Il PalaLaganà si tinge di giallorosso. In una cornice di pubblico delle grandi occasioni, il Messina Futsal batte 3-1 il Futsal Mazara nella finale del girone D di Serie A2, staccando ufficialmente il pass per la Final Four di Coppa Italia, in programma il 21 e 22 marzo a Jesi. Per i peloritani è un traguardo storico; per i mazaresi, una sconfitta che lascia l’amaro in bocca per le tante assenze e i legni colpiti.
Al 10’, però, il Messina rompe l’equilibrio: ripartenza fulminante, assist geniale di capitan Piccolo e tocco vincente di Juan Cruz Caropi per l’1-0. Il Mazara accusa il colpo e al 15’ (secondo i dati ufficiali peloritani) subisce il raddoppio: ancora uno scatenato Caropi trova un diagonale chirurgico che si insacca nell’angolino basso, gelando la squadra ospite e chiudendo il primo tempo sul 2-0.
Nella ripresa il Futsal Mazara entra in campo con un altro piglio. È un assedio guidato da Di Conto e Agugliaro, quest’ultimo fermato solo dal palo dopo la deviazione di un ottimo Dovara. Il Messina va in sofferenza, raggiungendo precocemente il limite dei cinque falli e dovendo giocare i restanti 12 minuti con lo spettro del tiro libero.
Al 10′ del secondo tempo, la pressione ospite viene premiata: Bruno recupera palla, salta il portiere e sigla il 2-1 che riapre ufficialmente i giochi. Il pareggio sembra nell’aria, ma la dea bendata volta le spalle ai mazaresi quando il destro di Daricca si stampa nuovamente sul palo. Nel finale, mister Bruno tenta la carta del power play, ma proprio a un secondo dalla sirena, Giuseppe Puglisi intercetta e firma il definitivo 3-1 con un pallonetto millimetrico che scatena la festa al PalaLaganà.
Con questo successo, il Messina Futsal di mister Fiorenza entra nell’élite nazionale e si giocherà il titolo tricolore nelle Marche contro Russi, Formia e la vincente tra Orange Asti e Cornedo. Non c’è però tempo per i festeggiamenti: sabato 7 marzo sarà già tempo di “big match” contro il Gear Piazza Armerina per la volata promozione.
Il Futsal Mazara esce dalla competizione a testa altissima, consapevole di aver giocato alla pari nonostante un’infermeria affollata e una sorte non benevola sotto porta.