La squadra del Messina
Qualcosa si muove. Il Messina torna ufficialmente a parlare dopo la retrocessione. A Roma si è svolto un proficuo incontro tra l’Acr e i vertici della Lega Nazionale Dilettanti. Una delegazione, guidata dal vicepresidente Morris Pagniello, si è recata nella sede della LND per un confronto istituzionale sul futuro del club. Nel corso dell’incontro la dirigenza ha illustrato le linee del progetto societario per la stagione 2026/2027. Al centro, inevitabilmente, anche il capitolo ripescaggio: un tema ancora prematuro, sul quale tuttavia la proprietà intende farsi trovare pronta qualora se ne presentasse l’occasione. La società sta lavorando sotto traccia e nelle prossime settimane presenterà ufficialmente alla città il progetto sportivo e programmatico. Il commento del vicepresidente Morris Pagniello: “Vogliamo parlare alla città con i fatti. Stiamo lavorando sotto traccia su più fronti e siamo convinti che presto avremo buone notizie da dare alla città. Comprendiamo l’amarezza dei tifosi e la loro richiesta di chiarezza: la rispettiamo e intendiamo dare risposte concrete nelle prossime settimane. L’A.C.R. Messina merita un futuro all’altezza della sua storia”.
Il Messina del presidente Justin Davis proverà dunque a scongiurare in tutti i modi l’Eccellenza, tristemente maturata dopo lo 0-0 e i 120′ del playout contro il Ragusa. L’illusorio girone d’andata (28 punti sul campo) sotto la gestione Martello-Romano, nonostante la partenza in netto ritardo e il -14 sul groppone, poi l’avvento del Racing City Group che pareva dare finalmente tranquillità all’ambiente dopo aver evitato il fallimento. Invece, la flessione nel ritorno (18 punti complessivi, quattro sole vittorie), gli errori sul mercato, gli stravolgimenti tra scrivania e panchina, con la scelta di Feola che non ha pagato, hanno prodotto l’epilogo che nessuno a dicembre si sarebbe mai aspettato. La società adesso crede tantissimo nella carta del ripescaggio. L’estate scorsa, però, i posti disponibili furono appena tre su 162 squadre e vennero assegnati a Follonica Gavorrano, Montespaccato e alla Costa Orientale Sarda. L’ufficialità arrivò inoltre soltanto il 31 luglio. Il rischio sensibile è quello di un’altra pianificazione della prossima stagione forzatamente rimandata, non conoscendo la categoria d’appartenenza. La Lnd stilerà due graduatorie, con i posti alternativamente attribuiti alle perdenti dei playout e a chi ha visto sfumare la promozione nei playoff nazionali di Eccellenza. In attesa della pubblicazione dettagliata dei criteri, alle voci bacino d’utenza e stadio il Messina potrebbe essere in prima fila, mentre il punteggio relativo al settore giovanile, poco curato negli ultimi anni in riva allo Stretto, rappresenterebbe il vero tallone d’Achille.
Il dispiacere corre sui social. Tanti i messaggi postati dai calciatori del Messina all’insegna dell’amarezza. “Nella vita – scrive capitan Sergio Garufi – ho sempre creduto che parlino i fatti. E i fatti dicono che questa squadra sul campo ha conquistato 46 punti. Con sacrificio, sudore e amore per questi colori. Per questo porterò sempre dentro di me l’orgoglio di essere stato il Capitano di un gruppo straordinario e di aver rappresentato una piazza che vive il calcio con passione vera, quella che ti entra dentro e non ti lascia più. Il tempo, come sempre, metterà ogni cosa e persona al proprio posto nell’ordine giusto. Ma una cosa nessuno potrà togliercela: la dignità con cui abbiamo combattuto fino alla fine”. La rete annullata nel playout di Ragusa, con le mani fra i capelli, sarà un’immagine difficile da cancellare per Lorenzo Bosia: “Grazie per avermi fatto sentire a casa, grazie Messina”. Anche il difensore pugliese Carlo Clemente saluta Messina: “Abbiamo sfiorato il cielo, ma spesso il calcio quando sfiori il cielo è subito pronto a riportarti sulla terra. Certo, potevamo fare meglio, ma noi sappiamo di aver dato tutto e questo mi riempie il cuore di orgoglio. Messina, ti ringrazio ancora una volta per quello che sei stata, resterai una ferita aperta, ma sono certo che tornerai dove meriti di essere, perché il tempo mette tutto al suo posto”. Il portiere Andrea Giardino era arrivato nel mercato invernale in prestito dal Parma dopo la parentesi alla Fidelis Andria: “Fa male finire così, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo passato insieme in questi mesi. Perdere tutto all’ultimo lascia tanto amaro, perché dentro questa stagione ci sono stati lavoro, impegno e la voglia di non mollare mai. Dispiace anche per tutte le persone che ci sono state vicine e ci hanno sostenuto durante il percorso”. L’attaccante Giuseppe Tedesco commenta: “Non è stato il finale che volevamo ma ci abbiamo provato e soprattutto creduto fino all’ultimo, dando tutto quello che avevamo. Il calcio, come la vita, è fatto di ostacoli, cadute e momenti duri da accettare. Cadere fa parte del percorso, ma Messina non retrocede. Perché l’amore, la passione e l’orgoglio di questa gente andranno sempre oltre qualsiasi categoria”. Gli fa eco il compagno di reparto, Christian Roseti: “Il dolore è ancora tanto. Ci sono stagioni che si ricordano per le vittorie e poi ce ne sono altre che ti segnano dentro e ti mettono alla prova ogni giorno, come uomo prima ancora che come calciatore. Questa, purtroppo, non è stata la stagione che tutti sognavamo, lo sappiamo noi giocatori e lo sapete voi tifosi”.