Ciclismo

Giro 26, seconda tappa: carovana rosa sui saliscendi dei Balcani

​Il Giro rosa incontra i Balcani, da Burgas a Veliko Tarnovo oggi la seconda tappa potrebbe regalare qualche sorpresa nei saliscendi delle valli bulgare.
​Dopo lo sprint imperiale nella tappa di apertura del francese Paul Magnier sulle dolci rive del Mar Nero, il Giro d’Italia cambia pelle e si addentra nel cuore verde della Bulgaria.

Tappa lunga con saliscendi

Archiviata la prima frazione per velocisti, la carovana rosa riparte da Burgas per una seconda tappa che ha tutto il sapore di una classica. Saranno 221 chilometri di fatica, nervosismo e strappi micidiali che potrebbero dare un volto nuovo alla classifica generale appena nata.
I Balcani di sicuro non concederanno tregua

Dopo la pianura ci sarà fatica vera

​La prima parte della frazione sembra concedere un po’ di respiro con circa 60 km di pianura perfetta ma è solo la calma prima della tempesta. Superata la prima ora di corsa, il profilo altimetrico inizia a incresparsi sensibilmente. La corsa si accende dopo Sliven, affrontando il Byala Pass (7,7 km al 4,6%) e il successivo Vratnik Pass. Nonostante le pendenze medie non siano proibitive, è la distanza a fare la differenza: con oltre 200 km nelle gambe, ogni falsopiano “cattivo” peserà come un macigno.
​La vera insidia, però, si nasconde nel tratto di avvicinamento a Veliko Tarnovo.

Nel finale, ‘sei denti’ bulgari

Una sequenza di sei salitelle non catalogate come GPM ma sulla carta capaci di logorare la resistenza dei velocisti spezzando il gruppo e isolando le ruote veloci. In uno di questi dentini dove la corsa potrebbe esplodere.
​Il punto di rottura è infatti fissato a circa 15 km dall’arrivo, nel comune di Lyaskovets. Qui inizia l’ascesa al Monastero dei Santi Pietro e Paolo con 3,9 chilometri al 6,8% di pendenza media, ma con un cuore centrale di 2,5 km all’8,7% e picchi che toccano il 14%.
​È qui che gli uomini di classifica potrebbero decidere di rompere gli indugi. Non solo per una questione di secondi ma di posizione.  Scollinare davanti significherebbe affrontare la picchiata verso il traguardo con un margine di sicurezza, evitando i rischi di un gruppo ancora troppo numeroso. Resta da chiedersi quanto la caduta di ieri a 600 metri dal traguardo di Burgas peserà sulle’economia tecnico-tattica della tappa?

Maglia rosa a rischio

Per la Maglia Rosa di Magnier si prospetta una giornata di sofferenza pura poiché tenere il ritmo degli scalatori su queste pendenze sarà un’impresa titanica.
​Gli ultimi chilometri sono un vero e proprio labirinto tecnico. Dopo una discesa velocissima che termina a 4 km dal traguardo, i corridori entreranno nell’abitato storico di Tsarevets. Il fondo stradale cambierà volto, presentando tratti in pavé e porfido che richiederanno massima lucidità.
​L’ultimo strappo, un chilometro al 5,8% con punte al 9%, farà da ulteriore trampolino di lancio prima dell’ultimo chilometro pianeggiante. Un rettilineo finale di 500 metri in asfalto, largo 8 metri, attende il vincitore di questa tappa infinita. Sarà fuga da lontano, colpo di mano di un finisseur o una sfida diretta tra i big della generale? Una cosa è certa: a Veliko Tarnovo, il Giro d’Italia scoprirà le sue prime, vere carte.

Classifica generale

1 MAGNIER Paul Soudal Quick-Step 3:20:58

2 ANDRESEN Tobias Lund Decathlon CMA CGM Team a 4″

3 TAROZZI Manuele Bardiani CSF 7 Saber s.t.

4 VERNON Ethan NSN Cycling Team a 6″

5 SEVILLA Diego Pablo Team Polti VisitMalta a 6″

6 MORGADO António UAE Team Emirates – XRG a 8″

7 MILAN Jonathan Lidl – Trek a 10″

8 MIHKELS Madis EF Education – EasyPost s.t.

9 LONARDI Giovanni Team Polti VisitMalta s.t.

10 ACKERMANN Pascal Team Jayco AlUla s.t.

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Published by
Valentino Sucato