Il Giro d’Italia 2026 parte dalla porta dell’oriente. Un lungo viaggio che dalle coste del Mar Nero un tempo dominio romano porterà nella Città Eterna. In Bulgaria a Burgas la prima sfida tra i velocisti
Il Giro d’Italia apre la sua edizione 2026 con una frazione di 147 chilometri che collega Nesebăr a Burgas tappa che sulla carta sembra destinata a concludersi con una volata di gruppo. Ovviamente nulla è scontato. Il tracciato non piattissimo nasconde diverse insidie tattiche. La corsa si svilupperà interamente lungo la costa del Mar Nero, dove il vento potrebbe essere presente diventando un elemento che potrebbe obbligare le squadre dei leader a mantenere alta l’attenzione ed evitare ventaglio ed imboscate.
La caratteristica principale di questa prima tappa è la costante esposizione agli agenti atmosferici. Il gruppo percorrerà un lungo tratto di “andata e ritorno” sul litorale, una configurazione che espone i corridori ai cambiamenti di direzione del vento. Sebbene il karajol, il tipico vento costiero della regione sia solitamente più intenso durante i mesi invernali, la brezza marina di maggio potrebbe comunque favorire tentativi di frazionamento del gruppo ventagli, rendendo la navigazione in gruppo nervosa e dispendiosa.
Il finale di gara è caratterizzato da un circuito di 22,1 chilometri da ripetere due volte. Al suo interno è previsto il primo Gran Premio della Montagna di questa edizione, situato a Cape Agalina. Si tratta di un’ascesa breve e pedalabile, lunga 1,2 chilometri con una pendenza media del 2,2% e punte massime del 6%, che non dovrebbe appesantire le gambe dei velocisti. Questo “dentino” quasi sicuramente servirà a determinare il primo possessore della maglia rosa. E ovviamente della maglia azzurra.
L’approccio a Burgas si presenta lineare, con curve veloci che favoriranno l’organizzazione dei treni dei velocisti. La planimetria dell’ultimo chilometro suggerisce una gestione oculata delle energie. Gli ultimi 1200 metri tendono infatti verso l’alto: la strada presenta una pendenza media del 2% che si avverte con maggiore intensità nei pressi della flamme rouge, per poi trasformarsi in un falsopiano negli ultimi 700 metri.
Questa conformazione favorisce gli sprinter dotati di grande potenza, capaci di rilanciare l’azione su pendenze leggere, e penalizza chi inizierà la volata troppo presto. La tempistica del lancio dello sprint sarà dunque il fattore determinante per l’assegnazione della prima maglia rosa.
L’osservato speciale per il successo di tappa e la conquista del primo simbolo del primato è Jonathan Milan. Il corridore della Lidl-Trek si presenta al via dopo una stagione 2025 di altissimo profilo, culminata con la vittoria della maglia verde al Tour de France.
Milan, già protagonista assoluto delle classifiche a punti al Giro d’Italia nel biennio 2023-2024, trova a Burgas un arrivo che si adatta alle sue caratteristiche fisiche. La pendenza dell’ultimo chilometro premia infatti la sua capacità di sprigionare watt su tratti in leggera ascesa. Per l’atleta friulano si tratta di un’occasione concreta per vestire per la prima volta in carriera la maglia rosa, consolidando il suo ruolo di riferimento nelle volate internazionali.