Il Giro torna nel suo nido, nelle italica Patria che lo ha generato. La carovana rosa colorerà la strada che da Catanzaro porta a Cosenza. E si preannunciano 138 chilometri incerti con sfida totale tra velocisti che non dovranno farsi sorprendere da qualche “sognatore” di giornata.
Dopo le prime fatiche in Bulgaria, con tre tappe non certo prive di sorprese (purtroppo non sempre positive) e il meritato riposo di ieri, la Corsa Rosa sbarca finalmente in Italia. La quarta tappa, la Catanzaro-Cosenza, promette scintille su un percorso di 138 chilometri che nasconde molte più insidie di quante ne racconti la planimetria. Con 1800 metri di dislivello complessivi, la frazione calabrese si preannuncia come un terreno di caccia ideale per corridori resistenti e ruote veloci capaci di digerire le pendenze.
La partenza da Catanzaro mette subito le gambe dei corridori alla prova con un avvio in salita, seguito da circa settanta chilometri di pianura che condurranno la carovana verso il traguardo volante di San Lucido.
Qui inizierà la vera sfida della giornata: l’ascesa verso il GPM di seconda categoria di Cozzo Tunno.
Si tratta di una scalata lunga 14,5 km con una pendenza media del 5,9%. Non sono pendenze impossibili per i professionisti, ma il ritmo con cui verrà affrontata farà la differenza tra chi potrà giocarsi la vittoria e chi finirà fuori dai giochi.
Dallo scollinamento all’arrivo mancheranno 40 chilometri gran parte dei quali in discesa fino al “chilometro Red Bull”, prima del gran finale. Gli ultimi metri verso Cosenza non sono per cuori deboli: una retta d’arrivo di 450 metri con una pendenza costante al 3,7%.
Gli occhi di tutti sono puntati su Jonathan Milan. Il gigante friulano ha una voglia di riscatto dopo un inizio di Giro senza successi, ma il finale all’insù e il transito su Cozzo Tunno rappresentano un test severo per la sua stazza. Se il ritmo non sarà forsennato, Milan resta l’uomo da battere ma la concorrenza è agguerrita.
In prima fila per la vittoria c’è Paul Magnier, apparso in uno stato di forma smagliante a Sofia e favorito dal peso leggero che potrebbe dargli un vantaggio decisivo su un arrivo in pendenza. C’è anche Tobias Lund Andresen, un vero specialista di questi arrivi “sporchi”. E poi Orluis Aular, atleta estremamente solido capace di reggere l’urto in salita per poi scatenarsi nello sprint.
Se la corsa dovesse farsi dura e il gruppo dovesse frazionarsi, nomi come Corbin Strong ed Ethan Vernon potrebbero vivere un giorno di gloria o comunque salire sul podio. Non restano a guardare nemmeno Kaden Groves e Davide Ballerini, pronti a inserirsi nella mischia, così come Ben Turner o Florian Stork.
Un occhio di riguardo va infine a Thomas Silva. La Maglia Rosa non è solo un simbolo di primato. Thomas Silva sulle strade calabresi potrebbe cercare di difendersi e portare a ancora la maglia rosa. In una tappa così breve e nervosa, l’unica certezza è che non ci sarà un attimo di respiro.