Arriva una decisione che segna un punto a favore del Comune di Trapani nella complessa vicenda legata alla gestione del Palazzetto dello Sport “Ettore Daidone”. La Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha infatti respinto la domanda cautelare presentata dalla Trapani Shark S.S.D. A R.L., confermando l’efficacia dei provvedimenti comunali.
Al centro del contenzioso vi è la determinazione dirigenziale n. 465 del 9 febbraio 2026, con cui l’ente comunale ha dichiarato la risoluzione e decadenza della concessione per la riqualificazione e gestione dell’impianto.
Secondo i giudici amministrativi, il ricorso non presenterebbe un adeguato fumus boni iuris. La motivazione risiede in un passaggio tecnico cruciale: la società ricorrente avrebbe perso il requisito soggettivo dell’assenza di scopo di lucro, elemento considerato “essenziale e indefettibile” dalla legge (art. 5 D.lgs. 38/2021) per la gestione di tali strutture.
Il Tribunale ha analizzato anche il cosiddetto periculum in mora, ovvero il rischio di un danno irreparabile nelle more del giudizio di merito. Per i magistrati, tale rischio è attenuato dall’avvenuta esclusione della squadra dalle competizioni nazionali.
Per quanto riguarda le attività residue, come quelle del settore giovanile, l’ordinanza rileva che l’amministrazione comunale se ne sta già facendo carico. Inoltre, i profili puramente patrimoniali risultano tutelati dalle misure di custodia e inventariazione dei beni mobili già avviate in precedenza.
Con questo pronunciamento, resta valida l’immissione nel possesso della struttura da parte del Comune, effettuata lo scorso febbraio con l’apposizione dei sigilli a tutela della conservazione dell’impianto.
In merito all’ordinanza del TAR Sicilia che ha respinto la sospensiva sulla revoca della concessione del palazzetto, Antonini ha chiarito che la mancata concessione dell’urgenza deriva dal fatto che la squadra non è attualmente iscritta al campionato di Serie A. Il presidente ha però annunciato battaglia: «Faremo immediatamente opposizione alla CGA Sicilia già questo venerdì».
Sul piano della tutela dei beni interni alla struttura, Antonini ha rivendicato la validità della sospensiva precedente, sottolineando che il Comune ha il dovere di inventariare e custodire i beni della Trapani Shark senza poterli toccare. Inoltre, è stata annunciata una imminente richiesta di risarcimento danni per 10 milioni di euro contro l’amministrazione comunale.
Il presidente è tornato sulla cancellazione della Trapani Shark dal campionato di basket, puntando il dito contro l’Agenzia delle Entrate e la Procura Federale. Antonini ha definito “farlocchi” i documenti prodotti in tribunale e ha auspicato che si proceda contro i responsabili di quelli che definisce falsi in atto pubblico. «Arriveremo fino alla fine – ha dichiarato – finché non ci sarà una definizione di merito su tutti gli argomenti».
Sul fronte calcistico, l’attenzione è rivolta alla Procura Federale e alla richiesta di revocatoria per otto punti. «Se ci sarà negata, andremo al CONI, poi al TAR e al Consiglio di Stato», ha promesso il patron, deciso a riprendersi quanto ritiene sia stato tolto indebitamente alla squadra.
Antonini ha poi lanciato un appello ai tifosi organizzati affinché tornino allo stadio per sostenere i giocatori nelle ultime sfide decisive contro Salernitana e Siracusa. «Venite per la squadra, non per Valerio Antonini. Fate vedere che Trapani siete voi».
Infine, Antonini ha confermato la chiusura dell’esperienza con Telesud, ammettendo errori di valutazione che gli sono costati oltre 1,2 milioni di euro. Nonostante le amarezze, il presidente ha voluto ringraziare pubblicamente lo staff e i collaboratori che non lo hanno abbandonato in questi mesi difficili, citando tra gli altri Valeriano Torta, Dario Gentile e Roberto Schifani.