La terza frazione della Tirreno-Adriatico 2026 si presenta come la prova più estesa dell’intera competizione. Con i suoi 221 chilometri da Cortona a Magliano de’ Marsi, la tappa è stata concepita dagli organizzatori come un test di resistenza e gestione delle energie, ricalcando le dinamiche tipiche di una classica monumento come la Milano-Sanremo. Nonostante il finale sia tecnicamente aperto ai velocisti, il dislivello complessivo e la successione di ascese nella parte centrale e finale rendono l’esito meno scontato rispetto a una volata tradizionale.
Il tracciato non concede lunghi tratti di pianura assoluta, costringendo il gruppo a continui cambi di ritmo. Dopo i primi 30 chilometri agevoli, la corsa entra nel vivo con una serie di ondulazioni in territorio umbro: lo strappo di Monte Buono, seppur breve (300 metri), presenta pendenze medie del 12%, seguito in rapida successione dalle salite di Pietraia, Spina e Cerqueto (2,3 km al 4,9%).
Superato il passaggio a Todi (2,5 km al 5,2%), il gruppo affronterà il settore centrale caratterizzato dall’ascesa verso il sito archeologico di Carsulae e, dopo la discesa su Terni, dalla salita delle Marmore (6,5 km al 3,8%). Il tratto potenzialmente decisivo per la selezione dei velocisti puri è situato negli ultimi 50 chilometri: la salita verso lo svincolo di Petrella del Salto (6 km al 4,2%) non è seguita da una discesa immediata, ma da un altopiano ondulato di 16 chilometri che conduce fino al bivio per Spedino.
Il finale a Magliano de’ Marsi
Gli ultimi dieci chilometri sono pianeggianti e permetteranno alle squadre dei velocisti rimasti in gruppo di organizzare l’inseguimento o il treno per lo sprint. Tuttavia, la conformazione del traguardo richiede un’ulteriore analisi: gli ultimi 750 metri presentano una pendenza costante del 2,7%. Si tratta di un falsopiano all’insù che, dopo oltre 220 chilometri di gara, potrebbe favorire atleti dotati di grande fondo e potenza rispetto ai velocisti puri che prediligono arrivi in perfetta pianura.
Jonathan Milan è il nome di riferimento per la giornata odierna. L’atleta italiano ha dimostrato in passato di saper gestire bene le lunghe distanze e i finali di potenza. Tra gli sfidanti principali si segnalano il belga Jasper Philipsen e il francese Paul Magnier, quest’ultimo particolarmente adatto a finali che richiedono uno spunto veloce su pendenze leggere.
Altri corridori da monitorare, specialmente se la corsa dovesse farsi dura sulle salite precedenti, sono Biniam Girmay, Corbin Strong e Axel Zingle, specialisti degli arrivi in leggera ascesa. Resta da valutare la tenuta di velocisti come Caleb Ewan o Tim Merlier, che potrebbero soffrire il logoramento causato dal dislivello complessivo.
Dopo la vittoria di ieri di Van der Poel sul traguardo di San Gimignano la maglia azzurra della leadership è passata da Ganna a Del Toro.
1) DEL TORO Isaac UAE Team Emirates – XRG 5:06:01
2) PELLIZZARI Giulio Red Bull – BORA – hansgrohe 0:03
3) SHEFFIELD Magnus INEOS Grenadiers 0:13
4) HATHERLY Alan Team Jayco AlUla 0:17
5) ROGLIČ Primož Red Bull – BORA – hansgrohe 0:18
6) TIBERI Antonio Bahrain – Victorious 0:20
7) JORGENSON Matteo Team Visma | Lease a Bike 0:31
8) GANNA Filippo INEOS Grenadiers 0:34
9) ROMO Javier Movistar Team ,,
10) HEALY Ben EF Education – EasyPost 0:36
La partenza da Cortona è prevista per la mattinata, con un arrivo stimato a Magliano de’ Marsi tra le 15:30 e le 16:00, a seconda della media oraria tenuta dal gruppo. La diretta televisiva sarà garantita dai canali Rai (Rai Sport per le fasi iniziali e Rai 2 per il finale) e da Eurosport/Discovery+ per la copertura integrale, permettendo agli appassionati di seguire l’evoluzione della tappa fin dai primi passaggi sull’Appennino.