In un’epoca in cui il calcio è dominato da fondi d’investimento e sceicchi, a Siracusa batte ancora il cuore dell’appartenenza. Nel momento più buio, con la società paralizzata dai debiti e una proprietà ormai assente, è la città stessa a prendersi cura del proprio simbolo sportivo. Una storia di resistenza e amore per i colori azzurri che sta commuovendo l’intera comunità.
La crisi è precipitata dopo il 16 febbraio, quando il mancato pagamento di Iva e Irpef ha segnato il disimpegno della proprietà. Di fronte al rischio di un fallimento anticipato, quaranta sostenitori hanno dato vita al comitato “Uniti per il Siracusa”. Non si tratta di una semplice protesta, ma di un concreto progetto di azionariato popolare aperto a tutti i cittadini.
L’obiettivo è ambizioso: raccogliere 105 mila euro per coprire le spese vive (viaggi, vitto e gestione) e permettere ai ragazzi di coach Marco Turati di terminare il campionato con dignità. La risposta è stata immediata: in soli due giorni sono stati superati i 10 mila euro. Grazie a questi primi fondi, la squadra ha potuto volare a Latina per la trasferta di ieri, un segnale vitale di sopravvivenza.
Il quadro sportivo resta però drammatico. Il Siracusa ha già incassato 6 punti di penalizzazione per irregolarità amministrative e il prossimo 26 marzo sono attese nuove sanzioni dal Tribunale Federale. Attualmente gli azzurri occupano il 18° posto con 24 punti dopo 31 giornate.
“Vogliamo dare un segnale forte di responsabilità verso i nostri colori” – spiegano i promotori del comitato – “Un gesto che possa incoraggiare chi vorrà investire nel futuro del Siracusa”. La città ha scelto: non lascerà morire la propria passione, lottando su ogni pallone, fuori e dentro il campo.
Nonostante la spinta emotiva della piazza, il campo del “Domenico Francioni” si è rivelato amaro per gli azzurri, sconfitti 2-1 nell’anticipo della 32ª giornata. Il Siracusa è apparso prevedibile e poco reattivo per tutto il primo tempo, subendo l’iniziativa dei padroni di casa. Al 14′, il Latina passa: corner di Tomasello e colpo di testa vincente di Parodi. La reazione siciliana è sterile e al 33′ la situazione precipita: un’uscita maldestra di Farroni causa un rigore che Parigi trasforma con freddezza per il raddoppio laziale.
Nella ripresa, coach Turati prova a scuotere i suoi con gli ingressi di Valente e Riccardi. Il baricentro degli azzurri si alza e le occasioni iniziano a fioccare: Bonacchi sfiora il gol di testa, mentre il portiere locale Mastrantonio si supera su Arditi. Il forcing finale porta i suoi frutti solo all’87’, quando un cross perfetto di Valente trova l’incornata del capitano Sbaffo per il 2-1. Nonostante i 6 minuti di recupero e l’assalto disperato, il risultato non cambia più.
Il ko ferma la striscia positiva di tre turni e lascia il Siracusa in piena zona play-out a quota 24 punti (in attesa delle nuove sanzioni previste per il 26 marzo). Resta il forte rammarico per aver regalato la prima frazione di gioco a un avversario non irresistibile.
Ora l’attenzione si sposta al “De Simone”: nel prossimo turno arriverà il Picerno, uno scontro diretto fondamentale dove servirà tutto il calore di quella città che, fuori dal campo, ha già dimostrato di essere da categoria superiore.
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