Catania, Il ritorno di Toscano non scaccia i dubbi, un pari che alimenta l’inquietudine
Calcio20 Aprile 2026 - 16:07
Il “Massimino” attendeva una scintilla, ha ricevuto un segnale interlocutorio. Il ritorno di Domenico Toscano sulla panchina rossazzurra non basta a invertire l’inerzia di un finale di stagione contratto: contro il Potenza finisce 1-1, un risultato che muove la classifica ma lascia intatti, se non amplificati, gli interrogativi di una piazza che vede i playoff all’orizzonte con più dubbi che certezze.
La cronaca: predominio senza affondo e il solito regalo
L’approccio del Catania era stato incoraggiante per intensità e propositività. I rossazzurri hanno provato a prendere il comando delle operazioni, scontrandosi però contro un Franchi in stato di grazia, decisivo nel dire di no prima a Bruzzaniti e poi a Quaini. Tuttavia, nel miglior momento etneo, si è riaperta la solita ferita: un errore in impostazione di Quaini al 28’ ha innescato D’Auria, che non ha perdonato siglando il vantaggio lucano.
È il leitmotiv di questa stagione: una sbavatura isolata che vanifica volumi di gioco importanti. Nonostante la reazione rabbiosa prima dell’intervallo con Miceli e Forte, il Catania è andato negli spogliatoi con la conferma di un malessere cronico: una squadra che produce molto, ma raccoglie briciole.
La ripresa: cuore e rigore, ma manca il colpo del KO
Nella ripresa Toscano ha rimescolato le carte attingendo dalla panchina. La scossa è arrivata grazie a un calcio di rigore, concesso per fallo di mano di Siatounis e trasformato con freddezza da Cicerelli. Con il pareggio in tasca e la spinta del pubblico, il Catania ha alzato il baricentro cercando il sorpasso, negato ancora una volta da Franchi su una grande chance di Lunetta nel finale.
Ma al di là della generosità e del cuore messi in campo, la sensazione è quella di una squadra che manca di una struttura solida, incapace di governare i ritmi del match e di chiudere le partite quando l’inerzia lo richiede.
Il verdetto: un secondo posto da blindare tra i mugugni
Il pareggio interno, il terzo consecutivo senza vittorie al “Massimino”, tiene il termometro emotivo della città su livelli di guardia. I mugugni della tifoseria non sono rivolti al singolo punto, ma alla percezione di una squadra sospesa, ancora alla ricerca di una connessione vera tra i reparti e di una continuità offensiva non episodica.
Ora il tempo è diventato il nemico principale. L’ultima sfida contro l’Atalanta U23 non sarà solo il crocevia per blindare la seconda posizione e definire la griglia playoff, ma dovrà fornire una risposta definitiva: il Catania è pronto a imboccare una strada nuova o continuerà a rincorrere le proprie ombre?
Credit Catania FC