Strade Bianche, sabato sarà ciclismo epico con Filippo Fiorelli al fianco di Van Aert e di Jorgenson
Ciclismo05 Marzo 2026 - 21:19
Filippo Fiorelli alle Strade Bianche. Una corsa che nonostante la sua giovane età è una delle più belle gare al mondo alla pari della Parigi-Roubaix. Spettacolo puro nello sterrato. Duecentotre chilometri nei quali non ci sarà un metro di pausa.
Fiorelli a fianco di campioni
Filippo Fiorelli indosserà i gradi di gregario in una squadra che arriva a Siena con l’obiettivo di vincere. Ma c’è da fare i conti con gli avversari, tanti campioni, uno di tutti, quel Tadej Pogacar che ha vinto a Siena tre volte in nove edizioni. Un Fiorelli entusiasta, convinto dei propri mezzi e della potenzialità della propria squadra. Un Fiorelli che sa dosare attentamente ambizioni, entusiasmo e umiltà.
Per il ragazzo di Ficarazzi un’emozione unica
“Correre a fianco di Wout Van Aert o di Matteo Jorgenson gente di valore alto che ha dimostrato di poter arrivare davanti è stimolante – esordisce Fiorelli- Corri sapendo che stai dando il massimo per aiutare comunque un capitano che può vincere e allora dai tutto te stesso e qualcosa di più. Tutti sappiamo cosa è questa corsa basti pensare alle Strade Bianche che già ti assale l’entusiasmo ma anche il rispetto per una corsa unica ma difficilissima. E soprattutto bella, bellissima, una corsa tra le mie favorite anche se ancora non sono riuscito nemmeno a finirla in questi anni. L’ho fatto solo due volte”.
Gli sterrati: fatica e nienti distrazioni
“Gli sterrati mi piacciono ma non hai il tempo di goderteli come meriterebbero, perché sei dentro una lotta e perchè tutti vogliono andare a prendere gli ingressi degli sterrati tra le prime posizioni. E poi una volta arrivati sugli sterrati si continua ad alzare l’andatura per fare un ritmo folle”.
Domani primo assaggio di Ciclismo Epico
“Il giro di ricognizione lo andrò a fare domani stesso. Ma già sappiamo che i tratti più duri sono sempre gli stessi e sono tanti e poi ci sono i fuori categoria, il Santa Maria e Colle Pinzuto e San Martino in Grania. Ma ripeto ogni metro della corsa è difficile, insidioso e bisogna stare sempre con gli occhi aperti e cercare di stare sempre più avanti possibile. Ancora non conosciamo le tattiche di corsa li stabiliremo la mattina della corsa”.
E poi bisogna fare i conti con Pogacar
“Pogacar lo sappiamo – spiega Fiorelli- è il favorito numero uno. Noi corriamo sempre per vincere e sino a quando non si arriva al traguardo nel ciclismo non si sa mai come finirà una corsa. Noi siamo pronti, ci siamo preparati per affrontare la gara nel miglior dei modi fermo restando che qualsiasi preparazione poi la devi adattare in corso d’opera durante le varie fasi della corsa. L’obiettivo è lavorare per i nostri capitani, il sogno è vederli vincere. Personalmente darò tutto e spero di arrivare a scollinare la mitica salita di Santa Caterina emozionarmi sul traguardo meraviglioso della Piazza del Campo”