Pino Carbone, la sua Visione di Sport, Professionismo e Sistema Paese
Personaggi02 Aprile 2026 - 19:04
Le recenti dichiarazioni di Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, in merito al perimetro del professionismo nello sport italiano, hanno innescato un dibattito profondo. Una discussione che non riguarda solo i confini giuridici delle discipline, ma l’identità stessa del movimento sportivo nazionale. Sul tema è intervenuto Pino Carbone, presidente della Sviluppo Sud Catania, offrendo una prospettiva che invita a superare le gerarchie economiche per guardare alla qualità del sistema.
Il calcio come modello, non come limite
Carbone riconosce senza esitazioni il ruolo trainante del “sistema calcio”, pur sottolineando che la sua forza non deve oscurare le eccellenze delle altre discipline. «È indiscutibile che il calcio rappresenti oggi il sistema sportivo più strutturato e sviluppato dal punto di vista economico nel nostro Paese. Il suo modello organizzativo e la sua capacità di generare valore sono, senza dubbio, un punto di riferimento», esordisce il presidente di Sviluppo Sud.
Tuttavia, il cuore della riflessione di Carbone risiede nel concetto stesso di professionismo, che non può essere ridotto a una mera questione di fatturati: «Il professionismo nello sport non si misura soltanto con i numeri economici. Si misura anche con la qualità delle organizzazioni, con la dedizione degli atleti, con la credibilità delle competizioni e con i risultati che portano il nome dell’Italia nel mondo».
La cultura della professionalità diffusa
Il richiamo è verso quegli sport che, pur muovendo volumi d’affari inferiori, garantiscono standard di competenza e successi internazionali di altissimo profilo. Sport come la pallavolo, il basket e il rugby sono, secondo Carbone, l’esempio vivente di una “cultura della professionalità diffusa”, fatta di sacrificio, programmazione e passione.
“Esiste una professionalità che va oltre il contratto: è quella fatta di lavoro quotidiano e competenza, che rende lo sport italiano un’eccellenza globale in tantissime declinazioni.”
Verso un sistema sportivo integrato
La proposta di Pino Carbone non è di contrapposizione, ma di convergenza. L’obiettivo non è stabilire classifiche di merito tra le federazioni, ma utilizzare l’esperienza del calcio come volano per una riforma complessiva.
«Più che stabilire classifiche tra sport, credo sia arrivato il momento di aprire un confronto serio su come rafforzare l’intero sistema sportivo italiano. Il calcio può essere un motore importante in questo percorso, mettendo a disposizione esperienza e capacità di sviluppo».
Una sfida per il futuro del Paese
Il messaggio conclusivo di Carbone è un appello alla sostenibilità e alla coesione. Lo sport viene letto non come un comparto isolato, ma come uno specchio della salute della nazione.
«La vera sfida non è stabilire chi sia più professionistico, ma costruire insieme uno sport italiano sempre più forte, sostenibile e capace di crescere in tutte le sue discipline. Quando cresce tutto lo sport, cresce il Paese».