Da S. Severino a Camerino: 6ª tappa della Tirreno-Adriatico per 188km di spettacolo sui muri marchigiani

di Valentino Sucato

Si parte da San Severino per arrivare a Camerino per complessivi 188 km. Sarà una tappa dalle mille incognite con tanti tentativi di fuga sulle strade marchigiane con tante opportunità per chi vorrà sfidare i “muri. Ma soprattutto sarà l’arrivo di Camerino quasi sicuramente a decidere  la sfida per la vittoria finale dell’edizione 2026 della Tirreno-Adriatico. La tappa di domenica da Civitanova Marche a San Benedetto del Tronto servirà solo a dare gloria ai velocisti.

L’ora della verità

E a proposito di sfide Pellizzari proverà ad attaccare il leader Del Toro sulle strade di casa, nei 4000 metri di dislivello. Temuto è soprattutto sul Muro delle Carceri che potrebbe decidere la corsa e stabilire a chi assegnare il Tridente di Nettuno.

La “Corsa dei Due Mari” dunque si appresta a vivere il suo momento più atteso quello che accende la fantasia dei tifosi e moltiplica le energie dei protagonisti.

Questa sesta tappa non sarà solo una frazione altimetricamente spietata con un concentrato di narrativa sportiva per quello che potrà offrire in termini di scontro sportivo, tra fatica, emozioni, sudore e gioie finali.

Il duello su cui ruoterà l’interesse della gara riguarda la conquista della maglia azzurra tra il prodigio messicano Isaac Del Toro e l’idolo locale Giulio Pellizzari.

I punti salienti

La carovana lascerà San Severino guardando verso est e cercando sull’orizzonte  l’azzurro Adriatico. Ma prima di riuscire a vedere le coste il gruppo dovrà superare un infernale saliscendi nell’entroterra maceratese.

Gpm di Sassotetto

Il primo grande scoglio della giornata è l’ascesa verso il GPM di Sassotetto (Valico di Santa Maria Maddalena), 13 chilometri al 7.4% di pendenza media, un’ascesa vera che nelle gambe di molti lascerà tossine pesantissime. Il tratto centrale sarà costantemente sopra l’8% con punte del 14% che potrebbe essere un trampolino per chi vorrà tentare di attaccare o cominciare a minare la freschezza atletica della maglia azzurra.

Circuito finale: è qui la corsa

Dopo la discesa, i corridori entreranno nel circuito finale di 29 chilometri da ripetere due volte. Si tratta di un anello nervoso, un susseguirsi di mangia-e-bevi tra Crispiero e Castelraimondo che non permette di rifiatare, culminando nel temibile Muro della Madonna delle Carceri dove la strada impenna al 20%, diventando una rampa brutale. Non una salita lunghissima solamente tre chilometri ma con pendenze che sfiorano il 18% e punte massime del 20% proprio nelle fasi iniziali e finali della salita.

Gli ultimi 350 metri saranno una prova di forza pura sul lastricato di Piazza Cavour.

Pellizzari avrà il tifo di casa sua

Tra le mura amiche, Giulio Pellizzari cercherà di ribaltare una classifica che lo vede attualmente secondo a 23 secondi da Del Toro. Ma Del Toro si dovrà guardare non solo dall’italiano ma anche dall’americano Jorgenson. La classifica è chiara, Isaac Del Toro ha dimostrato finora una solidità granitica ma la tappa odierna si corre su un territorio ostile.

Pellizzari, portacolori della Red Bull-Bora-Hansgrohe, corre sulle strade dove è nato e  cresciuto e per lui non sarà solo una questione di classifica.

Gli abbuoni al traguardo (10, 6 e 4 secondi) potrebbero essere decisivi qualora riuscisse a staccare il messicano anche di poco.

La sfida non è un affare a due

Entro il minuto di distacco troviamo altri due pesi massimi: l’americano Matteo Jorgenson (Visma-Lease a Bike), apparso in netta crescita e capace di gestire sforzi esplosivi, e il veterano Primož Roglič, compagno di squadra di Pellizzari ma sempre pronto a colpire se la gamba dovesse supportarlo.

Da non sottovalutare Santiago Buitrago, scalatore puro che sulle pendenze in doppia cifra del Muro delle Carceri potrebbe puntare dritto al successo di tappa. E poi c’è Giulio Ciccone, quinto in generale sempre pronto all’attacco di cuore.

La Red Bull-Bora-Hansgrohe ha il vantaggio numerico con due uomini nei primi quattro. È dunque lecito aspettarsi un attacco combinato per mettere alle corde la UAE Team Emirates di Del Toro. Se il messicano dovesse restare isolato prima dell’ultimo passaggio sul Muro, la maglia azzurra rischierebbe seriamente di cambiare padrone proprio a un passo dalla passerella finale.

Anche se Del Toro ha già dimostrato un ottimo stato di forma. Sarà la pressione e la fatica accumulata in questa settimana a scrivere questa sesta emozionante pagina della Tirreno-Adriatico 2026.

Classifica generale dopo la quinta tappa

1. Isaac Del Toro (MEX) UAE Team Emirates-XRG 20:10’40”
2. Giulio Pellizzari (ITA) Red Bull-Bora-Hansgrohe +23″
3. Matteo Jorgenson (USA) Visma-Lease a Bike +34″
4. Primož Roglič (SLO) Red Bull-Bora-Hansgrohe +44″
5. Giulio Ciccone (ITA) Lidl-Trek +1’05”
6. Tobias Halland Johannessen (NOR) Uno-X Mobility +1’08”
7. Alessandro Pinarello (ITA) NSN +1’24”
8. Ben Healy (IRE) EF Edcuation-EasyPost ST
9. Magnus Sheffield (USA) Ineos Grenadiers +1’27”
10. Santiago Buitrago (COL) Bahrain +1’28”