Ai rigori finisce il sogno azzurro, la Bosnia vola in America e l’Italia piange
Calcio31 Marzo 2026 - 23:56
Niente Mondiale, per la terza volta consecutiva. I rigori sono stati fatali, ancora una volta. In dieci uomini per ottanta minuti, la Nazionale in vantaggio nel primo tempo e subisce il pari negli ultimi dieci minuti del tempo regolamentare. Gli azzurri sprecano tanto, troppo. E ai rigori sbagliano Pio Esposito e Cristante. Si allunga l’elenco delle squadre che ci mandano a casa. Dopo Svezia, la Macedonia del Nord. Oggi ancora una squadra balcanica, la Bosnia. E il Mondiale americano lo vedremo ancora in TV.
Primo tempo
Nel catino rovente di Zenica, l’Italia chiude il primo tempo in vantaggio ma con più di un brivido, al termine di una frazione con tanta sofferenza e un finale che cambia completamente il copione della gara.
L’avvio è tutto di marca bosniaca. Spinta dal pubblico e da un’aggressività evidente, la nazionale di casa prende subito campo, pressa alta e costringe gli azzurri a giocare in modo sporco, senza riuscire a sviluppare manovre pulite.
L’Italia fatica a uscire dalla propria metà campo e si affida soprattutto a lanci lunghi e tentativi isolati, mentre la Bosnia prova a rendersi pericolosa con conclusioni dalla distanza e palloni messi in area.
Poi, quasi all’improvviso, arriva l’episodio che cambia l’inerzia. Intorno al quarto d’ora, un errore grave in impostazione della difesa bosniaca spalanca la porta agli azzurri: il recupero alto diventa un assist perfetto per Moise Kean, freddo nel battere il portiere e portare avanti l’Italia. Un vantaggio costruito più sull’opportunismo che su un reale controllo del gioco.
Il gol non spegne la Bosnia, anzi. La reazione è immediata e veemente. I padroni di casa aumentano la pressione, alzano il ritmo e costringono l’Italia a rintanarsi sempre più vicino alla propria area. Donnarumma è chiamato a intervenire in più occasioni, soprattutto su tiri dalla distanza e situazioni generate da calci piazzati, mentre la difesa azzurra fatica a tenere compattezza e ordine.
L’Italia prova a respirare con qualche ripartenza, ma sono fiammate isolate. La sensazione è che la squadra non riesca a gestire il possesso e preferisca abbassarsi, accettando un copione pericoloso contro un avversario sempre più intraprendente.
Il momento più delicato arriva nel finale di tempo. A pochi minuti dall’intervallo, un intervento da ultimo uomo costa il cartellino rosso a Bastoni: un episodio che pesa enormemente sull’equilibrio della partita. Con l’Italia in inferiorità numerica, la Bosnia intensifica ulteriormente l’assedio, riempiendo l’area di cross e aumentando la pressione emotiva e tecnica.
Gli ultimi minuti sono di pura resistenza per gli azzurri, che riescono comunque a conservare il vantaggio fino al duplice fischio. Un 1-0 che racconta solo in parte quanto visto in campo: l’Italia è avanti grazie alla concretezza, ma il secondo tempo si preannuncia in salita, tra inferiorità numerica e un’avversaria sempre più convinta di poter ribaltare tutto.
Secondo tempo
La ripresa si apre con un copione prevedibile ma non per questo meno intenso. La Bosnia prende definitivamente il controllo del gioco, mentre l’Italia si compatta in difesa, cercando di chiudere ogni spazio e ripartire quando possibile.
Nonostante l’inferiorità numerica, gli azzurri riescono anche a costruire qualche occasione: Kean sfiora addirittura la doppietta, segno che la squadra, pur soffrendo, non rinuncia a pungere in contropiede.
Con il passare dei minuti, però, la pressione bosniaca diventa sempre più insistente. I padroni di casa attaccano con continuità, sfruttano le fasce, riempiono l’area e costringono Donnarumma a diversi interventi decisivi. L’Italia si difende con ordine e sacrificio, ma dà la sensazione di essere costantemente sul filo.
Il momento chiave arriva al 79’. Dopo l’ennesima azione offensiva, un pallone vagante in area diventa buono per Tabakovic, che trova il tap-in vincente e firma l’1-1. È il gol che premia la pressione continua della Bosnia e riapre completamente la partita.
Nel finale, la squadra di casa prova anche il colpo del ko, sospinta dall’entusiasmo e dall’inerzia ormai tutta dalla sua parte. L’Italia, stremata, si limita a difendere e a portare la partita ai supplementari, affidandosi ancora una volta alla solidità difensiva e agli interventi del proprio portiere.
Il 1-1 al termine dei novanta minuti racconta una sfida in cui l’Italia ha saputo colpire nel momento giusto ma non è mai riuscita a controllare davvero il gioco, soprattutto dopo l’espulsione di Bastoni. Dall’altra parte, la Bosnia ha costruito di più, ha spinto con continuità e ha trovato con merito il pareggio nel finale.
È una partita che resta sospesa, aperta, carica di tensione: novanta minuti non bastano per decidere chi merita il Mondiale, e la sensazione è che tutto sia ancora in bilico, tra la resistenza italiana e l’assalto continuo dei padroni di casa.
Primo tempo supplementare
Il primo tempo supplementare tra Bosnia ed Erzegovina e Italia si è sviluppato all’insegna dell’equilibrio, ma con un crescente carico di tensione e polemiche che hanno finito per incidere sull’andamento della gara. Dopo i novanta minuti regolamentari chiusi sull’1-1, le due squadre sono tornate in campo con atteggiamenti diversi: più propositiva la Bosnia, più attendista un’Italia ancora in inferiorità numerica.
Fin dai primi minuti, i padroni di casa hanno mantenuto il controllo del possesso, cercando di allargare il gioco e trovare spazi soprattutto sulle corsie laterali. L’Italia ha risposto con una fase difensiva ordinata, provando a ripartire appena possibile, ma con difficoltà nel rendersi realmente pericolosa. Le azioni offensive degli azzurri sono state sporadiche e spesso interrotte sul nascere, mentre la Bosnia ha costruito qualche situazione interessante senza però riuscire a concretizzare.
Con il passare dei minuti è emersa anche una certa nervosità, in particolare attorno al 102’, quando si è verificato l’episodio più discusso del supplementare. Su un lancio in profondità di Sandro Tonali, Palestra è riuscito a inserirsi alle spalle della difesa bosniaca e si è involato verso la porta. L’intervento in ritardo di Muharemovic lo ha fermato al limite dell’area. L’azione ha immediatamente scatenato le proteste dell’Italia, convinta che si trattasse di un fallo da ultimo uomo e quindi da espulsione. L’arbitro, dopo un breve confronto con il VAR, ha però confermato la propria decisione iniziale di estrarre soltanto il cartellino giallo, ritenendo possibile un recupero difensivo da parte di un altro giocatore bosniaco. Una scelta che ha lasciato molte perplessità e ha contribuito ad aumentare la tensione in campo e in panchina.
Sulla conseguente punizione, lo stesso Tonali ha provato la conclusione diretta, ma il tiro si è infranto sulla barriera. L’Italia ha continuato a spingere in quella fase, sfruttando anche l’inerzia emotiva dell’episodio, mentre la Bosnia ha cercato di rallentare il ritmo e riprendere il controllo del gioco.
Nel finale del primo tempo supplementare è arrivata anche l’occasione più nitida per gli azzurri. Su un cross verso il secondo palo, Pio Esposito ha colpito con decisione a pochi passi dalla porta, trovando però una grande risposta del portiere Vasilj, bravo a deviare il pallone e a mantenere il risultato in parità. È stata una delle poche vere occasioni da gol in un tempo supplementare caratterizzato più dall’equilibrio e dalla tensione che dalla qualità delle giocate.
Dopo due minuti di recupero, il primo tempo supplementare si è chiuso sull’1-1, lasciando tutto aperto in vista degli ultimi quindici minuti. L’Italia è uscita da questa frazione con il rammarico per la decisione arbitrale e per l’occasione non concretizzata, mentre la Bosnia ha confermato una maggiore gestione del possesso senza però riuscire a trasformarla in vantaggio concreto.
Secondo tempo supplementare
Il secondo tempo supplementare è stato lo specchio perfetto dell’intera partita: equilibrio, stanchezza e fiammate improvvise. L’Italia ha provato a gestire il possesso nei momenti chiave, cercando di abbassare i ritmi e portare la gara alla lotteria finale. Dall’altra parte, i padroni di casa hanno tentato più volte il colpo risolutivo, spinti anche dal proprio pubblico.
Tra i protagonisti assoluti c’è stato Gianluigi Donnarumma, decisivo in più occasioni. Emblematica l’uscita quasi a centrocampo al 121’, con cui ha sventato un pericoloso contropiede bosniaco: un intervento che fotografa la sua leadership e la sua sicurezza anche nei momenti più delicati.
La Bosnia ha creato diversi grattacapi alla retroguardia azzurra, soprattutto con le accelerazioni sugli esterni e i cross insidiosi. Tentativi come quello di Burnic o le iniziative di Bajraktarevic hanno messo pressione costante, ma la difesa italiana ha retto, con Mancini e Cristante spesso puntuali nelle chiusure.
Non sono mancati episodi dubbi e tensione. Al 108’ proteste italiane per un possibile tocco di mano di Muharemovic su conclusione di Pio Esposito, ma l’arbitro ha lasciato correre. Nel finale, cartellini e falli tattici hanno spezzato il ritmo: Frattesi ammonito, così come Katic poco prima per un intervento duro su Tonali, uno dei più attivi tra gli azzurri.
Proprio Tonali è stato tra i migliori per intensità e qualità, capace sia di proteggere la difesa sia di far ripartire l’azione nei momenti più complicati. Accanto a lui, buona prova anche degli uomini entrati dalla panchina, chiamati a reggere l’urto fisico e mentale di un finale estenuante.
Con le energie ormai al limite e la lucidità ridotta al minimo, le due squadre hanno progressivamente smesso di scoprirsi, accettando il verdetto dei rigori. Una scelta quasi inevitabile, dopo una battaglia in cui nessuna delle due è riuscita a trovare il guizzo decisivo.
I rigori
BOSNIA E. ITALIA 1-1 (5-2 d.c.r.)
BOSNIA ERZEGOVINA (4-3-3): Vasilj, Memic (71′ Burnic), Muharemovic, Katic, Kolasinac (46′ Alajabevovic), Dedic, Sunjic (46′ Tahirovic), Basic (71′ Tabakovic), Demirovic (115′ Hadziahmetovic), Dzeko, Bajraktarevic. All: S. Barbarez
ITALIA (3-5-2): Donnarumma, Mancini, Bastoni, Calafiori, Politano (46′ Palestra), Barella (85′ Frattesi), Locatelli (71′ Cristante), Tonali, Dimarco (91′ Spinazzola), Kean (71′ Esposito), Retegui (44′ Gatti). All: G.Gattuso Arbitro: Turpin (Francia)
Reti: 15′ Kean, 79′ Tabakovic.
Ai calci di rigore inizia la Bosnia: segna Tahirovic, Esposito calcia alto. Tabakovic mette la palla sotto l’incrocio dei pali. Tonali ci tiene in gioco spiazzando il portiere avversario. Alajbegovic calcia in rete. L’ Italia comincia a vedere l’inferno con Cristante che centra la traversa. Bajraktarevic batte Donnarumma e manda la Bosnia Erzegovina in paradiso.
I balcanici vanno ai Mondiali, gli azzurri vedranno i mondiali in Tv