Un giro dei Paesi Baschi fatto bene e finito con un quinto posto nell’ultima tappa, una buona gamba in vista del Grande Nord, Filippo Fiorelli (Visma Lease a Bike) si prepara a correre nei Paesi Bassi e in Belgio, dov’è il ciclismo è una religione.
“La mia preparazione è in costante crescita – esordisce Fiorelli- Ho una buona condizione quindi cerchiamo, in funzione delle mie possibilità, di sfruttarla al massimo. Nella seconda metà di aprile farò l’Amstel, domenica prossima 24 aprile. La Freccia Vallone, il mercoledì successivo e infine domenica 27 aprile la Liegi-Bastogne-Liegi. Dai Paesi Baschi sono uscito in ottima forma. Credo di aver lavorato bene ed esaminando i numeri col mio preparatore siamo arrivati a valutare i nostro lavoro positivamente anche in funzione di queste tre prossime gare. Il percorso dei Paesi Baschi era abbastanza duro, salite dure e simili alle pendenze che andremo a fare nelle prossime gare del Nord Europa, anche se quelle basche erano più lunghe”
“È stata una piccola ricompensa del lavoro che faccio per la squadra – spiega Fiorelli-Eravamo in tre in fuga e mi sono conquistato questa libertà di fare la mia corsa. Era una giornata durissima quella dell’ultima tappa e per giunta con il meteo non clemente. Avevamo lavorato molto nei giorni precedenti e sapevo che gran parte delle energie erano state spese. Era tutta una questione di testa anche se però le salite nel finale non mancavano e comunque non adatte alle mie caratteristiche. Ci voleva un’ottima preparazione e così è stato. Un quinto posto è un gran risultato. È chiaro che chiunque spera di raccogliere il massimo risultato ma bisogna sempre rapportarlo al tuo potenziale. Francamente non mi aspettavo di avere queste buone gambe nel finale dopo sei tappe”
“L’Amstel l’ho fatto solo una volta – prosegue Fiorelli- nel 2022 e sono consapevole di cosa significa correre nei Paesi Bassi o in Belgio e in generale nelle Classiche del Nord. In quelle corse dopo pochi metri dalla partenza entri in una specie di centrifuga per tutto il giorno, senza un attimo di respiro e correndo a tutta e lottando per trovarsi nelle posizioni davanti. E sarà quello il mio lavoro”.
“Ma neanche l’Amstel o la Liegi sono adatte alle mie caratteristiche. Il mio lavoro è andare realizzare quello che mi viene detto dalla squadra e cercare di farlo sempre con il massimo rendimento. In queste classiche il mio ruolo è di stare davanti e aiutare in compagni leggendo assieme a loro lo sviluppo della gara con gli occhi bene aperti, perché in queste corse ogni distrazione può costare caro. Fino ad adesso credo di avere lavorato e ottenuto i risultati che si prefiggeva la squadra.
“La Liegi è una classifica monumento – conclude Fiorelli – In passato ho fatto la Sanremo. Ho corso anche il Lombardia del quale ho solo assaporato la partenza perché l’ho sempre fatta come riserva. Infatti nel finale di stagione nella Bardiani non c’erano abbastanza corridori per farla e quindi andavo io. Nel Nord Europa queste corse sono sacre. Correre poi in Belgio è incredibile perche trovi un atmosfera diversa, un sapore differente rispetto alle altre gare. E correre in maglia Visma la Liegi, con un grande team, con grandi compagni e fortissimi avversari e con un pubblico che ti moltiplica l’adrenalina alle stelle, sarà un qualcosa di meraviglioso