Dopo lo spettacolo della settima tappa sul Blockhaus nella quale Jonas Vingegaard ha letteralmente dominato facendo segnare il nuovo record di scalata, il Giro d’Italia 2026 offre un’altra tappa che si preannuncia altrettanto spettacolare e potenzialmente ricca di colpi di scema.
La Corsa Rosa si sposta oggi, sabato 16 maggio, dall’Abruzzo alle Marche per un’ottava tappa che promette grande spettacolo. Il percorso che si snoda per 156 chilometri da Chieti a Fermo, si presenta come una frazione a due facce, caratterizzata da una prima parte totalmente pianeggiante lungo la costa adriatica e da un finale infuocato, condito da pendenze dure e continui strappi.
I primi cento chilometri saranno totalmente tranquilli e pianeggianti, ideali per la nascita della fuga di giornata e per permettere al gruppo di gestire le energie dopo le fatiche del giorno precedente.
La musica cambierà drasticamente una volta entrati nella provincia di Fermo, dove i corridori dovranno affrontare l’inferno dei Muri Fermani. In rapida successione si scaleranno i gran premi della montagna di Montefiore dell’Aso, lungo quasi dieci chilometri con una pendenza media del 3.6%, e di Monterubbiano, più breve ma più ripido. Dopo il passaggio sul “chilometro Red Bull” del Muro del Ferro, caratterizzato da mezzo chilometro all’11%, e lo storico strappo di Capodarco, si arriverà alla salita decisiva verso il traguardo di Fermo. Questo muro finale di via Reputolo, lungo poco meno di quattro chilometri, nasconde rampe micidiali che toccano la punta del 22% su un fondo stradale cittadino in porfido, prima del traguardo posto sul suggestivo Piazzale del Girfalco.
La conformazione della tappa strizza l’occhio ai finisseur e ai cacciatori di tappe abili a tenere sulle brevi ma ripide ascese, rendendo molto probabile il successo di un attacco da lontano. Tra i super favoriti spiccano i nomi della UAE Team Emirates – XRG, con l’esplosivo Jhonatan Narváez, già vincitore in questo Giro, e il giovane talento svizzero Jan Christen, ormai fuori dalle zone calde della generale e con totale carta bianca per attaccare.
C’è anche a Christian Scaroni, già molto attivo nei giorni scorsi e a chi conosce bene questi tipi di tracciati come Lennert Van Eetvelt.
In chiave classifica generale, tutti gli occhi saranno puntati sulla Maglia Rosa. Nonostante il pesante dazio pagato sul Blockhaus, dove ha perso circa tre minuti dal forcing solitario di Vingegaard, il portoghese Afonso Eulálio è riuscito a conservare il simbolo del primato. Eulálio si è detto molto soddisfatto della sua prestazione, consapevole del fatto che il danese in questo momento stia volando. Il portoghese vanta ancora un tesoretto importante di 3 minuti e 17 secondi di vantaggio su Vingegaard; su un terreno così mosso e nervoso il suo obiettivo primario sarà quello di correre in difesa, supportato dall’esperienza di Damiano Caruso, per controllare le mosse dei diretti inseguitori e conservare la leadership.