Nuoto, Sportaro e il sogno americano “Lì mi aspetta qualcosa di più stimolante”
Nuoto08 Aprile 2026 - 15:08
Il nuoto siciliano quasi certamente è destinato a perdere un suo talento. Giorgio Sportaro, classe 2007, Cadetto primo da Palermo volerà presto in California al Saint Mary’s College di San Francisco. Per lui come già per altri nuotatori siciliani ci sarà la possibilità di portare il proprio bagaglio natatorio con sé per ottenere una borsa di studio sportiva.
Sportaro a Palermo attualmente nuota con il Tc3 Palermo ed è stato uno dei due portabiandiera della società a Riccione ai Criteria Nazionali Giovanili, prendendo parte a tre gare di velocità. Prima ancora ai campionati regionali in vasca corta era stato in grado di compiere un grande exploit vincendo sei medaglie su sei gare individuali svolte. Nella nostra chiacchierata ci siamo fatti raccontare la sua scelta americana, la sua nuova avventura palermitana nel nuoto, qualcosa sul suo passato, la sua famiglia e i suoi prossimi obiettivi.
Partiamo dall’attualità e dai Criteria Nazionali Giovanili, buone prove per lei che ha migliorato in quasi tutte le sue gare.
“Ho fatto 50 e 100 stile e 50 delfino. Nei due 50 mi sono migliorato, mentre nel 100 ho peggiorato 8 centesimi, quindi ho mantenuto il mio tempo. Anche se il 100 forse era la gara a cui tenevo di più, era quella in cui volevo migliorare di più. Però già quest’anno, che non è stato un anno facile, sono riuscito a migliorare tanto nel 100 stile. Più di un secondo dell’anno scorso, quindi per la stagione invernale in generale sono soddisfatto”.
Il sogno americano di Giorgio
Tra le novità recenti, annunciata proprio poco prima della trasferta di Riccione, il suo prossimo trasferimento in America. Ci racconti come si è arrivati a ciò.
“Diciamo che l’America è sempre stato un po’ un sogno per me, una cosa che vedevo lontana. La vedo anche molto vicina come cultura, anche se per ora c’è una situazione un po’ controversa negli Stati Uniti viste le scelte di Trump e le guerre. Però comunque è un sogno che ho da quando sono bambino. Non mi sono affidato ad agenzie o procuratori. Ho cercato da me il St. Mary’s College of California a San Francisco e penso studierò economia. Lì hanno intenzione di portare avanti un programma di nuoto nuovo e la mia nuova allenatrice sarà una donna. Penso sarà divertente perché cercano atleti da tutto il mondo. Io ho compilato un form, ho scritto i miei tempi e ho anche dato informazioni sui miei studi qui mandando i voti. Lì avrò tutto a disposizione, nello stesso luogo dormitorio, mensa, piscina e luoghi di studio e sarà tutto pagato finché nuoto”.

Giorgio Sportaro premiato a Pozzuoli accanto al nazionale Alberto Rizzetti
Ha subito pensato all’America perché comunque aveva questo pallino o ha anche fatto la scelta in base a quello che l’Italia e la Sicilia potevano offrire a chi vuole comunque continuare a fare sport a certi livelli?
“L’idea è stata quella di provarci inizialmente. Ci ho pensato di continuare in Italia, ma soprattutto in Sicilia, in particolare a Palermo, il contesto ti fa dire che il gioco non vale più la candela. Sia nel contesto sportivo che accademico non è stimolante come mi stimola quello che troverò lì. Anche perché il nuoto siciliano, forse anche un po’ per colpa mia che me ne sto andando, sta perdendo tanti pezzi negli ultimi anni. Andrea Savoca? Si lui mi ha messo la campanellina che forse potevo riuscirci anche io. Era una cosa a cui già pensavo quando ero piccolo, però non sapevo effettivamente se potevo farla o se ci sarei riuscito. Quando Savoca l’ha fatto mi sono convinto fosse possibile”.
La crescita dell’atleta Sportaro
Cresce in una famiglia di sportivi, ma ha mai praticato o pensato di praticare altri sport?
“Entrambi i miei genitori facevano salto in alto, atletica. Mio fratello ha sempre fatto nuoto, io diciamo che l’ho seguito. Ora dico che un po’ mi dispiace non aver provato altri sport tipo il basket che oggi è uno sport che mi appassiona tanto. Comunque sono grato ai miei genitori e a mio fratello di avermi portato in piscina e di avermi supportato lungo tutto questo viaggio fino ad ora. Anche mio fratello che al giorno d’oggi mi segue nella preparazione atletica, mi aiuta anche da questo punto di vista”.
Come mai non ha iniziato dall’atletica come i suoi genitori?
“Allora la storia è che io quando ero piccolo dovevo fare atletica solo che quando sei molto piccolo rispetto al nuoto nell’atletica non gareggi. E io mi ricordo che volevo fare le gare. Quindi i miei genitori mi hanno iscritto a nuoto e poi quando sarei stato più grande mi avrebbero iscritto nuovamente ad atletica. Era questo il patto, però invece a nuoto ho cominciato a fare le gare, mi sono tolto qualche piccola soddisfazione da piccolo e alla fine ci sono rimasto. È iniziata anche una sorta di rivalità con mio fratello quando sono diventato grande. Ci divertivamo comunque, era abbastanza sana come competizione”.
E chi vinceva?
“Ehm… non rispondo a questa domanda”.

Sportaro con il fratello Davide e i tecnici Gippetto e Di Pace
I recenti anni tra Nadir e Tc3
Poco fa ha citato Savoca come riferimento per andare in America, ma fino a qualche anno fa si è allenato con Messina. Averlo in vasca a fianco la stimolava?
“Sicuramente allenarmi con Gianluca mi ha aiutato perché Gianluca è stato un po’ un punto di riferimento dal punto di vista atletico perché è stato per molti anni tra i migliori della sua categoria a livello italiano. Era anche un po’ più grande ma è sempre stato un passo avanti e questo è stato anche stimolante da questo punto di vista. Come è stato stimolante allenarmi con mio fratello e con tanti compagni che ho avuto in passato e con cui ho ancora rapporto e aggiungo come è anche stimolante allenarmi con uno come Vincenzo Maniaci che sta dimostrando un po’ quanto vale a tutta Italia”.
Con Messina eravate alla Nadir, intanto che emozioni ha provato per la chiusura del settore agonistico? Come mai ha scelto di venire al Tc3 poi e non seguire un suo vecchio tecnico?
“Sì, mi è dispiaciuto quando chiude la Nadir perché comunque eravamo un bel gruppo, eravamo affiatati, andavamo forte e poi avevamo pure una bella staffetta. Comunque ho visto nel Tc3 un progetto interessante e finita la stagione estiva, quindi dopo i campioni italiani, mi sono interessato al progetto di Valerio Gippetto e ho deciso di seguirlo insieme anche a qualche altro compagno che è venuto con me”.
Qui è passato dalle sue gare di velocità a nuotare anche i 200 metri e i 400 stile libero. Credeva fosse nelle sue corde di nuotatore?
“Valerio lo ringrazio perché mi piace molto allenarmi con lui e abbiamo una bella intesa, ci divertiamo insieme. Oltre a questo mi ha reso un atleta più completo perché mi permette di nuotare anche distanze più lunghe, stili più lunghi, facendo fare allenamenti magari anche più incentrati sul volume. Tutto questo senza far mancare la parte qualitativa quindi comunque avevo un buon rapporto tra questi due fattori. A Valerio piace dire che soprattutto alla nostra età, e sono d’accordo con questa cosa, è sbagliato specializzarsi e dire io sono velocista io sono fondista. Secondo me ogni atleta deve allenarsi allenarsi in modo da poter provare tutte cose e scoprire quali sono le cose per cui magari può specializzarsi un po’ di più può prepararsi un po’ di più per quelle cose però comunque deve avere il beneficio di conoscere meglio se stesso di analizzare tutti i campi esistenti”.
Al momento non ha record regionali, né in vasca lunga e né in vasca corta, e tra Messina, Candela, Chisari nelle sue stesse gare la concorrenza è ed è stata alta. Le spiace?
“Diciamo che fare un record è una cosa che mi sarebbe piaciuta però comunque non è mai stato il mio obiettivo principale. Io ho sempre pensato a fare i tempi per me stesso e a raggiungere i miei obiettivi personali non cercando i record. Anche se devo ammettere che avere un record non mi sarebbe dispiaciuto”.
Dopo le sei medaglie individuali ai campionati regionali in vasca corta quali sono i suoi obiettivi per la parte estiva?
“Per la stagione estiva sicuramente l’obiettivo principale è fare bene i campioni italiani in lunga a Roma quest’estate e spero di qualificarmi nelle gare 50 e 100 stile libero e 50 farfalla e magari riuscire a strappare il pass anche nel 100 farfalla e nel 200 se riesco. Però mi interessa fare bene soprattutto nelle prime tre gare”.
Ma preferisce vasca corta o lunga?
“Diciamo che dipende dalla gara. Le gare più lunghe come il 200 e il 400 preferisco farle in vasca corta, mentre i 50 e il 100 mi piace nuotarle in entrambe le vasche”.
Come vivrà invece questi ultimi mesi in Sicilia? Avrà nostalgia e guarderà alcune gare in modo diverso?
“Non sarà la mia ultima stagione estiva perché io comunque da giugno ogni anno tornerò in Italia e fino ad agosto passerò il mio tempo qui. Quasi certamente però è stata la mia ultima esperienza ai Criteria quest’anno. Ho avuto quel pensiero di aver fatto la mia ultima gara, direi che ne avrò nostalgia quando sarò lì in America”.