la vigilanza della struttura resta momentaneamente a carico dell’amministrazione comunale in virtù dell’immediata immissione nel possesso già effettuata.

Il decreto fissa ufficialmente la camera di consiglio per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare al prossimo 24 marzo 2026. In quella sede, il Tribunale deciderà se confermare o modificare la sospensiva in attesa del giudizio di merito.

L’affondo di Valerio Antonini: «Risarcimenti senza precedenti»

Non si è fatta attendere la reazione del Presidente della Trapani Shark, Valerio Antonini, che ha commentato il decreto con parole durissime verso l’amministrazione comunale e parte della stampa locale:

«Come oramai tutti sapete, il TAR Sicilia ha appena dato ragione alla Trapani Shark contro il Comune di Trapani! Il Comune NON può procedere allo sgombero immediato dei beni: il termine di 15 giorni che si erano inventati è sospeso e prorogato al 24 marzo. Questo è un primo round netto alla Shark e l’inizio della fine per Tranchida e la sua cricca».

Antonini punta il dito sulla gestione politica della vicenda, preannunciando conseguenze legali ed economiche pesantissime per l’ente pubblico:

«Hanno commesso errori gravissimi, esponendo il Comune a rischi economici folli con possibili risarcimenti danni enormi. Presto dovranno risponderne davanti alla Corte dei Conti. Siamo fiduciosi di stracciarli a fine marzo e procedere con il riapproprio del palazzetto. Mi sento violentato da decisioni illegittime e discriminatorie non appartenenti ad un paese democratico. La Chiesa tornerà presto al centro del villaggio con un risarcimento danni senza precedenti per la Shark e per il sottoscritto».

Scenari futuri

Mentre la vigilanza della struttura resta momentaneamente a carico dell’amministrazione (salvo prelievi concordati tramite inventario), il clima si scalda in vista delle prossime settimane. Antonini ha inoltre accennato a “prospettive importantissime sul fronte del basket professionistico” i cui dettagli saranno svelati a breve.

La data chiave resta il 24 marzo, quando il collegio del TAR dovrà esprimersi collegialmente sulla conferma della sospensiva.

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Redazione