La 61ª edizione della Tirreno-Adriatico, si preannuncia come un omaggio alla storia del ciclismo. In programma da oggi 9 marzo al 15 marzo 2026, la “Corsa dei Due Mari” attraverserà cinque regioni italiane, unendo il Mar Tirreno all’Adriatico con un percorso di 1.174,5 chilometri e un dislivello complessivo che sale a 15.550 metri.
La scelta più coraggiosa degli organizzatori di RCS Sport per il 2026 è l’eliminazione del classico arrivo in quota. Dopo anni dominati dalle scalate del Terminillo, di Prati di Tivo o del Monte Petrano, la classifica generale non sarà decisa da una singola ascesa finale ma da una logorante sequenza di “muri” e tappe miste. Un ritorno al passato che ricorda le edizioni del 2010 e 2011, dove la vittoria si giocava sui secondi, sugli abbuoni e sulla capacità di resistere a ritmi forsennati su percorsi mossi.
Lunedì 9 marzo: Lido di Camaiore – Lido di Camaiore (11,5 km, Cronometro)
La caccia alla Maglia Azzurra inizia in Versilia con la tradizionale cronometro individuale. Un tracciato per specialisti puri: totalmente pianeggiante, con un giro di boa a Viareggio, dove le alte velocità decideranno il primo leader.
Martedì 10 marzo: Camaiore – San Gimignano (206 km)
La prima vera insidia. Una tappa lunga che attraversa il Pisano e il Livornese per addentrarsi in Toscana. Il finale è spettacolare: 5,3 km di sterrato in salita prima dell’arrivo nel cuore medievale di San Gimignano, con pendenze che toccano il 15%.
Mercoledì 11 marzo: Cortona – Magliano de’ Marsi (225 km)
La tappa più lunga della corsa. Attraversa l’Umbria (Todi e le Cascate delle Marmore) per arrivare in Abruzzo. Nonostante il chilometraggio, il finale leggermente all’insù (3%) potrebbe sorridere a velocisti resistenti o finisseur.
Giovedì 12 marzo: Tagliacozzo – Martinsicuro (210 km)
Il gruppo entra nel vivo degli Appennini scalando Ovindoli e il Valico delle Capannelle. Dopo una lunga discesa verso Teramo, gli ultimi 60 km sono un inferno di strappi, incluso il terribile muro di Tortoreto (Via Badette) con punte al 20%, prima della picchiata finale verso la costa adriatica.
Venerdì 13 marzo: Marotta-Mondolfo – Mombaroccio (186 km)
Inizia il festival dei muri marchigiani. Oltre dieci ascese, tra cui il durissimo Monte delle Cesane (pendenze al 15%). Il circuito finale prevede la scalata al Santuario del Beato Sante, con l’ultimo scollinamento a soli 1.500 metri dal traguardo.
Sabato 14 marzo: San Severino Marche – Camerino (189 km)
La “tappa regina” atipica. Si scala il Sassotetto (Valico di Santa Maria Maddalena), ma lontano dal traguardo. La corsa si deciderà nel circuito finale di Camerino, con tre passaggi sul muro della Madonna delle Carceri (pendenze fino al 18%). Qui si definirà la classifica generale definitiva.
Domenica 15 marzo: Civitanova Marche – San Benedetto del Tronto (143 km)
La consueta passerella finale sulla Riviera delle Palme. Dopo i passaggi a Montefiore d’Aso e Ripatransone, la corsa si chiuderà con cinque giri del circuito pianeggiante di San Benedetto, teatro dell’ultima grande volata e della premiazione del vincitore del Tridente di Nettuno.
Senza un arrivo in salita puro, la Tirreno-Adriatico 2026 diventa il terreno di caccia ideale per i “cacciatori di classiche” e per corridori completi. L’assenza della scalata finale apre la porta ad atleti capaci di gestire lo sterrato, il vento costiero e le pendenze brutali ma brevi dei muri marchigiani.
Sarà una sfida di nervi e tattica: ogni secondo guadagnato in un traguardo volante o in uno strappo cittadino potrebbe essere quello decisivo per alzare il mitico Tridente sotto il sole di San Benedetto del Tronto.
Una settimana di grande ciclismo con un percorso che strizza l’occhio ai passisti-scalatori e ai finisseur, l’edizione 2026 si preannuncia come un duello generazionale tra il talento purissimo del giovane messicano Isaac Del Toro e l’esperienza del “Re della Tirreno”, Primož Roglič, con l’Italia che ripone le sue speranze nel solido Antonio Tiberi.
Il borsino dei favoriti vede in prima linea Isaac Del Toro (UAE Team Emirates). Il giovane messicano, già dominatore dell’UAE Tour in questo inizio di stagione, si presenta al via con i gradi di capitano e una condizione che spaventa la concorrenza. Nonostante qualche voce su un leggero malanno post-Strade Bianche, Del Toro resta l’uomo da battere, supportato da una squadra stellare che include anche il promettente Jan Christen.
Il principale sfidante è Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe). Lo sloveno, già vincitore della corsa nel 2019 e nel 2023, fa il suo esordio stagionale proprio sulle strade italiane. Sebbene sia alla prima gara dell’anno, Roglič ha dichiarato di sentirsi “ringiovanito” dalla sfida con i nuovi talenti e guiderà un tridente d’attacco completato da Jai Hindley e dal giovane talento azzurro Giulio Pellizzari.
L’Italia cerca un successo che manca dal 2013 quando a vincere fu Vincenzo Nibali. La punta di diamante è Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), reduce dal podio dell’edizione 2025. Il laziale ha ammesso che il percorso 2026, privo di una vera e propria ascesa infinita e molto basato su “muri” e secondi di abbuono, potrebbe non essere perfetto per le sue caratteristiche da scalatore puro, ma la sua crescita costante lo pone di diritto tra i pretendenti al podio.
Da tenere d’occhio anche Filippo Ganna, atteso protagonista nella cronometro d’apertura e fondamentale supporto per le tappe mosse, e Jonathan Milan, il gigante di Tolmezzo che cercherà di imporsi nelle poche (ma prestigiose) occasioni per i velocisti.
In una startlist di altissimo livello non mancano gli outsider di lusso.
Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike): lo statunitense è in uno stato di grazia e potrebbe sfruttare il percorso nervoso.
Thymen Arensman e Santiago Buitrago: pronti a inserirsi nella lotta per la maglia azzurra.
Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert: i due grandi rivali delle classiche daranno spettacolo nelle tappe intermedie, rendendo ogni frazione una vera e propria “Classica di un giorno”.
La presenza sul percorso di tanti Muri e di frazioni da Classiche ha richiamato al via diversi interpreti eccellenti da corse di un giorno, a cominciare da Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel. Il belga torna al via dopo tre anni, mentre il suo rivale olandese, dopo aver dominato la stagione del ciclocross, ha vinto all’esordio su strada la Omloop Het Nieuwsblad. Oltre a loro è presente Filippo Ganna, grande favorito della cronometro di domani e secondo in classifica generale nel 2025. La lista dei “puncheurs” comprende nomi del calibro di Julian Alaphilippe, Tibor Del Grosso, Valentin Madouas, Andrea Vendrame e Alberto Bettiol.
Vincitore della Maglia Ciclamino negli ultimi due anni, e forte di quattro successi di tappa, Jonathan Milan si presenta come uomo da battere negli arrivi di gruppo. I suoi principali rivali saranno Jasper Philipsen, vincitore di una frazione nel 2024, e Paul Magnier, a segno in due tappe della Volta ao Algarve in questo inizio di stagione. La lista dei velocisti comprende anche Arnaud De Lie, Tobias Lund Andresen, Fernando Gaviria, Sam Welsford, Danny Van Poppel e Luca Mozzato.
La Tirreno-Adriatico, nata nel 1966, è considerata la preparazione ideale per la Milano-Sanremo, ma negli anni ha acquisito un prestigio tale da essere un obiettivo primario per ogni grande corridore.
Il Cannibale dei Due Mari: Il recordman assoluto è il belga Roger De Vlaeminck, capace di vincere ben 6 edizioni consecutive tra il 1972 e il 1977.
I Signori del Tridente: Alle spalle di De Vlaeminck, troviamo grandi nomi con due successi a testa: gli italiani Giuseppe Saronni, Francesco Moser e Vincenzo Nibali, lo svizzero Tony Rominger, il colombiano Nairo Quintana e gli sloveni Tadej Pogačar e Primož Roglič.
Recente dominio internazionale: Negli ultimi anni la corsa è stata terreno di conquista per i fuoriclasse dei Grandi Giri: Jonas Vingegaard (2024) e Juan Ayuso (2025) sono gli ultimi nomi iscritti in un albo d’oro che parla quasi esclusivamente la lingua dei campioni del Tour de France.
L’Italia guida ancora la classifica per nazioni con 24 vittorie totali, ma il digiuno dura ormai da tredici anni. Che sia il 2026 l’anno della riscossa azzurra? La risposta arriverà domenica prossima sul lungomare di San Benedetto del Tronto.
Isaac Del Toro: “Sarà una gara di alto livello perchè tutte le squadre sono qui molto motivate. Su questo tipo di percorso ci sarà da stare sull’attenti, ci sono insidie ogni giorno. Non c’è una tappa regina, può succedere di tutto ogni giorno. Sarà stressante ma sono motivato”.
Primoz Roglic: “La Tirreno Adriatico segna l’inizio della mia stagione, dobbiamo vedere come sto a livello di condizione. Mi sono allenato molto durante l’inverno, vengo da un training camp, quindi di sentirmi bene. E’ stato emozionante assistere a delle gare dei Giochi Olimpici invernali, ma adesso si riparte”.
Filippo Ganna: “Questa sarà la mia decima Tirreno Adriatico, e per correrla ho dovuto discutere col team. La cronometro di Lido di Camaiore è una delle mie preferite, spero di tornare a vincerla. Dopodiché cercherò di risparmiarmi in vista della Milano-Sanremo, che è un grande obiettivo, anche se sarà difficile contenderla a Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar”.
Antonio Tiberi: “Ho chiuso sul podio l’anno scorso, in un’edizione che è stata molto importante per la mia crescita. Avrei preferito un percorso con una salita lunga, però penso ci siano tante occasioni interessanti. Ho fatto la ricognizione della seconda tappa, quella con gli sterrati, e spero di essere protagonista. C’è la possibilità che i distacchi siano molto risicati, quindi potrebbero fare la differenza gli abbuoni degli sprint intermedi”.
Jonathan Milan: “Non è una Tirreno Adriatico per velocisti, ci sono molte frazioni impegnative. Sarà una settimana dura, ma darò tutto me stesso per arrivare all’ultima tappa e giocarmi il successo a San Benedetto del Tronto. Sarà una corsa importante anche in ottica Milano-Sanremo, sarà difficile seguire Van der Poel e Pogacar nel finale ma voglio provarci”.
Paul Magnier: “Ho corso la Tirreno Adriatico l’anno scorso. E’ una coesa molto dura, con tappe lunghe che potranno favorire il mio avvicinamento alla Milano-Sanremo. Credo che alla fine avremo due opportunità. Sono in forma, e sono fiducioso di poter fare bene con il supporto del team per vincere una tappa”