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Trapani, retrocessione in Serie D tra tribunali e rabbia. Antonini: “È una truffa, stadio gratis per la protesta”

È il punto più basso della storia recente del club, ma la battaglia sembra appena iniziata. Con la sconfitta per 1-0 sul campo del Cosenza, il Trapani saluta aritmeticamente il professionismo. Una sentenza scritta al minuto 69 dalla rete di Mazzocchi, che ha spento le ultime speranze granata in un’annata drammatica segnata dal record negativo di 25 punti di penalizzazione.

Il paradosso dei numeri: condannati dai conti

Il verdetto del campo è atroce: con 48 punti conquistati (14 vittorie e 9 pareggi), il Trapani avrebbe oggi una posizione in piena zona playoff. Invece, i mancati pagamenti di INPS e IRPEF hanno trascinato la squadra a quota 23, nel baratro della Serie D. Una sorte simile a quella del Trapani Shark nel basket, radiata dalla Lega in una stagione nera per lo sport cittadino.

La controffensiva di Antonini: “Truffa sportiva, riapriamo lo stadio”

Il patron Valerio Antonini non accetta la retrocessione e alza i toni, parlando apertamente di complotto. Secondo il presidente, un documento ufficiale dell’Agenzia di Riscossione relativo all’IVA dimostrerebbe l’illegittimità delle sanzioni subite.

“Ci hanno fatto una truffa sportiva senza precedenti che oggi si smaschera” ha tuonato Antonini, annunciando una mobilitazione totale per l’ultima sfida di campionato. Per domenica, il patron ha indetto lo “stadio aperto” a tutti i trapanesi con biglietto a zero euro, chiedendo un gesto simbolico forte: un fazzoletto bianco da sventolare all’ingresso delle squadre per una protesta “fermissima e durissima”.

L’appello alla città: “Ora o mai più”

L’obiettivo di Antonini è chiaro: sfruttare la pressione popolare per sostenere i ricorsi del 21 e 23 aprile, con l’obiettivo di riavere i punti tolti al calcio e il titolo di Serie A per i Shark. “Trapanesi, mettiamo da parte le opinioni. Siamo stati tutti truffati, dobbiamo riavere quello che ci hanno tolto. La verità ci renderà liberi”.

Se da una parte il patron chiama a raccolta i fedelissimi, dall’altra il clima resta teso: sui social la contestazione non si placa e molti tifosi chiedono ancora un passo indietro della proprietà. Domenica, tra fazzoletti bianchi e rabbia, Trapani vivrà una delle giornate più calde della sua storia sportiva.

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Redazione