Sport

Alex Schwazer torna a gareggiare, la sfida ad Alessandria l’8 marzo

C’è un nome che pesa più degli altri tra i 35 iscritti ai Campionati Italiani Assoluti di marcia: è quello di Alex Schwazer. Domenica 8 marzo, a 41 anni, l’atleta altoatesino tornerà ufficialmente a indossare un pettorale in una gara federale, segnando la fine di un esilio forzato durato otto anni.

Non sarà una gara come le altre: Schwazer si misurerà sui 21 chilometri della mezza maratona, una distanza che rappresenta la nuova frontiera della marcia mondiale, ma il cronometro non è la sua priorità.

“Glielo devo”: una promessa oltre il traguardo

Il ritorno non nasce da una caccia a una medaglia, ma da un dolore improvviso. “Tornerò a marciare unicamente per Hubert Rabensteier, il mio migliore amico,” ha confidato Schwazer. Rabensteier, scomparso improvvisamente a soli 56 anni una settimana fa, era l’uomo a cui l’olimpionico di Pechino 2008 era più legato.

Tesserato per l’Atletica San Biagio, Schwazer partirà alle ore 12:45 sul circuito di Alessandria, sfidando specialisti come Matteo Giupponi e il giovane talento Giuseppe Disabato. Sotto la guida del suo nuovo allenatore, l’ex ciclista professionista Domenico Pozzovivo, Alex cercherà di trasformare la passione in una nuova realtà atletica, lasciandosi alle spalle l’ombra dei tribunali.

Una nuova distanza per una nuova era

La partecipazione di Schwazer coincide con una rivoluzione tecnica della disciplina: la marcia sta abbandonando le distanze storiche per abbracciare quelle standard della corsa (21,097 km e 42,195 km). Un test fondamentale in vista dei Mondiali a squadre di Brasilia e degli Europei di Birmingham, ma per Alex è soprattutto il ritorno alla vita dopo il record europeo Master stabilito lo scorso settembre sui 10mila metri (38’34”07).

L’ombra del passato: tra complotti e anomalie

Il ritorno in gara riaccende i riflettori su uno dei casi più controversi dello sport italiano. Nonostante l’archiviazione penale del 2021 a Bolzano per “non aver commesso il fatto”, la giustizia sportiva non ha mai concesso sconti, impedendogli di partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024.

L’inchiesta ha evidenziato anomalie inquietanti, citate anche dal comandante del RIS di Parma, Giampietro Lago:

Concentrazione di DNA: Livelli definiti “non fisiologici”, che hanno alimentato l’ipotesi di una manomissione dei campioni.

Le mail dei russi: Messaggi intercettati tra i vertici internazionali dell’atletica che contenevano la parola “complotto” accanto alle iniziali dell’atleta.

La rottura dell’anonimato: Il campione inviato a Colonia con l’indicazione esplicita della sua città d’origine, violando le procedure standard.

Le parole di Sandro Donati

Accanto a lui, seppur non più come tecnico, resta Sandro Donati, il simbolo della lotta al doping che lo ha accompagnato negli anni più bui. “Alex è un uomo maturo, sa gestirsi. È il momento della sua soddisfazione e della sua passione,” ha dichiarato Donati, confermando che sarà presente ad Alessandria per vederlo marciare.

Mentre la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha aperto un procedimento contro la Svizzera (sede del TAS) proprio sul suo caso, Alex Schwazer sceglie di rispondere nell’unico modo che conosce: camminando veloce, un passo dopo l’altro, verso un traguardo che finalmente non profuma di carta bollata, ma di sport e amicizia.

Share
Published by
Redazione