Non bastano il gioco, la grinta e una traversa a strozzare l’urlo in gola. Il Siracusa esce sconfitto dal terreno del Team Altamura, rimediando un 1-0 che sa di beffa atroce. A decidere il match è un episodio isolato, un “arcobaleno” disegnato da Millico nel primo tempo, che condanna la squadra di Marco Turati a un passivo immeritato per quanto espresso sul rettangolo verde nei novanta minuti.
L’approccio degli azzurri era stato quello dei giorni migliori: baricentro alto, pressing asfissiante e controllo totale del possesso. Tuttavia, il copione si è rivelato il solito, amaro, leitmotiv di questa stagione: tanta produzione offensiva, ma zero cinismo negli ultimi sedici metri. Tra errori di rifinitura e una manovra a tratti leziosa, il Siracusa ha prestato il fianco all’unico vero affondo pugliese della prima frazione.
Al primo affondo, l’Altamura ha colpito: Millico ha trovato il jolly con un pallonetto chirurgico che ha scavalcato l’incolpevole estremo difensore aretuseo. Una mazzata psicologica che però non ha spento la reazione siciliana.
Nella seconda metà di gara, Turati ha provato a rimescolare le carte inserendo Riccardi e Sbaffo, aumentando il peso specifico dell’attacco. Il Siracusa ha spinto con ordine, reclamando subito un rigore per una trattenuta su Valente; l’arbitro, però, dopo il consulto con il FVS (Football Video Support), ha deciso di lasciar proseguire tra le proteste.
La sfortuna si è poi materializzata pochi minuti dopo, quando una conclusione a botta sicura di Valente si è stampata contro la traversa, strozzando l’urlo del pareggio. Nonostante il forcing finale e una serie di mischie furibonde, il fortino dell’Altamura ha retto fino al triplice fischio.
Il verdetto del campo, unito alla contemporanea vittoria del Foggia, è pesantissimo: il Siracusa scivola all’ultimo posto solitario con 22 punti. Il peso degli 11 punti di penalizzazione si fa sentire oggi più che mai, trasformando una stagione dignitosa in un calvario sportivo.
Con soli 180 minuti ancora da giocare, i margini di errore sono azzerati. Il calendario impone ora due “missioni impossibili”:
Battere l’Atalanta (U23) nella bolgia del “De Simone”.
Andare a caccia della vita nello scontro diretto allo “Zaccheria” contro il Foggia.
La salvezza diretta è ormai un miraggio, ma i play-out restano l’unico appiglio per evitare un ritorno tra i dilettanti che avrebbe il sapore del fallimento.
Credit Sicarusa Calcio Fb