Non si è fatta attendere la replica del Comitato Regionale della Federazione Italiana Pallacanestro dopo le durissime accuse lanciate dalla Trapani Shark. Con una nota ufficiale dai toni fermi e analitici, il Comitato intende fare chiarezza su quella che definisce una “distorsione della realtà”, respingendo al mittente le accuse di “persecuzione mirata” e ribaltando la responsabilità dell’esclusione dell’Under 17 Eccellenza direttamente sulla gestione dirigenziale del club granata.
Secondo quanto ricostruito dalla FIP Sicilia, i dirigenti della Trapani Shark incaricati dell’attività giovanile non potevano ignorare il rischio che stavano correndo. Il Comitato precisa che la società era stata formalmente informata sin dal mese di gennaio circa gli obblighi economico-amministrativi e le pesanti conseguenze che il mancato rispetto dei regolamenti avrebbe comportato, inclusa l’esclusione dalle competizioni.
Un punto cruciale della contesa riguarda la natura dei pagamenti. Mentre il club aveva ipotizzato una distinzione tra rate regionali e nazionali, la Federazione chiarisce che il sistema non prevede tale separazione: ogni quota fa parte di un’unica obbligazione a carico della società affiliata. Di fatto, non saldare una rata significa essere inadempienti verso l’intero sistema federale.
Il comunicato entra poi nel merito tecnico della sanzione, svelando un retroscena burocratico: la rata non pagata avrebbe dovuto portare all’esclusione della formazione Under 19 Gold. Tuttavia, questa squadra risultava già esclusa per aver rinunciato preventivamente a due gare. Per questo motivo, il provvedimento è “scivolato” sulla formazione Under 17 Eccellenza.
Ma c’è di più. Secondo la FIP, i ragazzi avrebbero potuto terminare regolarmente il campionato se la società non avesse complicato il quadro:
«La squadra avrebbe potuto concludere la stagione se la società non avesse richiesto diversi spostamenti di gara, determinando uno slittamento del calendario rivelatosi decisivo ai fini del mancato completamento dello stesso».
La Presidente regionale, Cristina Correnti, ha espresso profondo rammarico, non risparmiando critiche alla comunicazione del club trapanese:
«Dispiace constatare come la realtà dei fatti venga distorta per attribuire alla Federazione responsabilità riconducibili esclusivamente alla gestione dirigenziale societaria», ha dichiarato la Presidente. «È una ferita difficile da rimarginare per tutto il movimento sportivo siciliano».
La Presidente ha poi ribadito che né la Federazione né il Comitato hanno alcun interesse ad adottare misure penalizzanti verso le proprie affiliate, sottolineando come l’applicazione delle regole sia un atto dovuto per la tutela della regolarità di tutti i campionati.
L’articolo si chiude con l’amara constatazione che, oltre i comunicati e le battaglie legali, a pagare il prezzo più alto sono stati i giovani atleti. La vicenda Trapani Shark si arricchisce così di un capitolo pesantissimo che sembra allontanare ogni possibilità di riconciliazione immediata, lasciando il movimento cestistico isolano in un clima di profonda tensione.